23/11/09

Procedere a passi lenti

Vado a tentoni come in un bosco in cui filtra radente un raggio di sole tra l'alternarsi di macchie di luce e di ombre. Procedo veloce lungo la scia chiara nell'illusione di aver trovato una via di uscita, poi il mio passo si fa più lento, perché improvvisamente la luce si ritrae e subentra impenetrabile il buio.

Nell'incertezza si impara ad attendere un segnale, un indizio che spesso tarda ad arrivare.
Procedo allora per tentativi ed errori, umili, discreti, senza certezze, ma con la ferma volontà di non fermarmi, di cercare ancora e poi ancora nella consapevolezza che sto andando verso un mondo che non conosco.

Non si è depositari di verità assolute non discutibili e non negoziabili. Questa è l'unica certezza. Ma procedere a tentoni non vuol dire svuotare di senso il proprio cammino, anzi è cercarlo passo dopo passo.

20 commenti:

  1. Bisognerebbe cercare di vivere nella coesistenza degli opposti, metterli in relazione tra loro e percorrere lo stretto sentiero che li unisce.

    La vita è un viaggio, un percorso la cui energia è data dal sopportare la tensione tra gli opposti, come ad esempio: luci e ombre, certezze e dubbi, impotenza e onnipotenza, desideri e limiti, orizzonti lontani e realtà vicina, regole ed eccezioni, consapevolezza e inconscietà.

    Non esistono scorciatoie: la vita è un prodotto artigianale, non industriale.
    Giorgio

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  2. Che bello scritto
    Ciao Silvia

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  3. Ecco le profonde considerazioni di Giulia! Mi erano mancate davvero!
    Grazie di essere tornata*

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  4. Mi piace il pensiero conclusivo: cercare passo dopo passo il senso del proprio cammino.
    è un esercizio che dura tutta la vita
    è bene aiutarsi nella ricerca
    marina

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  5. bentornataaaaaa! Ci mancavi e ora siamo più contenti!

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  6. Bentornata anche da me, quando ho tempo cambio il link sul mio blog.
    Ciao!

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  7. Giorgio, mi piace quello che dici. Sicuramente, le scorciatoie non esistono davvero e se le si cerca non si costruisce molto.
    Marina, sono d'accordo che bisogna aiutarsi nel cammino e nella ricerca della strada. In fondo non è vero che siamo soli. Io con voi non mi sono sentita così. Grazie
    Cristina, sei sempre troppo gentile,
    grazie Lavinia,Princy60 e Paolo.
    Un abbraccio

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  8. Assaporo la fiducia di questi tuoi pensieri, il mondo che andiamo scoprendo ci è spesso estraneo e sconosciuto, sempre più di frequente capita di sentirsi alieni, però è quell'esercizio che tu indichi a darci forza e senso, passo dopo passo sì. Come dice Marina...aiutiamoci! Ti abbraccio

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  9. Cara Giulia, quando mai non si procede a tentoni, non si naviga a vista? Lo sguardo lungo è di pochi, alla maggioranza poche volte è possibile vedere oltre il proprio naso. Accontentiamoci. Ciao e brava per come scrivi
    Paola

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  10. Cara Arnicamontana, passo dopo passo, proprio così. Vengo adesso da un convegno e mi sono ridetta, passo dopo passo e cercando di sentirsi accompagnati, perchè motivi per scoraggiarsi ce ne sono sempre.

    Io credo, cara Paola, che a volte qualcuno crede di poter vedere lontano... In realtà molti rinunciano proprio a mettersi in cammino perchè non vedono un orizzonte certo. Non bisogna desitere.

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  11. Soprattutto, procedere a passi lenti ci consente di guardarci attorno, di scorgere quelle cose belle e semplici che una corsa affannosa non ci permetterebbe di vedere!

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  12. bello il nuovo blog! bentornata!!!

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  13. La delusione è che,lungo il cammino s'incontrano persone coi paraocchi
    o che girano la testa dall'altra parte.
    Pensieri profondi e allo stesso templici,come i tuoi, pochi li prendono in considerazione.Sono contenta che tu ci sia.
    Cristiana

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  14. Sono molto contento di poter incrociare ancora una volta il mio incedere così simile al tuo. Non bisogna fermarsi. C'è sempre qualcuno che con voce più o meno flebile ci sta chiamando. A me è capitato spesso di non saper ascoltare.

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  15. Sono d'accordo: molte volte non si può fare altro che procedere a tentoni.
    Pietro Piovani diceva che la stessa filosofia non è altro che una tela di Penelope: quindi un incessante un fare e disfare, in vista di una verità che non si riesce mai a raggiungere completamente.
    E spesso è così anche la nostra vita... andiamo un po' di qua, un po' di là, procediamo per tentativi.
    Forse, lo "sguardo lungo" è proprio quello: non restare fermi, passivi ma continuare a cercare; benchè talvolta si rischi d'andare a sbattere il naso contro tanti, troppi muri.
    Ma almeno, alla fine potremo dire d'averci provato.
    Ciao.

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  16. Rileggerò con calma, ma sono felice di poter dire "Ben ritrovata!"

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  17. Il bosco più bello è quello in cui sei stato tante volte, che conosci bene, in cui hai dei punti di riferimento, in cui ti aggiri non alla sperindio ma perché vuoi arrivare a quella pianta, a quella panchina, a quel prato. Proprio perché sei tranquillo su quello che già sai, puoi uscire da te stesso alla ricerca di ciò che non sai ed essere sorpreso da una pianta, una panchina e un prato che non conoscevi ancora. Puoi guardare in avanti -o voltarti indietro- senza bisogno di guardarti la punta dei piedi (ben calzati, con le scarpe giuste per quel bosco).
    Si può trasformare in progetto un sogno, non si deve trasformare un progetto in un sogno. Succede spesso, è molto comodo, ci si può chiamare fuori in ogni momento, però avendo una illusoria ma gradevole sensazione di aver fatto tutto il possibile. Poi ci si sveglia, e la realtà sta lì, immodificata perché solo sognata, non agita.

    grazie Giulia e saluti
    Solimano

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  18. cappuccinokid, a passi lenti riesci a gurdarti intorno, e puoi scoprire cose che non sapevi ci fossero, puoi trovare nuovi orizzonti e nuove strade da esplorare.

    grazie Princy60, sei gentile.
    Cristiana, io non voglio più occuparmi di chi ha i paraocchi. E' peggio per loro. C'è però gente che sta cercando e aspetta che qualcuno rivolga lo sguardo verso di loro. Ed io sto cercando loro. A volte avvengono begli incontri. Un abbraccio.

    Grazie Eventounico, felice anche io di reincontrarti. Hai ragione, a volte qualcuno chiama e non lo sentiamo. Dobbiamo aprire di più occhi e orecchie.

    riccardo uccheddu, si va a tentoni, ma nello stesso tempo dobbiamo sapere dove vorremmo arrivare o costruire. E' vero che a volte i muri peggiori sono quelli della nostra mente. grazie

    Solimano, mi trovo in perfetta sintonia. Quante cose non sappiamo guardare e assaporare in quello che crediamo giè "troppo noto". A volte non c'è proprio bisogno di andare troppo lontano.
    Grazie a tutti

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  19. Ciao Giulia! Questo Post e' molto bello.

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  20. Ho letto d'un fiato fin qui. Bellissimo. Complimenti. Bellissimo blog in generale! Sono arrivata qui per caso e non posso trattenermi dal fare un commento, perche' condivido con te la passione della scrittura. Ci stai pensando seriamente a diventare scrittrice? Io mi sto cimentando nei racconti per bambini. Quest'anno ho riaperto un cassetto con tante storie dimenticate e ho trovato una casa editrice della mia zone, la Caravella, che offre la pubblicazione libri a scrittori emergenti in dieci diverse collane. Vorrei rientrare ne Le Vele, cioe' quella dedicata ai bambini. Incrocio le dita per me e per te! Ciao Angela

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