20/05/10

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio

"Questo non è un libro di ricordi. Questo libro è la storia della mia vita, il tentativo di raccontare questa vita seguendo un ordine cronologico e di scoprirne il significato. Ho amato e amo la vita, e non meno della vita (ma neanche di più) amo il suo significato".
Forse è quello che tutti vorremmo fare: ricostruire un filo conduttore della nostra vita che ci restituisca un senso"
Del resto Karen Blixen da parte sua diceva : "'chi sei' ha una sola risposta intesa come risposta verbale che può rendere il suo contenuto dotato di senso. Risposta che si dà nel discorso e che è appunto la narrazione, il raccontare una storia. In questo caso è ovviamente la storia di una vita".
Ma alla domanda per che cosa si vive, la risposta non è così semplice. Nina Berberova dichiara: "Fra le tre possiblità: vivere per la vita futura. vivere per le generazioni future e vivere per il momento presente, io ho scelto molto presto la terza, la "crudelissima immanenza'".
E forse questa scelta le ha permesso di vivere, di passare attraverso una storia molto travagliata e sicuramente non facile, in un periodo in cui, dopo la rivoluzione di ottobre, era dovuta fuggire dalla Russia e approdata tra alterne vicende a Parigi e poi negli Stai Uniti. Una vita in esilio.
Scrive così la sua autobiografia, Il corsivo è mio, di cui parlo anche in Letture sparse il mio blog sui libri.
La Berberova ha bisogno di ricostruirla questa vita un po' "nomade" e il libro che ne verrà fuori è davvero molto intenso e ricco:
"non ho mai potuto scrutare nessuno così attentamente e profondamente come quanto me stessa. (..) Il 'conosci te stesso' è sempre stato un fatto della mia vita che, non ricordo più quando, è affiorato nella mia coscienza. Non 'conosci l'uomo in generale', o le persone, o gli amici, ma proprio te stesso".

Da tempo mi sembra che non sia così facile conoscere se stessi, individuare il chi si è, il trovare un filo conduttore. Ne tanto meno trovare un senso. Forse periodi così sono necessari perchè tutto si fa confuso per permettere il cambiamento che spesso si rivela necessario nella nostra vita per rinnovare se stessi e ritrovare un posto nel mondo. E' come se l'identità che finora mi sono o mi hanno cucita addosso mi stia troppo stretta.
Trovare un senso, per questo forse bisogna avere un orizzonte più ampio e meno angusto di quello che mi sembra stiamo vivendo. Allora mi vien da dire con Alda Merini:

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:

voglio spazio per cantare crescere

errare e saltare il fosso

della divina sapienza.

Spazio datemi spazio

ch’io lanci un urlo inumano,

quell’urlo di silenzio negli anni

che ho toccato con mano.


Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

La fotografia è di Franco Fontana

11 commenti:

  1. ci si conosce e non ci si conosce, a volte si stupisce se stessi; e per capire quanto possiamo abbiamo bisogno di spaziare...

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  2. una delle riflessioni che preferisco e trovo più vere (tanto che l'ho messa come monito sul mio blog) è di montaigne e dice:

    "mi accade anche questo: che non mi trovo dove mi cerco; e trovo me stesso più per caso che per l'indagine del mio giudizio."

    bella no? ;)

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  3. Tutto molto interessante. Avevo qualcosa da dire ma poi ho letto la Merini e le sue parole hanno offuscato tempo e spazio e pensieri. Hanno catturato l'anima.

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  4. ciao giulia
    direi che le parole di Alda dicon tutto quello che penso
    un saluto

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  5. Impossibile non fare nostro il grido di Alda merini, che hai introdotto con l'usuale grazia del tuo scrivere. Un abbraccio e buon fine settimana :-)
    Annarita

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  6. mi sento e mi ritrovo anch'io così come scrivi...nell' attraversare un periodo di stravolgimento e coinvolgimento insieme...forse è un bene cercare di rivedere molte cose di noi stessi...ciclicamente!
    Sempre interessanti e preziose le tue riflessioni! Ciao Giulia!

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  7. Ma forse la Berberova si sbaglia clamorosamente. Non so, ma ho sempre dubitato di questo strano io che guarda il sè, e che sia tutta un'illusione, che al contrario conosciamo noi stessi attraverso gli altri. Non lo affermo con certezza, ma sulle osservazioni di sè stessi, ci andrei cauto.

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  8. Che bel post, Giulia! Ti ho letta con molta attenzione, come sempre, e come sempre ho trovato delle cose interessantissime.
    Parli di "senso", quante volte anch'io mi sono ritrovata a riflettere su questo argomento, sul suo significato. Ma, ahimè, continuo a vagare senza intravedere una vera soluzione!
    Un abbraccio. Piera

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  9. quell'urlo lo abbiamo cacciato tutti, prima o poi nella vita, e a volte è un urlo che non finisce mai...
    il mio è sispeso per un pò, in attesa di un raggiungimento di suolo.
    grazie
    ciao

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  10. quante cose tutte insieme ci sono in questo post..
    a volte la mia vita mi sembra che produca un suono di strumento scordato e riconoscermi mi sembra difficilissimo in quei suoni stonati, altre volta tutto mi sembra una magica e perfetta armonia e mi ritrovo tutta intera dentro i miei pensieri..
    ho scelto di vivere il presente e di essere ottimista perché la questa vita mi sembra già così fragile, vivere per il momento, quel momento che a volte reca in sè tutta la magia di passato, presente e qualche volta anche del futuro..

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  11. unodicinque, abbiamo davvero bisogno di spazio per conoscerci ancora di più, io questo lo sento molto.

    Grazie Lillo, questa citazione è davvero molto bella

    Daniele, la Merino davvero ci cattura l'anima...

    Ernest, ciao, felcie che anche a te piaccia la Merini

    Cristina, si cresce sempre, ed è bello che sia così

    Annarita, ho trovato questo grido così vero!
    cristina, io penso che si cresce continuamente e questo è una gran bella cosa, quando possiamo farlo.

    Vincenzo, sono d'accordo ci si conosce molto attraverso gli altri, ma credo che un po' spetti anche noi.

    Piera cara, sei sempre molto gentile. Il senso è davvero in continua costruzione!

    Cristina carissima. anche il mio grido è sospeso e mi sembra che ci vorrà tempo prima che atterri da qualche parte...

    Che bello Aurora quello che dici! E' bello sentirsi come dici"tutta intera dentro i miei pensieri..", forse non capita spesso, ma capita
    E concorsdo con il fattoc he bisogna vivere il presente e ritrovare un po' di ottimismo, di ebnergia per continuare ad andare avanti senza arrendersi con l'esperienza del passato e progettando il futuro.

    Un abbraccio e un grazie a tutti

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