25/04/10

Un giorno capirai appieno


3 aprile 1944
Gianna, figlia mia adorata,
è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te.
Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno.
Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa.
Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascerà il mio cuore.
Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto.
Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre.
Lettera alla figlia di Paolo Braccini di anni 36, docente universitario che nel 1931 viene allontanato dal corso allievi ufficiali per professione di idee antifasciste e nel settembre 1943 entra nel movimento clandestino di Torino.

Quella figlia "avrà capito appieno" il sacrificio di suo padre, ma noi?
Chi non ha dimenticato il coraggio di una "scelta" così estrema di tanti uomini e donne nel tempo del fascismo non può non comprendere che la libertà, la democrazia, la giustizia sono valori per cui bisogna continuare ad impegnarci anche oggi, nelle sfide del presente, nel tempo dell’incertezza, delle nuove guerre, dei nuovi muri, del nuovo razzismo.
Normal

8 commenti:

  1. Alcuni hanno scritto che oggi è una giornata di festa, ma io la penso diversamente, proprio perchè vedo che gli ideali della Resistenza sono stati traditi. E' una giornata triste, e la tua domanda finale è tremendamente attuale.

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  2. Non posso leggere questa lettera senza commozione. Mi sono commossa guardando su youtube dei video sui partigiani, con Bella Ciao o Fischia il vento cantante in chiave moderna dai bravissimi Modena City Ramblers. Oggi sembra impossibile, tanti morti, alcuni anche giovanissimi arruolatisi tra i partigiani e - viene da dire amaramente - per questa Italia che sembra dimenticarsi di tutto?

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  3. http://www.partigiano.net/gt/calamandrei_kesserling.asp

    ogni volta che lo leggo mi commuovo e piango.

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  4. Anch'io ho fatto un post simile al tuo! :-)

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  5. Proprio in questi giorni mi e' venuta voglia di riprendere in mano quel bellissimo libro delle "Lettere dei condannati a morte della Resistenza Italiana".
    Altro proposito...
    Com'e' che mi fai venire in mente tutti questi propositi?!
    :-)

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  6. Una lettera straordinaria che denota lucidità, rigore morale, rispetto e affetto, e anche la consapevolezza di essere nel giusto.
    Credo che questa certezza abbia dato ai tanti che sono morti per una causa in cui hanno creduto fermamente quel coraggio e quella dignità che altrimenti sarebbero stati impossibili.
    Grazie, Giulia, si cresce sempre leggendoti.
    Piera

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  7. la tua scelta è come sempre perfetta per i nostri sentimenti odierni e li spinge un po' più in là
    marina

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  8. Grazie Giulia per la visita al mio blog... Giovenale Nino Sassi

    e, per restare in tema:
    http://ilpartigianoluciano.blogspot.com/
    purtroppo mio padre, il Partigiano Luciano, morì giovanissimo. Di lui ricordo i racconti della montagna, memoria di una generazione

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