04/03/10

Tu sei nelle radici

C'è silenzio. Troppo silenzio. Eppure una volta era una casa di voci. Mi sembra di sentirle ancora nell'aria. Una casa piena di vita, di energia. Una casa che accoglie.
C'è silenzio ora in questa casa ma è calda, piena di luce, ordinata come l'hai sempre voluta tu.
Sei seduta su quella poltrona che era stata di papà, quasi volessi ancora abbracciarlo, condividere ancora qualcosa con lui, di lui. Tu lo senti. Lui è rimasto con me, mi dici spesso ed io ti credo.
E' sempre stata bella tua mamma, tu non sai quanto era luminosa da giovane. Così mi ripeteva spesso papà. Così innamorato di te. Per sempre, diceva.
Papà non c'è più da tanti anni, ma quel sempre viaggia ancora nell'aria.
Nei tuoi occhi leggo nostalgia, forse un po’ di malinconia per aver già consumato quasi tutta l'esistenza. Perché a te la vita piaceva anche quando ti regalava dolore.
Sono vecchia, mi hai detto, molto vecchia. Ma un altro giorno hai sussurrato: eppure dentro mi sembra di essere sempre la stessa di un tempo, che strano...
Poi ti ritrai come una chiocciola nella sua conchiglia. A tratti mi lanci un sorriso, i tuoi occhi per un frammento di tempo diventano ammiccanti, come se mi chiedessi o volessi dirmi qualcosa, qualcosa che non mi hai ancora detto, che forse non mi dirai mai.
Anch'io vorrei dirti ancora molte cose. Forse tra una madre e una figlia rimangono sempre cose da dire. Le parole del resto non bastano ad eprimere mai tutto. Da un po’ di tempo penso che spesso non sono così necessarie. Ci sono altri modi di comunicare. Ma bisogna avere tempo, quel tempo che sprechiamo, che bruciamo senza aggiungere nulla alla nostra vita, che togliamo al rapporto che intrecciamo con gli altri, con le persone che più amiamo.
Ti guardo e riesco solo ad abbracciarti. Tu mi ricambi, mi stringi la mano e forse in questo gesto raccogliamo tutto. Io sento ancora la tua forza. Poi mi guardi e sorridi per congedarmi: sai che devo andarmene. La solitudine ti pesa, ma non lo dirai mai: i tuoi figli devono sentirsi liberi. Ma sono io questa volta che vorrei poter stare più con te.

Sta arrivando la primavera, comincio a percepirla nell'aria. Gli alberi iniziano a rianimarsi a riacquistare vigore. Tu non sei più nei rami, nelle foglie e nei fiori che da qui a poco vedremo spuntare, ma che sappiamo effimeri. Tu sei nelle radici. E di quelle radici continuerò a nutrirmi.

Scrivere per “preservare la memoria “ diceva la Allende, “evadere dal caos del vivere”, preservare questi momenti…
Mai come oggi ho sentito il bisogno di lasciarmi andare ai ricordi.


L'albero della vita di Klimt

25 commenti:

  1. bellissimo post commovente, cara Giulia
    i ricordi del cuore sono sempre molto importanti
    anch'io ho ricordato mio papà domenica
    e anch'io come te ho ancora una mamma con cui condivido l'affetto ed una vita serena e piena di pace e d'amore
    un abbraccio erica

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  2. "Ma bisogna avere tempo, quel tempo che sprechiamo, che bruciamo senza aggiungere nulla alla nostra vita, che togliamo al rapporto che intrecciamo con gli altri, con le persone che più amiamo".

    Una sera di aprile dell'anno scorso il suo cuore si è improvvisamente fermato ed io mi sono ritrovata sola con quel tempo che non ho saputo dedicarle.

    Ti abbraccio.

    Elena

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  3. La mia mamma purtroppo è affetta da demenza senile, ma mi riconosce ancora e mi vuole bene, direi anzi che mi sa dimostrare più affetto e attaccamento ora di quando era giovane. Io ricambio, dedicandole più tempo che posso. Un abbraccio, anche alla tua mamma.
    Paola

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  4. Cara, sei una donna splendida, la tua sensibilità trabocca sempre in quello che scrivi, la tua passione, il tuo grande cuore....
    Ti abbraccio.

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  5. Bello e avvolgente quello che scrivi e ti ringrazio per averlo condiviso. Mia mamma è il mio albero preferito e sì, anche io mi nutro delle sue radici. Grazie Giulia

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  6. il tuo approdo da me mi consente d'incontrarti, e ti ringrazio che ti sei materializzata,
    qui spira aria buona, scorrono moti vibrazionali che fanno aleggiare e mettono in moto i pensieri appunto, i pensieri pensabili! riecheggiano le parole di un lessico familiare e tante orme sono a fianco indicate come pietre miliari..
    non c'è alcun timore a proferire le parole dell'affetto, anche ciò mi corrisponde, anch'io ho una mamma che pochi giorni fa ha compiuto tanti anni, anch'io con lei parlo e taccio perché così tra madre e figlia deve accadere, certe e rassicurate di quell'altra dimensione non verbale che è il legame dell'attaccamento, anch'io amo le radici e le immagini e il fiato lieve della poesia,
    ma la smetto di dire anch'io.. aggiungo solo il piacere di fare la tua conoscenza!
    un gentile saluto!

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  7. Come sempre, il tocco delle tue parole sa essere lieve come la carezza e, allo stesso tempo, scendere in profondità, nel nodo dei sentimenti non estemporanei.

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  8. Un post che tocca dentro, dove memoria ed affetti soon fiori delicati, di quelli che si ha paura di sfiorare, per timore di vederli sfiorire... grazie

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  9. falconieredelbosco4 marzo 2010 21:03

    Sapevo di passare di qua.
    Ho letto ciò di cui avevo bisogno oggi!
    Grazie!
    Il falconiere

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  10. La vita merita di esser vissuta anche nei momenti difficili,anche quando procura dolore. Io credo che bisogna sempre reagire, andare avanti... nonostante tutto...Un caro saluto, Fabio

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  11. Purtroppo mia madre,che mai è stata in passato tale ,ora è da me da 15 anni per demenza senile e,confesso ,non sento partire da lei e ritornare quel flusso ,quell'amore ma lo sento con i figli che stanno facendo la mia parte perchè adulti e amorevoli.Sei dolcissima.Tinti

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  12. "Tu non sei più nei rami, nelle foglie e nei fiori che da qui a poco vedremo spuntare, ma che sappiamo effimeri. Tu sei nelle radici."
    è l'espressione più profonda d'amore che un figlio possa dire a sua madre.
    questa tua descrizione è di una amorevolezza commovente.
    che bello leggerti! sempre.

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  13. Commovente post e bellissimo modo delicato di scrivere. lascio un abbraccio, perchè temo che altre parole siano solo inutili.

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  14. Grazie del passaggio da me. Ti leggerò, un saluto.

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  15. Un passaggio che ho già fatto, prima col babbo e molto dopo con la mamma. Cosa resta? Tanto, tutto: per decenni abbiamo vissuto come se li avessimo dimenticati o quasi, presi come eravamo da tante incombenze (giuste e sbagliate). Poi il ricordo, anzi, i ricordi (perché sono tanti) riappaiono, uno per uno, limpidi, precisi, non offuscati né generici.
    Non ci abbandoniamo ai ricordi, li riconquistiamo, liberandoli dalle deprivazioni e dalle riserve che erano state necessarie alla nostra crescita ed alla autoaffermazione.
    Vivranno in noi, finché noi ci saremo.

    grazie Giulia
    Solimano

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  16. Una grande emozione, forte e composta.
    Grazie per questo tuo post.

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  17. carissima...quanto sono importanti le radici...ci ritrovo una magica continuità quando ad esempio guardo il mio piccolo e all'improvviso nello sguardo accigliato e nei ricci del ciuffo che cambiano a seconda dell'umidità, rivedo mio padre che ho perso quando avevo quattordici anni e che porto sempre con me. Con la mia mamma è un po' come dici tu: la loro solitudine, la nostra libertà e purtroppo la mancanza di tempo...
    ti abbraccio forte
    laura

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  18. preservare questi momenti strappati alla quotidianeità chiassosa, ci nutriranno ancora per anni
    un abbraccio, marina

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  19. Un post così emoziona moltissmo. Post cosi personale da leggerlo, respirarlo ed in silenzio apprezarlo.

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  20. Ringrazio tutti per essere intervenuti e avere condiviso con me questa pagina e queste emozioni.
    Un saluto caro

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  21. Grazie a te Giulia di averci fatto partecipi di questo tuo intimo e commovente pensiero.
    Baci,
    Artemisia

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  22. Bello , commovente,vero.
    Mi piace pensare che sarò nelle radici di mia figlia e che riuscirò ancora a nutrirla con i ricordi.
    Grazie Giulia!
    Cristiana

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  23. Forse la cosa che più commuove, sconvolge, depista, sorprende è scoprire che guardare nei loro occhi è come guardare dentro uno specchio in cui stiamo guardando noi stessi. E per tanto tempo non ce ne siamo accorti o non abbiamo voluto o non abbiamo potuto.
    Così ci ritroviamo non così lontani da quello sguardo, da quel volto, da quel sorriso. Anche nel ricordo di ciò che fu, c'è un riconoscere i nostri lineamenti mutati nel tempo, e i loro con noi. In uo scambio eterno di appartenenza.
    Un abbraccio caldo.
    In silenzio.

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  24. E' quello che penso anche io, Silvia. E soprattutto mi aiuta a guardare ciò che c'è di essenziale nella vita e in noi. E quanto invece ci perdiamo in cose inutili e fittizie. Ecco mia madre oggi parla il linguaggio dell'essenzialità e non usa quasi più la parola che è stato per tanto tempo il suo cavallo di battaglia. Grazie per aver condiviso con me. Tu hai capito quanto questo mi faccia piacere.
    Un abbraccio

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