02/07/10

Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei

“Datemi una barca, disse l'uomo.
E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, domandò il re.

Per andare alla ricerca dell'isola sconosciuta, rispose l'uomo.
Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta”.
Attraversavo un momento difficile quando leggevo questo breve racconto, una favola, di José Saramago. Ero chiusa in me stessa, mi sentivo come in un labirinto, giravo, giravo e mi sembrava di tornare sempre allo stesso punto. Non vedevo una via di uscita.

Non esistono isole sconosciute… quello mi avevano sempre fatto credere… Non c’è nulla da cercare… volevano che io stessi ferma…
Chiusa in una gabbia, giravo in tondo e non vedevo altro che quello che mi permettevano di vedere. Sentivo di essere quello che mi avevano sempre detto che ero. Io non avevo preso parte alla costruzione della mia identità.
Volevo una barca anch’io, per andare a trovare quell’isola sconosciuta e volevo sapere anch’io, come il marinaio del libro di Saramago, chi ero quando fossi arrivata.
“Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei”.
Dovevo uscire dalla gabbia, dovevo frantumare le sbarre e andarmene. Ma dove?
Su un’isola sconosciuta appunto
Dovevo guardare dove ancora non avevo guardato, cercare dove ancora non avevo cercato. “Alla ricerca di ciò che un giorno forse ci sarà”.

E me ne sono andata da quella casa delle certezze, delle risposte a tutti i perché. E per compiere grandi passi avevo bisogno anche del sogno, di credere che quell’isola l’avrei trovata o che in ogni caso era importante la strada che avrei percorso per cercarla.

“Una mappa che non includa Utopia, - diceva Oscar Wilde - non merita neanche un’occhiata”.

E con quella mappa sono salita sulla nave.

“Fluttuava, al punto di partenza per un lungo viaggio, tranquillissimo in una tranquillità immensa, le ombre dei pennoni riflesse lontano verso oriente dal sole all'occaso. In quel momento ero solo sul ponte. Non proveniva dall'interno il minimo suono, ed intorno a noi nulla muoveva, nulla vibrava, né una canoa sull'acqua, né un uccello in aria, né una nuvola in cielo. In questa esanime pausa, sulla soglia di una lunga traversata, sembrava stessimo calcolando la nostra idoneità ad una lunga ed ardua impresa, compito prescritto da entrambe le nostre esistenze, da adempiere lungi da ogni sguardo umano, con solo cielo e mare per testimoni e giudici”.

J. Conrad, Il coinquilino segreto

Foto mie

20 commenti:

  1. in tanti siamo partiti alla ricerca di noi stessi, ci siamo messi in viaggio verso un altrodove e non abbiamo ancora lanciato l'ancora per attraccare, a volte crediamo di poter ormeggiare in un porto sicuro, ma c'è sempre qualcosa che ci spinge ad andare avanti.Bisogna avere un sogno, che come una stella polare ci indichi il cammino, ma ancora più importante è avere accanto qualcuno che condivida in nostro sogno e accetti di mettersi in viaggio con noi. Da sempre ti sento come compagna ideale in questo viaggio. Grazie! Maria

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  2. grazie di questa pagina, che spinge in avanti e insegna che è la strada e non la meta ad arricchirci e, qualche volta, a guarirci. Sai quanto mi è caro il concetto dell'uscire da sè.
    Cara Giulia...un abbraccio

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  3. e si riparte continuamente per un altro dove...
    si va per mare e si raccoglie il mondo...

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  4. trovare se stessi , vedere se stessi , per poter capire qual'è la nostra strada . In molti ci dicono chi siamo ... ci mettono la maschera adatta allo scopo ... ritagliarci uno spazio che non cozzi con le altrui appartenenze... Ma a volte incastrandoci assumiamo forme che sono diverse dalla nostra naturale conformazione ... Io sono una ricercatrice instancabile di me stessa... qualche pezzetto del mosaico l'ho messo da parte ...nello scoprirne altri le cose prendono una forma ... ho una linea guida... Non dire mai ...io sono ...io farò ... io non farò mai... accettare di essere in continuo movimento , guardarsi e seguire , con lentezza , il cuore... ti abbraccio i tuoi post sono acqua di sorgente in questo caldo estivo...

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  5. Capita a tutti di sentirsi smarriti e un mio amico dice che non c'è mai una rotta precisa da seguire, nè un porto sicuro da raggiungere, ma i sogni no, quelli non sono vie di fuga dalla desolazione ma sono strade maestre da percorrere ricordandoci essi chi siamo e chi fummo.
    Cerco di tenermeli stretti e di coccolarmeli i miei piccoli sogni, perché sono loro che mi danno la forza di andare avanti

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  6. Giulia è meraviglioso incontrarti ancora ogni tanto...leggere righe così...
    Un abbraccio
    Irene

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  7. Un piacere anche per me ritrovarti.
    Un caro saluto
    Dona

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  8. E'un percorso che va intrapreso, sono d'accordo con te. E, quando lo si intraprende, tutto acquista, se non un senso, almeno un colore.
    Bacio grande.
    Giacinta

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  9. La ricerca continua di se stessi è una delle ricerche più difficoltose; dura una vita e l'esito finale non è sempre così scontato. Ma intraprendere questo viaggio è quanto di più stimolante potremmo provare nella nostra vita.
    Mi sento molto in sintonia con questo post

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  10. Carissime tutte, grazie per il vostro sempre gradito e ricco contributo.
    Mi sembra che oltre che ricercare se stessi è bello ricercare un "noi insieme" per costruire piccole isole sconosciute che pian piano possando diventare sempre più grandi. Isole che non si chiudono ma si aprano arricchendosi l'una dall'altra.
    Un abbraccio
    Giulioa

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  11. e sempre un piacere e un arricchiimento leggere ed entrare dentro i tuoi post...
    molto belle le tue foto!
    Ciao Giulia

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  12. Francescafutura4 luglio 2010 20:34

    Un'amica mi ha segnalato il tuo blog,
    ne sono felice, con il tuo permesso
    tornerò ad arricchire la mia strada
    con i tuoi pensieri...in addivenire
    Anch'io da poco viaggio fuori di me
    per ri-trovarmi.

    Un sorriso

    frantzisca

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  13. Grazie Cristina e grazie Francesca, sei la benvenuta

    Un abbraccio

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  14. Un persorco che tutti dovremmo fare nella vita, solo così si cresce e si diventa adulti.

    Ti auguro una buona serata
    Cri

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  15. Che commozione! Un pagina da brividi lungo la schiena amica mia. Buon viaggio:)

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  16. Quando finiro di guardare il mio volto avro respiro di ricominciare a sognare.

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  17. Grazie anche a voi per avre condiviso questi pensieri.

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  18. Prima o poi arriva per tutti il momento di alzare le vele e farsi portare dal vento. Ma non tutti riescono a farlo. Per paura dell'ignoto, dell'incertezza, molti preferiscono rimanere prigionieri della propria isola.
    Splendido post.

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  19. Proprio così, caro Dodo, troppo spesso diventiamo prigionieri della "nostra isola"...
    Grazie
    Giulia

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  20. Ciao Giulia

    Very nice pictures on your blog.

    Greetings, Joop

    and thanks for your reaction.

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