22/04/10

Anche io, dopo tanto aver errato, desidero conoscermi

Ci sono ricordi che si annidano in qualche anfratto della memoria. Invisibili e muti per tanti anni, aspettano di far capolino, di ottenere udienza. Sono pazienti, sanno che prima o dopo verrà il loro turno.
C'è una fase della vita in cui mi sono sentita proiettata verso il futuro. Chiedevo di sentirmi libera da ogni laccio, da ogni condizionamento, da ogni richiesta più o meno velata di diventare questa o quella, di fare questo o quello. Avevo bisogno di distacco, di allontanamento per rendere possibile il cambiamento che si faceva sentire urgente. Non guardavo alle mie radici, chiedevo ali per prendere il volo ed esplorare dall'alto il mondo, per vedere ciò che, quando si è troppo ancorati alla tradizione, non si vede e non si comprende. Avevo bisogno di distacco.
Con quelle ali ho percorso un viaggio dentro di me, fuori di me. Un volo errante, senza una meta precisa, un volo per conoscere, osservare luoghi, spazi, persone lontane dalla mia quotidianità. Un volo per lasciare che emozioni, sensazioni, pensieri nuovi potessere penetrare come ossigeno nei polmoni.
E ho visto, conosciuto, fatto esperienza. Ho aperto orizzonti. Ho sbagliato strade e ne ho trovate altre. E mi sono sentita forse un po' affaticata, ma più ricca, più persona.

Ma sopraggiunge il momento del ritorno, del viaggio a ritroso. Non so dire perchè, so che è giunta quell'ora così come prima era giunta l'ora di andarmene. Un ritorno non ad una casa che non c'è più o per lo meno non è più come allora, ma a me stessa. A quella bambina, a quella ragazza, a quella donna che ero e le cui domande e i cui bisogni mi hanno messo in viaggio.

Ed ora sono qui, seduta su una panchina di questa piazza in cui vengo da un po' di giorni per farmi accarezzare dall'aria e scaldare dal sole. Poche persone l'attraversano e il loro passo affrettato mi restituisce ancora di più questo bisogno di immobilità che sento nuovo per me, ma di cui sto assaporando tutto il gusto.
Sono ferma. Ho stoppato per un po' ogni attività che mi ha visto impegnata in questo periodo. Sono ferma e lascio spazio a quei ricordi che dalle radici prendono la loro forma.
Si cambia, cambiamo sempre e questo a volte può darti uno strano senso di spaesamento.

Per questo ho messo un po' a riposo le ali che tanto mi sono state d'aiuto. Forse le riprenderò, ma non ora. Lascio che nella calma si sedimenti tutto dentro di me, che si muova il motore della memoria per restituirmi ricordi.
Oggi mi chiedo chi sono diventata, chi è la persona che gli altri incontrano e con cui si relazionano.

Anche io, dopo tanto aver errato, desidero conoscermi.

Immagine di Kenton Nelson

17 commenti:

  1. è bellissimo e come sempre molto profondo questo modo di raccontarci la tua strada, questo viaggio verso l'immobilità, verso lo stare anziché l'andare. Sono percorsi diversi di uno stesso viaggio in fondo.
    ti abbraccio grata :-)

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  2. Tante volte sento anch'io la necessità di ritrovar me stesso. Un gran bisogno di introspezione e riflessione. Credo poi che tutto ciò possa essere favorito dal ritrovare luoghi e ambienti che non vedevamo da molto tempo. Le mie riflessioni più belle le faccio seguendo le strade che,tanti anni fa', percorrevo per andare a scuola, nei giardini della mia infanzia. Credo sia veramente importante ricercare le proprie radici per ritrovar noi stessi e cercare di capire il nostro percorso di vita. Un caro saluto, Fabio

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  3. Io ti ammiro parecchio Giulia.
    Per questo tuo modo di andare sempre avanti, per la profondità con cui guardi le cose, per come parli del tuo cammino.
    Mi piacerebbe sentirmi in volo, distaccata dalle radici, per poter poi un giorno guardare la strada fatta e comprendermi meglio.
    Spesso e volentieri invece mi sento immobile e ferma, aggrovigliata e insofferente. Umpf!

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  4. Grazie Arnicamontana, anche io credo che viaggiare vuol dire anche sapersi fermare a rivedere il viaggio che si è fatto per dargli significato e ritrovare il senso.

    caro Fabio, sai anche io l'altro giorno ho ripercorso le strade che facevo da bambina per andare a scuola ed è stato emozionante.

    Barbara carissima, sentirsi "aggrovigliata e insofferente" fa parte del viaggio. Sapessi quante volte mi sono sentita così anche io. "Volare" è anche questo, non è rifiuto della realtà e guardrala e magari voler cambiare qualcosa...
    Quello che ho sentto raccontare da te è sempre stato anche per me molto bello e la tua immaginazione, fantasia, rara. Ogni percorso ha le sue caratteristiche e le sue strade.
    Un abbraccio forte
    Giulia

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  5. seduta su quella panchina anch'io, le ali posate di lato
    in attesa che mi riprendano...
    tu bravissima!

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  6. Un mesasaggio forte eppure delicato e pieno di sensibilità, la tua sensibilità che tanto apprezzo. Spero di continuare il mio viaggio con disponibilità e amore, perché conoscere gli altri e muoversi verso di loro è conoscere se stessi. Un abbraccio, Annarita.

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  7. " E mi lascio andare come su una nuvola e il pensiero vaga su immagini e ricordi lontani."

    M. Rigoni Stern

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  8. cara Giulia si sente come un tono diverso nei tuoi post, non posso dire più pensoso perché lo sei sempre stata e con quale profondità, forse più meditativo.
    ti immagino seduta lì nel parco e io qui nel mio
    ci intendiamo, marina

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  9. vengo quasi rapita dalle tue parole che raccontano ...da questo filo dell memoria che ricongiunge i diversi anelli della tua vita.
    Arriva anche il momento di mettere da parte quelle ali e rimanere lì ad ascoltarsi...entrando sempre più profondamente dentro si sè...
    in ogni caso sempre un viaggio è...
    grazie per quello che scrivi Giulia! è molto bello!

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  10. Si cambia, cambiamo sempre e questo a volte può darti uno strano senso di spaesamento.
    ...questo passaggio trovo sia fondamentale in questa tua riflessione. Io vi leggo una pace, sia pure nel mare dei dubbi, che è quanto meno invidiabile. Leggere di ciò, arricchisce.
    Un caro saluto da massimo/esplanade

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  11. Mi ritrovo in questo momento di vita anche io con le ali appese con le mollette del bucato ad aspettare il volo e a guardarmi dentro ...e non è cosa d poco.Grazie sempre Giulia.Tinti

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  12. Sì, Marina hai intuito bene. Ho bisogno di "meditare", di raccogliere pensieri, ricordi e ritrovare energia nuova. Ogni tanto bisogna devvaro darsi il tempo per farlo. La mia è proprio una piazza, non un parco, ma lo spirito è lo stesso

    cara Cristina, hai detto bene, ogni tanto abbiamo bisogno di trovare un "filo" ed è comunque anche questo un viaggio. Grazie a te Cristina per la tua presenza e le tue parole.

    Massimo, non so se è "poace" o desiderio di trovare un po' di pace. Sono una persona molto in-quieta, ma ogni tanto ho bisogno di fermarmi per ritrovarmi come penso tutti. Un caro saluto anche a te.

    Ciao Tinti, mi piace l'immagine delle mollette... Devo procurarmele anche io. Un abbraccio


    Grazie Cristina, Annarita e Mario per le vostre belle parole.

    Annarita continuerai il tuo viaggio sicuramente, se ti conosco...
    Cristina, le ali mi riprenderanno sicuramente: spero di avere ancora l'energia per continuare il mio volo.
    Mario, molto bello questo passo di Stern. Grazie

    Un abbraccio a tutti

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  13. Mi piace moltissimo come scrivi. Sul cosa scrivi ti posso dire che mi sono rispecchiava. Nei lacci, nel bisogno di libertà, di conoscenza, di scoprire chi ero e cosa volevo dalla mia vita.
    Sono in viaggio e.. ti leggo, sentendomi vicina a te..

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  14. Anche a me recentemente è capitato di rivedermi bambina, stando accanto alla mia mamma che ha la memoria molto deteriorata. Il passato resta sempre in noi, anche a se a volte ci sembra che non esista più. E ci consola, ci dà una profondità di sguardo che non credevamo di possedere. Un abbraccio.

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  15. Grazie Occhi di Notte e Pensierini per questa vostra testimonianza

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  16. Ti invidio un pochino. Piacerebbe anche a me riuscire a fermarmi un attimo "con le ali posate". Bisogna che mi ritagli dei momenti cosi'.
    Grazie per lo spunto.

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  17. sai per certi versi i nostri percorsi e pensieri si legano,
    anch'io in questo periodo ho riposto le ali, come dici tu, per riannodare i fili con la mia memoria, i miei ricordi, come un ponte tra la me di oggi e quella di ieri...

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