26/03/10

Ma dove albergano i ricordi?

Tutti siamo alla ricerca, di un “canovaccio” che dia un senso, che proponga un itinerario, che fornisca le ragioni di un punto di arrivo.
Nasce così l’illusione che la vita sia retta se non da un progetto, almeno da un filo conduttore che la spieghi e la giustifichi. Una preziosa illusione per scongiurare la sgradevole percezione che tutto sia dominato da una profonda casualità, dalla presenza sovrabbondante di elementi fortuiti e occasionali.

"Quel che ci tranquillizza è la successione semplice, il ridurre a una dimensione, come direbbe un matematico, l'opprimente varietà della vita; infilare un filo del racconto di cui è fatto anche il filo della vita, attraverso tutto ciò che è avvenuto nel tempo e nello spazio!". Beato colui che può dire: «allorché», «prima che» e «dopo che»!"
Musil, L'uomo senza qualità
Ma dove albergano i ricordi? Esiste un luogo dove si depositano nell'attesa di essere richiamati alla coscienza e ordinati?o sono destinati a scomparire per sempre?
Ci sono momenti in cui li cerco quasi disperatamente nella mia memoria.
Vorrei che fossero lì, intatti, a mia disposizione, vorrei rivivere quelle emozioni e quei sentimenti che li hanno accompagnati. Ne ho bisogno per non sentire che tutto passa senza lasciare traccia. La sensazione a volte è che il passato sfugga alla nostra presa, che non si lasci più raggiungere, che semplicemente “non sia più” e che si porti via tutto quello che ci è stato tanto caro.

La paura è che possa capitare come nell’Oblomov di Ivan Aleksandrovič Gončarov: per gli abitanti del villaggio di Oblòmovka la vita scorre “accanto ad essi” come un fiume e sulle sue rive si fermano a contemplarla.
Se l’esistenza è solo un ininterrotto congedo da se stessa, Oblomov si domanda di continuo: quando si vive?
Già, quando si vive? Ho bisogno di fermarmi e di comprendere ciò che mi sembra di essere diventata, verificare se l'immagine che ho di me corrisponde a ciò che volevo davvero essere, se la mia vita ha un suo senso o corre senza meta. Porto indietro la moviola e cerco di guardare nel mio passato. Ma non è così semplice.

A questo proposito Nadia Fusini di Virginia Woolf racconta che:
"...il passato non viene a comando.. Se si concentra, non sempre si accendono i colori, si illuminano le forme... A volte vede, sì, dei volti - volti di persone, volti che sono immagini di cose, di sentimenti - ma è come se fossero influssi di un altro mondo, straniero. Possibile che il senso della realtà dipenda da uno sciame di fantasmi? Il senso del passato, di questo è sicura, è custodito nell'immaginazione, nel cuore; ma quanto abita nell'immaginazione, nel cuore è verità? è storia? è desiderio? è poesia? è finzione? O sogno? Comunque, nel suo caso, è sempre stato così; è sempre stato il cuore a pensare. E quando il cuore pensa, l'intelligenza si realizza per immagini. Ma il cuore che ha nel petto non è "suo" soltanto; non è un organo, è un mondo". (...)
"Ecco perché non sa concepire la propria autobiografia se non per frammenti, frammenti di ricordi, che sono diventati piccole scene, vivide fantasie. Ma sono reali? Sono fatti realmente accaduti o costruzioni immaginarie con cui l'anima, non al momento, ma più tardi, ha reagito a esperienze che non poteva altrimenti assimilare? Tutto nell'anima è "immaginale", pensa a volte Virginia".
Nadia Fusini - Possiedo la mia anima

“Trovare tesori nascosti, -
dice l'Allende - ridare lucentezza ad avvenimenti usurati e rivitalizzare l’anima disperata attraverso il soffio dell’immaginazione”.
Forse è questo quello che tento di fare, oggi che sto attraversando un momento difficile, faticoso, un momento in cui sento di affondare troppo nel passato e stento a risalire per guardare al futuro.
E’ quello che succede quando troppe persone molto care ti hanno lasciato in un lasso di tempo troppo breve e ancora sembra che la morsa non abbia allentato la sua presa.

8 commenti:

  1. giulia carissima purtroppo ci sono dei periodi della vita in cui tutto diventa nero e cupo e si soffre tantissimo perchè i nostri affetti più cari ci hanno lasciato per sempre
    io credo che solo con il lento scorrere del tempo il dolore per questi "abbandoni" si stemperi, ma in ogni caso loro non ci lasciano mai perchè nei nostri ricordi di un passato felice e sereno e nel più profondo del cuore loro ci saranno sempre
    bisogna dunque vivere nel presente per proseguire verso un futuro sconosciuto ma è solo pensando al passato, nostro e di coloro che abbiamo sempre amato, che possiamo mantenere integri noi stessi ed il nostro equilibrio interiore
    Ti sono vicina con tutto il mio affetto
    Non lasciarti mai andare ma trova una ragione ed una forza per continuare , con noi, a vivere gli attimi "fuggenti" che ci sono stati donati ...
    La tua intelligenza e la tua grande sensibilità ti potranno di certo aiutare nell'affrontare questo triste momento
    un abbraccio erica

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  2. Giulia, provando e fallendo ho capito (temporaneamente) che i ricordi vengono alla bisogna, secondo l'esigenza (inavvertita) del momento, e quelli che vengono hanno nessi indecifrabili con il momento, e il momento in cui i ricordi affiorano diventa diverso per quell'apporto dal passato e dalla fantasia. Non so quanto la somma dei ricordi possa costituire una coscienza: lo sai, io con i ricordi ho un brutto rapporto. Però, a volte un singolo ricordo basta. Lo prendi insieme all'atto che lo ha originato e ci pensi su. E il risultato di quella somma (presente + ricordo), magari qualcosa ti dirà della persona che sei adesso, o magari soltanto di come vivi i ricordi. Un abbraccio,

    Gioacchino

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  3. per me è tutto un enorme mistero, ma forse è tutto così semplice... e fatto apposta perché noi si abbia l'illusione di trovare.

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  4. Ti ringrazio molto Erica per le tue belle parole che davvero aiutano.

    I ricordi, caro Gioachino, arrivano a volte inaspettati e mi fanno vivere atmosfere lontane che sembravano non appartenermi più. Sono lì, come se volessero "rivitalizzarsi", vivere una nuova dimenzione. Cosa mi dicono di me stessa non lo so e forse non è poi così importante. Grazie, un abbraccio anche a te.

    Mistero e semplicità, cara Cristina, forse si fondono più di quello che noi pensiamo. Ma a volte il passato sembra richiamarci per trovare forma insieme al presente e perchè no, al futuro. Un caro saluto

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  5. anch'io spesso in questi periodi mi sembra di essere come l'uccello descritto da Borges, che vola all'indietro perché non gli interessa sapere dove va, ma da dove è venuto.
    E i ricordi allora diventano la bussola che mi aiutano ad orientarmi in questo viaggio.

    un abbraccio
    m

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  6. Che post bellissimo! Come mi ritrovo in queste definizioni, in queste paure. Quanto spesso mi accorgo di ricercare in me volti, parole, sequenze che abbiano un senso. Invece mi ritrovo a pensare che forse nemmeno mi appartengono certe cose, tanto sono "lontane" da me.
    Però, però. Ho scoperto che i ricordi hanno vita propria. Albergano a piacimento, custodiscono e ridanno quando siamo in grado di accoglierli ancora col dovuto riscontro. Ritornano quando siamo in grado di riconoscerli anche dopo decenni. Ritornano anche quando un filo sottile, anche invisibile li tiene legati a noi, a volte per l'eternità. Basta un cenno, una voce, un colore, una parola, una musica, un luogo, un oggetto. Ritornano con la stessa potenza, la stessa caparbietà di esitere che ci portiamo addosso.
    Si passano momenti nella vita, che per mille motivi, spesso tristi, non siamo in grado di riconoscere nemmeno il nostro presente. Questo non significa che non ritroveremo più nulla. Torneranno le cose che ci hanno fatto bene, le cose che ci hanno lasciato un segno, che hanno tracciato il cammino di ciò che ora siamo. Torneranno i ricordi amica mia, e nulla sembrerà essere passato accanto invano.

    Post davvero magnifico:)

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  7. Sì, carissima Silvia, i ricordi ritornano, quando meno ce l'aspettiamo con i loro odiori, i loro colori, le loro emozioni, ma dobbiamo essere preparati a riceverli e a rimmetterli "in vita" nel presente per continuare a costruire il nostro futuro.
    Quelli più dolorosi a volte sono i più vitali.
    Sono d'accordo con te: nulla passa invano.
    Bacioni

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  8. sulla scia di un profumo spesso rivedo tutta la mia vita, ciò che mi ha fatto male e ciò che mi ha fatto bene,
    i ricordi sono parte indelebile di noi e all'improvviso riaffiorano per ricordarci chi siamo stati e chi ora siamo.
    P.s. sono incuriosita dal libro della Fusini, mi dici le tue impressioni?

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