05/07/10

Scambiarsi storie nel gran bazar

"A ottanta miglia incontro al vento di maestro l'uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono a ogni solstizio ed equinozio. La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata. Ma ciò che spinge a risalire fiumi e attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti i bazar dentro e fuori l'impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all'ombra delle stesse tende scacciamosche, offerte con gli stessi ribassi di prezzo menzogneri. Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice come "lupo", "sorella", "tesoro nascosto", "battaglia”, “scabbia” , "amanti" gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i proprio ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia la città in cui ci si cambia la memoria ad ogni solstizio e ad ogni equinozio".

Bisognerebbe come nella città di Eufemia delle "Città invisibili" di Italo Calvino, avere il desiderio di contaminare storie, di aprire i propri ricordi ai ricordi degli altri, e poi rivivere dentro di sè la propria storia arricchita da quella dell'altro e così via giorno dopo giorno, momento dopo momento.
Capiterebbe così forse di sentirci abitanti di uno stesso pianeta in cui ciò che io non conosco lo conosce l'altro. Un pianeta che ci diverrebbe tanto caro da volerlo proteggere e salvaguardare, delle storie che ci diventerebbero tanto famigliari da diventare nostre: le più belle, le più ricche, ma anche le più tristi, le più povere.
In quel bazar impareremmo a prendersi cura l'uno dell'altro, impareremmo che cambiare è vivere. Impareremmo che si possono scambiare "cose", ma molto di più si possono scambiare emozioni e sentimenti.

15 commenti:

  1. Per avere un mondo così non dovrebbe esistere l'egoismo, l'individualità sfrenata, l'egocentrismo, che troppo vanno di moda oggi. Così anche il condividere, che tanto era naturale fino all'epoca dei nostri nonni, ora è diventato verbo usato da pochi. Ne so io qualcosa, che faccio volontariato e vedo un mondo poco propenso allo "scambio" gratuito e disinteressato.

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  2. Concordo con te, ma penso che almeno a piccoli gruppi "scambiarsi storie", imparare ad ascoltare e a creare situazioni dove si eserciti il dialogo sia possibile e sarebbe bello che si cominciasse a raccontare quelle storie che meno conosciamo.. Cosa ne dici?
    Un abbraccio

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  3. Ecco sottolineerei le ultime due righe. Non accade più di condividere i sentimenti e le emozioni. Una mutilazione terribile a ben pensarci.

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  4. È quello che facciamo nei blog quando regaliamo poesia ed amore, poi le amicizie si intrecciano deliziosamente, non le definisco virtuali, bensì spirituali. Quella volta in cui avviene anche l'incontro di persona, come recentemente tra me e Cristina, esplode l'allegrezza.

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  5. Esistono ancora quei bazar ... sono solo vestiti diversamente ...sono i luoghi dove si ha l'occasione di incontrarsi faccia a faccia e ci si ferma ... si può chinare lo sguardo e farsi gli affari propri oppure si può sorridere e parlare ... con la parola anche l'esperienza vissuta , l'immagine , il ricordo viene fuori a creare una contaminazione virtuosa...un abbraccio...

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  6. in mezzo all'impotenza generale a te piace pensare ai "piccoli gruppi" che agiscono e possono scambiarsi la vita. Noi, nel nostro piccolo, non lo facciamo già con i nostri blog?
    dai Giulia scambiamoci!
    :-))
    un bacio

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  7. Le Citta' Invisibili di Calvino e' uno di quei libri che da tempo mi sono ripromessa di leggere. Faccio il primo passo: lo metto nella lista dei desideri di aNobii.

    (Intanto c'ho sempre Grossmann che mi aspetta, ricordi? :-) )

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  8. Un bellissimo post dove il reale e il fantastico si intrecciano in modo armonioso.
    Quel pizzico di fantasia che non dovrebbe mai mancare nella nostra vita, e quei valori così straordinari e confortanti che dovrebbero diventare i veri punti fermi dell'esistenza: la condivisione, lo scambio, la capacità di ascoltare l'altro, in un mondo in cui ognuno vuole solo parlare, lo scambio così importante di esperienze ed emozioni.
    Tutto questo rende gli uomini grandi, eppure ne siamo ancora oggi, soprattutto oggi, del tutto inconsapevoli.
    Grazie Giulia, che splendide riflessioni in questa dimora speciale!

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  9. tutta la nostra vita di relazione dovrebbe essere la città di Eufemia.
    e forse allora non ci sarebbe più possibilità d'ignorare, o di non saper condividere ogni vicenda dell'esistenza, in ogni difformità, in ogni evenienza.

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  10. Concordo con te, Silvia, si comunica o si crede di comunicare, ma è difficilissimo che si parli di emozioni e di sentimenti, della parte più profonda di noi.

    Cara Domenica Louise, forse davvero i blog possono fare qualcosa, soprattutto se dalla vita virtuale si passa anche a quella reale.

    Cara Stefania, penso anche io che esistono ancora dei bazar, piccoli, a volte anche solo negli incontri di tutti i giorni che possiamo giocare in un modo o in un altro...

    Arnicamontana, penso che forse sarebbe bello che i blog qualche volta facessero delle cose insieme in uno scambio che c'è sempre, ma magari perchè no ancora di più...

    Cara Piera, è im mondo che noi sogniamo vero? e che cerchaimo di costruire. Concordo la fantasia è assolutamnete necessaria per continuare su questa strada.

    Cristina carissima, dobbiamo davvero inventarci questa città e magari chissà nel nostro piccolo qualcosa possiamo fare.

    Un abbraccio a tutte e grazie sempre
    Giulia

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  11. Sì, è così. Impareremmo che la nostra vita è un racconto fatto di tanti altri racconti che s'incrociano, s'intersecano, si scambiano episodi, sequenze, fotogrammi...

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  12. Come sempre stupisci grazie alle mille considerazioni che i tuoi post suggeriscono.
    Quoto 'Arnicamontana",è già molto trovarci qui accanto a te.
    Cristiana

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  13. Pim. è proprio come dici...
    Cristiana, sì è bello trovarsi insieme, nel mio, ma anche nei vostri blog
    Un abbraccio

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  14. Questo ricordo di Mirò rinfranca lo spirito. Grazie.

    Gioacchino

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  15. I congratulate, what necessary words..., an excellent idea

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