30/08/10

Entrare in presenza dell’uno e dell’altro, dell’uno con l’altro.

L’uomo è un animale parlante a condizione di creare parola per dirsi, dire il mondo, parlare all’altro. L’obbligo di parlare come tutti o secondo ciò che è stato appreso non risveglia, o spegne, la coscienza umana. Se il soggetto non ha, in sé, la sorgente del suo movimento, perde la qualità di soggetto.
Non è nella riduzione delle distanze che l’umano troverà la prossimità a sé, all’altro, e neppure al mondo. È piuttosto nella capacità di stare in sé, di esistere in autonomia, distinto da ciò che lo circonda.
Per incontrare l’altro, devo anzitutto lasciar essere, anzi restaurare, il niente che ci separa. È una via negativa quella che conduce verso l’approccio del differente e la possibile relazione con lui, o con lei. Io non sono te e tu mi resterai per sempre altro, tale è il necessario presupposto all’entrata in presenza dell’uno e dell’altro, dell’uno con l’altro.
Luce Irigaray · La via dell’amore

Composizione di Fahti Hassan

9 commenti:

  1. Bella definizione, pone l'accento sull'individualità, ma liberandola dal connaturato egoismo. Grazie e un abbraccio.
    Annarita

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  2. Una difesa dell'autonomia e della originalità dell'autrice di " Questo sesso che non è un sesso " che lessi con grande interesse anni e anni fa. Fa specie che quella importante battaglia culturale abbia finito,con gli anni, per perdere la natura originaria e per essere paradossalmente e strumentalmente tradotta, in ambito politico, in una egoistica ed ottusa esaltazione dell'identità.

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  3. Condivido ogni parola.
    Soltano quando sì è centrati in sé, nel proprio consistere, autoconsapevoli del proprio valore, solo allora si può riconoscere l'altro, comprenderlo, condividerne il pensiero e quanto altro.
    un abbraccio
    cri

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  4. In sostanza saper non solo parlare ma anche ascoltare. Capacità di ricevere, recepire.

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  5. è bello salutarti nelle parole di Luce:)

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  6. Concordo con te Annarita, aver ripsetto dell'altro non vuol dire rinunciare alla propia individualità.
    E' vero, Giacynta, la grande battaglia del femminismo si è svuotata di ciò che poteva essere molto promettente.
    Cristina, anche io mi sono molto ritrovata in queste parole.
    Ciao Daniele: ascoltare, oggi sembra sempre più difficile, ma assolutamente necessario...
    Ciao Zena... Io purtroppo non riesco spesso ad entrare nel tuo blog, non so perchè e vorrei anche io nutrirmi delle tue parole.
    Sì tentare, nuoce "arricchirsi"...
    Un abbraccio a tutti

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  7. Cara Giulia, intervengo ancora per precisare che nel commento che ti ho lasciato più sopra non intendevo riferimi al femminismo. Evidentemente mi sono espressa in modo poco chiaro. Era, il mio, un discorso più generale.
    Un abbraccio
    Giacinta

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  8. (cara Giulia-Emilia, forse devi entrare con l'indirizzo di Splinder, ma non ne sono sicura.
    Tieni sempre presente, in più, che da me c'è l'opzione che non consente agli anonimi di commentare.
    Un abbraccio)
    z

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