26/01/10

E la vita è - ne sono sicuro - fatta di poesia

“Che cos'è un libro? Un libro sembra qualcosa come un quadro, un essere vivente; però, se gli facciamo una domanda, non risponde. Allora ci accorgiamo che è morto”.
Borges ne L’invenzione della poesia”
Ed è vero un libro di per sé non dice nulla, parla nel momento in cui qualcuno comincia a sfogliarne le pagine e intesse un dialogo tutto interiore con lo scrittore. E’ il lettore che lo fa vivere, che deve sentire che ha qualcosa da comunicare. Il libro non ha valore di per sé, ha valore se qualcuno lo rimette in vita con il suo intervento.
I libri possono vivere se ci incuriosiscono, se ci stupiscono, se ci presentano realtà nuove che non potremmo conoscere in altro modo. I libri esistono se ci informano, se acuiscono il nostro spirito critico se giocano con la nostra intelligenza piccola o grande che sia.. I libri esistono se sollecitano domande senza le quali il nostro sapere non potrebbe progredire. I libri vivono quando aprono le nostre menti, e ci liberano dalle sbarre dei nostri pregiudizi, per mettere in moto la nostra immaginazione…

Il vescovo Berkeley (che, vi rammento, è stato un profeta della grandezza degli Stati Uniti) – dice Borges - ha detto che il sapore della mela non si trova nella mela – che non può gustare se stessa - né nella bocca di colui che la mangia. Ci vuole un contatto fra l'una e l'altra. Lo stesso accade nel caso di un libro o di una raccolta di libri, una biblioteca.
Un libro è un oggetto fisico in un mondo di oggetti fisici. È un insieme di simboli morti. Poi arriva il buon lettore e le parole - o, meglio, la poesia che sta dietro le parole, perché le parole in sé sono semplici simboli - tornano in vita. Ed ecco la resurrezione della parola”.
E riferendosi alla poesia continua dicendo:
“Ogni volta che mi sono immerso nei testi di estetica, ho avuto la sgradevole impressione di leggere le opere di astronomi che non avessero mai osservato le stelle. Voglio dire che si trattava di scritti sulla poesia come se la poesia fosse un dovere, e non quello che in realtà è: una passione e una gioia (... ) E la vita è - ne sono sicuro - fatta di poesia. La poesia non è un'estranea; la poesia è, come vedremo, sempre in agguato dietro l'angolo. Ci può balzare addosso in ogni momento.
Sicché si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza. E, tutte le volte che leggo una poesia, l'esperienza accade. Ecco che cos' è la poesia”.

Dei maestri che si amano, poi, egli dice: “mi piacerebbe sentire le loro voci. E, qualche volta, provo a imitarle, per poter pensare come loro avrebbero pensato, li sento sempre intorno a me”.
 Forse, quando ci apprestiamo ad insegnare la poesie ai ragazzi o ai bambini dovremmo tener conto di quello che ci dice Borges, che certo qualcosa ne sapeva. Forse i ragazzi imparerebbero ad amarla, anzi ne sono sicura per averlo sperimentato in prima persona.  
La poesia, come dice Borges, per i ragazzi, per tutti, anche per quelli che riteniamo "poco dotati". Perché la poesia è la voce della vita ed ovunque possiamo incontrarla, basta imparare a vederla e aiutare gli altri a predisporsi all'incontro.
Invece, spesso l'approccio alla poesia è fatto attraverso uno studio arido quanto inutile, c'è la stessa differenza di parlare di stelle senza mai farle vedere, senza mai stare sotto un cielo stellato. L'esperienza che desta emozioni, curiosità, meraviglie è guardare un cielo stellato, non studiarlo senza vederlo. Una volta che la meraviglia nasce dentro di noi, forse arriverà lo studio più analitico, più accademico. 
I poeti diventano amici, diventano coloro che sanno dire cose che non siamo capaci di esprimere, ma che ci abitano, ci appartengono. 
Non uccidiamo la poesia a scuola, quindi. La poesia è alleata dei ragazzi, li può aiutare a dire l'indicibile, ciò che rimane dentro di loro come inespresso, ma un insespresso che li costituisce.
L'immagine in alto è di Franck Juery

16 commenti:

  1. La poesia...
    la forma più alta di espressione verbale a mio avviso.
    Mi si lasci in questa convinzione per favore:)
    Leggere è un atto d'amore in differita, è uno scambio bifasico e come tale occorre essere in due. A volersi bene.
    Anche a distanza di secoli. A pensarci bene è un miracolo.
    Grazie
    un post bellissimo.

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  2. p.s. Sì la vita è poesia e viceversa.
    Solo che a volte si sfasa la metrica e si nuota apparentemente senza alcun stile. E si perde la rima.

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  3. Questo post mi piace tantissimo! :) Anche a me oggi mi è venuto da scrivere sul "leggere/scrivere" e sulla magia dei libri!

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  4. Mi piace tanto leggere e spero di aver fatto rivivere molti libri che hanno risvegliato in me ricordi e domande.
    La poesia mi salta addosso spesso...è il mio piccolo essere vivente,il mio cane.
    Cristiana

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  5. La poesia dovrebbe essere fatta di vita, ma raramente è così. Molte cosiddette poesie sono fatte di fuga dalla vita, di vita rifiutata, di vita vista in uno specchio, non di esperienza.
    Fuga, difesa, rifiuto, rassegnazione, ribellione, quasi mai accettazione ed ascolto.
    La poesia è sempre a rischio: meglio, molto meglio un racconto mediocre che una poesia mediocre (almeno, in un racconto purchessia, delle cose ci sono e il narcisismo gioca di meno).

    Eppure, la poesia italiana del Novecento è stata una grande poesia, ma di questo pochi si sono accorti: Pascoli, Gozzano, D'Annunzio, il primo Ungaretti, Govoni, Moretti, Onofri, Marin, Saba, Cardarelli, Penna, Bertolucci, Montale, Luzi, Caproni, Raboni...
    Il nostro è un paese che non ama se stesso, un povero paese, non un paese povero (disse De Gaulle, con molte ragioni).

    grazie Giulia e saluti
    Solimano

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  6. Bellissimo post
    Per me la Poesia è la forma alata della parola
    grazie

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  7. Cara Giulia quello che mi piace nei tuoi post è che parli attraverso voci ed immagini di altri eppure si sente benissimo la tua individualità! Come fai? ci riesci solo tu!
    grazie
    e viva la poesia
    marina

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  8. Bel post, Giulia, evocativo e suggestivo, come sempre sai essere. Un abbraccio senza altre parole.

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  9. "il sapore della mela non si trova nella mela"; lo scrittore deve saper comunicarsi, deve avere una "empatia" coi i suoi personaggi.
    Un bacio.
    Fatima

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  10. E' molto difficile sentirsi avvolti dalla poesia ascoltando chi ne parla (o leggendo opinioni intorno a). Ma è così, la poesia ti balza addosso improvvisamente. Anche nella vita.
    Ciao Giulia

    Elena

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  11. E' proprio vero: la lettura richiede sempre partecipazione. Una lettura distratta, distaccata serve a ben poco. Un caro saluto, Fabio

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  12. A proposito di poesia mi piacerebbe che passassi a vedere da me.. e "vedere" non é un verbo messo a caso...

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  13. ho scoperto da Artemisia che anche tu sei passata su pittaforma blogspot
    un saluto erica

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  14. Giulia cara, che bel post sulla grandezza dei libri, sulla loro importanza, ma anche sulla poesia! Ne farò tesoro.
    I tuoi articoli sono proprio belli, non lascio dei commenti spesso, ma ti leggo sempre.
    Un carissimo saluto. Piera

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  15. Grazie a tutti per essere venuti a trovarmi. Un abbraccio

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  16. La ringrazio per Blog intiresny

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