06/04/10

L'incanto di ogni giorno

“Anche allora non ero incline a fare del mio passato una fissazione; (…) Io non sono capace di amare il passato in nome del suo «incanto svanito»: ogni incanto svanito mi fa sorgere dei dubbi: e se, una volta svanito, quell'incanto diventasse cento volte più bello che se non fosse svanito? Ciò che è andato via non può essere mai migliore di ciò che è rimasto. (…) L'unico incanto esistente e imperituro è “l'implacabile immanenza» dell'attimo, costituito dal passato, dal presente e dal futuro. No, quando, come adesso, la mia matita corre sul foglio, l'ombra di una nuvola corre sopra di me e tutti insieme corriamo nell'infinito su tre dimensioni tempo, spazio ed energia , eccomi pronta a dare tutti i ricordi, persino i più teneri e anche i più grandiosi per questi minuti di vita e non per il loro riflesso”.
Nina Berberova - Il corsivo è mio - ed. Adelphi

E così mi sento in questo momento, sfiorata da un senso di leggerezza che vuole vivere, vivere e basta. Non perché il passato non abbia valore, tutt’altro. Lo acquista solo se è capace di aiutarti a fecondare il presente. Altrimenti diventa “rifugio”, fuga dalla realtà.

E' la vita che bisogna afferrare, nelle sue anche piccole, ma infinite manifestazioni.
Guardo la luce che taglia il vetro in mille rigagnoli di scintille colorate. Ascolto il battito del mio cuore impazzito. Il fruscio di una foglia che si stacca dal ramo. La pioggia che batte alla porta. Il sole che spazza via il buio. La sera che arriva col vento. Quell'angolo della mia casa dove mi rifugio ad ascoltare i miei pensieri.
E’ la primavera che ogni anno ci regala la rinascita e incanta con i suoi colori e le sue luci, la sua fragilità e la sua energia. Mi lascio contagiare e cammino sotto un cielo incantato.

Quello che mi hanno detto non ha passato né presente né futuro: vive senza perché, senza come, senza quando, vive e basta. Così lo voglio conservare, così deve rimanere dentro di me. Per sempre, come un seme protetto si nasconde nella terra, che segue il suo ciclo senza mai morire.
La parola, quella vera, entra dentro di me e vive protetta dal mio cuore... lì maturerà e troverà il suo destino.

Così sono nate queste viole dal gelo della neve sciolta dai raggi del sole. Così tutto muore e rinasce ed il segreto è aver cura di quello che vive fuori e dentro di noi, è cogliere l'incanto di ogni giorno

17 commenti:

  1. Sì, Giulia, in questo periodo dell'anno bisogna proprio fermarsi e lasciarsi contagiare dal prepotente risveglio della natura.
    Anch'io lo sento forte questo richiamo.

    RispondiElimina
  2. Anche a me piace vivere nel presente,guardarmi attorno e scoprire nuove sensazioni dai fatti che si ripetono nel tempo.Aborro i rimpianti.
    Mi piace da morire l'idea che potremmo venire dallo stesso luogo,avere una compagna di viaggio dolce e intelligente come te sarebbe il massimo!
    Cristiana

    RispondiElimina
  3. con i rimpianti non si va avanti, ma si resta fermi, possono, però, insegnarci a cogliere le occasioni...

    RispondiElimina
  4. Guardarsi attorno con gli occhi curiosi e innocenti di un bambino, questo è l'augurio di primavera che ci scambiamo. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  5. auguri e rose
    con le viole e i narcisi
    fiori di primavera
    anche dell'anima.

    se avremo ancora da cogliere profumi e guardare farfalle
    avremo anche la poesia.

    RispondiElimina
  6. Cara Giulia,
    mi piace l'idea di una parola che cerca il suo destino nel nostro silenzio.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  7. Il contagio della primavera! Mi piace questo pensiero, mi piace l'atmosfera primaverile, mi piacciono i colori e i profumi. E le farfalle. E' bella la primavera!

    RispondiElimina
  8. Grandiosa Giulia, che magnifici pensieri in un'altra luce

    RispondiElimina
  9. Grazie per aver condiviso con me i vostri pensieri. Anche questo dà una gran gioia. Un abbraccio di cuore

    Giulia

    RispondiElimina
  10. grazie Giulia, per la tua testimonianza che ci riporta sempre all'essenza delle cose, per il calore che colgo leggendoti...Perciò ancora una volta ti abbraccio

    RispondiElimina
  11. Ciao cara, un grande abbraccio a te, poi torno qui a leggere...

    RispondiElimina
  12. Tutto vero. Non sempre é facile essere così sereni per mettere in pratica tutto questo.

    RispondiElimina
  13. Ci vuole allenamento. Bisognerebbe prendere l'abitudine, ogni tanto, di prendere una sedia e sedersi al solo scopo di guardare il mondo, di scorgere i particolari di ciò che abbiamo intorno. Soffermarsi a guardare una siepe, con tutti i suoi piccoli movimenti, il suo brulicare di vita piccola e silenziosa. Assaporare il singolo minuto, con la consapevolezza di sfruttarlo in pieno.
    Ma non è mica facile. La vita di tutti i giorni ci sbatacchia di qua e di là e il tempo passa senza lasciare traccia.
    Fermarsi è difficile ma se non riusciamo a farlo non ci renderemo mai conto di cosa stiamo perdendo.
    Bel post.

    RispondiElimina
  14. Sono della tua idea. Il passato è ciò che noi siamo ora, nel presente.
    Buon pomeriggio, ciao.
    Pim

    RispondiElimina
  15. cogliere il presente e lo sbocciare della primavera rende meravigliose le nostre giornate...bellissimi questi tuoi armoniosi pensieri primaverili ricchi di primavera!

    RispondiElimina
  16. L'inquietudine e, forse, la tristezza, stemperate dalla rinascita della primavera.

    Questo percepisco, oltre ad una forte volontà di continuare ad apprezzare il ciclo della vita, che trova proprio in questa stagione il massimo della sua espressione.

    Comprendo, Giulia, e mi sento in qualche modo partecipe di un processo simile.

    Un abbraccio.

    Elena

    RispondiElimina
  17. cara Giulia quando ti leggo penso che il mondo dei blogger è una cosa straordinaria che ci è di grande aiuto nella nostra quotidianeità
    e in questo mondo tu sei una voce speciale
    grazie, marina

    RispondiElimina