28/03/10

Quando un'allieva è più umana dei suoi insegnanti

Si fa un gran parlare di “bullismo”, di come combatterlo, di cosa fare. Ne parliamo come se “i bulli” appartenessero ad un altro pianeta, marziani che hanno invaso la terra e da cui dobbiamo liberarci. Li osserviamo a distanza come se fossero un fenomeno da studiare per poi scriverci qualche bel libro sopra o fare qualche convegno. Alla fine diventa un altro modo per guadagnare (perché i convegni costano e i relatori sono spesso molto ben pagati), quando alcuni piccoli gesti potrebbero fare la differenza.
Quando capita qualche episodio di prevaricazione in classe, io e qualche mio collega ne abbiamo sempre parlato in classe, abbiamo abituato dal primo giorno i ragazzi a “dare risposte” a dire perché avevano detto o fatto qualcosa che aveva anche solo offeso un loro compagno. Li abbiamo abituati a "guardarsi negli occhi", a fare i conti con quel "volto" dell'altro di cui parla tanto Levinas. Un lavoro attento e continuo che ha sempre dato risultati molto incoraggianti, che sono l'inizio di un'educazione civica praticata nella vita e non solo ridotta a vuote nozioni.

L’altro giorno una ragazza che ha ormai terminato la scuola media, ha parlato con una mia collega e ha denunciato che nella sua classe, in un liceo scientifico rinomato per essere “ben frequentato”, un suo compagno era oggetto di continue prese in giro di compagni e a volte di piccoli e grandi atti di aggressione. Le ha chiesto “cosa posso fare?”. La mia collega le ha consigliato di cercare tra i suoi insegnanti uno che fosse disponibile a parlarne, ad affrontare il problema.
Tre giorni dopo la risposta via mail della ragazza: “Cara professoressa, ho parlato con tutti i miei insegnanti, tutti, dico tutti, mi hanno detto che non avevano tempo di affrontare problemi che riguardavano i nostri rapporti, che dovevamo arrangiarci perché loro devono andare avanti col programma. Non mi scoraggio: l’unica cosa che posso, però, fare è stargli sempre vicino io”.
Mi chiedo chi siamo noi adulti per poter dire di "no" alla richiesta di una ragazza che chiede aiuto per un suo compagno in difficoltà? Mi chiedo come possiamo sentirci ancora "educatori"? E di che cosa è fatto questo tempo che non si deve perdere? Dove scappa? E che cosa è questo "programma" che scandisce la nostra tabella di marcia come fossimo soldatini che obbediscono tanto da non poter soccorrere nessuno, perchè bisogna andare "avanti". Avanti verso dove? Forse verso una società sempre più indifferente soprattutto verso i giovani di cui si parla tanto, ma con cui si parla pochissimo. Come dice la Vegetti Finzi: "Viviamo in quella che è stata definita la «società degli individui», una comunità dove non si è mai isolati ma sempre soli".

Da tempo vado in giro a parlare di scuola e vi assicuro che quello che si sente in giro è sconfortante. Vi invito anche ad andare a leggere quello che ha scritto in un post La signora in rosso. E come dice lei, anche io "Questa Italia non la voglio".
Non solo manca materiale didattico, ci sono stati tagli e quant’altro, quello che oggi è molto carente è quell’umanità che sola ci potrebbe salvare, come dice Hanna Arendt in “Tempi bui”.
Ma di questa carenza di "umanità" pochi ne parlano.

24 commenti:

  1. Più che carenza è incapacità Giulia, lo so bene. Ed è grave. Ma l'umanità non la si insegna a chi è già adulto.
    Fortunatamente c'è chè si distingue....
    Ti abbracio con piena condivisione per tutto quello che (giustamente) scrivi e denunci Mapi

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  2. Ti assicuro, non è solo così... che tristezza, però...

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  3. E' l'indifferenza generale che spaventa. Quella scorza dura che sta ispessendo sempre più le coscienze di tutti. Con un comportamento simile, che esempio possono dare quegli insegnanti che dovrebbero essere anche educatori per la vita?
    Per fortuna ci sono delle eccezioni, è vero, ma sono ormai rarità purtroppo.
    Ciao Giulia e grazie per la tua presenza nel mio spazio

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  4. So molto bene che ci sono anche "persone", nel vero senso della parola nella scuola, cara Piccollory. Ma di questi episodi e anche peggio ce ne sento troppi.
    E' vero l'umanità non si insegna da adulti, cara Mapi, ma dovremmo verificare che chi va ad insegnare ne abbia almeno un po'.
    Cara RossoVermiglio c'è sempre più indifferenza nella società, per questo sarebbe importante ripartire dalla scuola.
    Grazie a tutte e un caro saluto

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  5. che vergogna quegli insegnanti! che cosa insegnano se non insegnano a essere?
    letto il post che segnali, friggo di rabbia e disgusto
    marina

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  6. il quadro che ne risulta è di una realtà scolastica cristallizzata ai minimi livelli.
    Battuta d'arresto?
    Andava tutto meglio trentanni fa?...
    o c'erano solo più speranze?
    Quanto è lungo e accidentato, il cammino della consapevolezza etica, del rispetto reciproco!.

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  7. è uscito il mio libro!
    http://www.francescabertoldi.com/?p=1324
    http://perronelab.it/node/356
    baci!!!

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  8. Voglio vedere il lato positivo della storia che hai raccontato perché se guardo quello negativo mi sento immobile e paralizzata se penso che ho due figlie che devono crescere, se penso a quanto amo la scuola e quanto vorrei che fosse diversa.
    Il lato positivo è questa splendida ragazza e io sono sempre felice quando i ragazzi si dimostrano meravigliosi.
    Dice "Non mi scoraggio: l’unica cosa che posso, però, fare è stargli sempre vicino io"

    Che esempio, che maturità, che gioia vedere quanto sono maturi i nostri ragazzi!!!

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  9. Sì, Alchemilla è proprio questo che bisogna vedere. Ma bisogna anche dire che questa ragazza ha avuto alle psalle una brava insegnante, un adulto che le ha insegnato certi valori. Ma ce ne sono di questi ragazzi ed anche io ne ho incontrati molti, molti più di quello che si crede.
    Cristina, non credo che ci serva fare confronti, trent'anni fa era un altro mondo e c'erano altri problemi che forse oggi tendiamo a dimenticare. Ma bisogna guardare la nostra realtà per lavorarci dentro con tutta l'umanità che ancora c'è.

    Grazie a tutti
    Complimenti Francesca, vengo a vedere
    Grazie a tutte

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  10. Bella la tenacia della ragazza, è quella responsabilità che dovrebbe sentire un adulto, quella di trasmettere il coraggio di affrontare e agire sulle situazioni. Molto bello il suo senso della solidarietà. Provo schifo e vergogna per come viene sistematicamente affossata la scuola, e provo rabbia per l'ultima notizia dello stupro in classe. Anche quell'insegnante... ha capito le sue responsabilità? Un abbraccio

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  11. Tanti e tanti anni fa', al tempo delle medie fui anch'io vittima di un gruppo di compagni. Sopportavo i loro soprusi e avevo timore di parlare ai grandi delle mie difficoltà. Un giorno ebbi una reazione forte, dura. Mi conquistai il rispetto dei miei persecutori ma provai fastidio per il fatto che questi si piegavano soltanto davanti a reazioni violente. Per questo credo che sarebbe molto più giusto che i giovani parlino con gli adulti per trovare di volta in volta soluzioni non traumatiche, ragionate. Un caro saluto, Fabio

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  12. Ciò di cui a scuola c'è carenza è proprio la capacità di ascolto, e i risultati si vedono in questa nostra tristissima epoca. Il programma è diventato il dio moloch che tutto ingoia e per cui si immolano le potenzialità di tanti. In questo momento vivo in uno stato d'animo non sereno che spero di superare al più presto e al meglio.

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  13. Anche io ,insegnante in pensione,giro per le scuole e vedo che non esiste più nessuni tipo di tempo pieno ,mancano le ora eper fare recupero ,non esistono laboratori.., i nuovi docenti non hanno tempo mai ..per ascolare,la scuola ha perso circa 30 anni!Ahimè
    Grazie
    Tinti

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  14. Cara Arnica, i ragazzi, se guidati, sanno veramente dare cose meravigliose ed indicare soluzioni ai problemi che noi non avremmo saputo indicare. Vorrei tanto che si parlasse un po' di più di questi giovani, che invece pare non facciano audience.

    Caro Fabio, grazie per questa tua preziosa testimonianza. Non tutti riescono a "diventare forti" e quindi avrebbero, come dici tu, bisogno di adulti che li sappiano accompagnare.

    Icare, carissima hai detto molto bene "il programma è diventato il dio moloch che tutto ingoia" e sacrifica ragazzi senza neanche insegnare veramente... Spero che tu possa tornare ad uno stato d'animo "sereno" perchè c'è bisogno di persone come te che insegnano...

    Cara Tinti, si era davvero fatto un bel cammino nella scuola che oggi volgiono cancellare, mentre c'era bisogno di perfezionarlo, di andare avanti nella ricerca di una scuola dove si apprende ma stando "bene".

    Grazie e un abbraccio a tutti

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  15. Carissima, come sempre vai subito alla parte essenziale del problema, a ciò che è veramente importante nella nostra vita di adulti e soprattutto in quella dei tanti ragazzi che adulti devono ancora diventare. Purtroppo, in nome del "tanto da fare" che si ha come insegnanti, ci si dimentica proprio ciò che c'è da fare, ciò che dovrebbe avere la priorità in questo lavoro tanto affascinante quanto difficile. Si vuole trasmettere solo conoscenza o si vuole anche, e forse prima di tutto, insegnare a vivere? Una cosa non esclude l'altra, anzi, si supportano a vicenda.
    Purtroppo tutto è legato allo sguardo che ognuno di noi ha sugli avvenimenti,se riteniamo che il "programma" sia in assoluto alla base del nostro modo di intendere l'insegnamento, e quindi tutto il resto debba venire dopo, ahimè, abbiamo proprio fallito come insegnanti e come educatori.
    Oltretutto, come può un ragazzo non sereno provare un minimo di interesse per il cosiddetto "programma"?
    Grazie,a presto. Piera

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  16. Sono d'accordo con te, carissima Piera, trasmettere conoscenza, quella vera, quella che rimane non può essere slegato dalla "vita". La sfera affettiva interagisce con quella intellettiva. I ragazzi non sono "bicefali".
    Un abbraccio e grazie

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  17. penso ci sia anche la grande responsabilità di chi parla dei giovani solo per metterne in evidenza le devianze e i comportamenti vandalici...e tutti gli altri? quelli che resistono, nonostante tutto sia contro di loro, persino il futuro?
    ciao, Giulia, e buona Pasqua.
    p.s.: devo inserirti fra i link una buona volta, eccheddiamine!!!
    Vado!

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  18. Ci insegnano a parlare, ma nonad ascoltare....concordo con te: i giovani sono una gran ricchezza, peccato che non la valorizziamo...

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  19. Cara Giulia,
    ti auguro Buona Pasqua, speriamo in una primavera serena e dolce.
    Barbara

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  20. Che vergogna! Perchè è una vergogna che TUTTI gli insegnanti abbiano voltato l sguardo altrove. Davvero credono che l'insegnamento passi unicamente sulla mera spiegazione ( a volte nemmeno tanto ferrata) di semplici nozioni? Ma l'esempio, il rispetto, l'etica, l'estetica del comportamento dove cavolo sono finiti?
    Non sono insegnanti questi, non come intendo io debba essere un insegnante, ovvero soprattutto una brava persona.
    Mi auguro che il mondo scolastico non sia solo così.

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  21. Sono d'acordo con te, Tereza, si doverbbe parlare di più di quei giovani che cercano di mettercela tutta e sono diventati invisivibili: non fanno "notizia"...

    L'ascolto, giogugio, è premessa essenziale di ogni dialogo e anche questo sembra non usare più. Ci si parla addosso per far prevalere le nostre ragioni, invece che metterle a confronto.

    Cara Barbra, grazie, speriamo davvero in una primavera serena e dolce... Grazie davvero molto.

    Cara Silvia, un'insegnante deve essere prima di tutto "una brava persona", una che ha cura di quei ragazzi che gli sono afidati e non solo preoccupata di "travasare" sapere. Un abbraccio forte.

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  22. Complimenti a questa ragazza dalla quale davvero gli adulti dovrebbero imparare. Che tristezza questi insegnanti che le hanno voltato le spalle! E se i ragazzi ne parlassero tra loro? E andare dal preside?

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  23. E' agghiacciante quello che hai scritto. Insegnanti che non solo non sanno ascoltere, ma che cercano anche motivazioni e scuse per non farlo. Mi domando con che faccia possano ripresentarsi alla ragazza, con che coraggio chiederle attenzione e rispetto, dopo non averne dati a lei. Che stima, che ammirazione potranno avere quei ragazzi per i loro docenti? Anche se portassero a termine tutto il programma in modo completo ed accurato, che cosa pensano di aver trasmesso ai loro studenti? Una scarsa sensibilità e zero condivisione di sentimenti e valori. Dovrebbero essere licenziati per manifesta incapacità di insegnare. Un mestiere così delicato andrebbe affidato solo a chi sa dimostrare di esserne all'altezza.

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  24. Cara Artemisia, è proprio questo che da tempo cerco di dire. Prima di ogni cosa bisogna chiedere agli insegnanti più umanità, più rispetto per le persone che dovrebbero formare e preparare. Lo dovrebbero chiedere i ragazzi, ma anche gli adulti che credono in questo. Sono pochissimi gli insegnanti che si preoccubano del ben-essere dei loro allievi.

    E' propio come dici tu, pensierini. Sono anche io dell'idea che non bisognerebbe dare in mano a delle persone così il futuro dei nostri ragazzi. Ma credimi, si sta andando in direzione contraria, anche se insegnanti bravi ce ne sono ancora.

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