13/09/10

Il maestro ha da essere colui che apre la possibilità

Ho sempre creduto nella scuola, ma soprattutto ho sempre creduto in quel particolare rapporto che si può creare tra maestro e allievo. Si dice che è difficile comunicare con i giovani e non ci chiediamo abbastanza se non sia invece difficile per i giovani comunicare con gli adulti, trovare quegli spazi in cui sia ancora possibile quel dialogo che sa trasformare sia l'uno che l'altro. Fin da piccoli hanno tante sollecitazioni e pochi momenti in cui indugiare sulla vita e contemplarla. Sembra quasi che oggi gli adulti siano muti di fronte alle generazioni più giovani e alle loro domande che così non trovano la strada della parola. La scuola viaggia lontano dalla loro realtà e, se hanno tanti insegnanti di matematica, italiano, inglese... sono sempre più rari quelli che sanno intrecciare la cultura con la vita in modo da vivificarla.

Dice Marìa Zambrano:
"Non avere maestro è come non avere a chi domandare e, ancora più profondamente, non avere colui davanti al quale domandare a se stessi, il che (significherebbe) restare chiusi all'interno del labirinto primario che in origine è la mente di ogni uomo; restare rinchiuso come il Minotauro, traboccante d'impeto senza via d'uscita. La presenza del maestro che non ha abdicato ne si è dimesso indica un punto, l'unico verso il quale si indirizza l'attenzione. L'alunno si irrigidisce. Ed è in questo secondo momento che il maestro, con la sua tranquillità, ha da dare quel che gli sembra possibile, ha da trasmettere, prima ancora di un sapere, un tempo, uno spazio di tempo, un cammino di tempo. Il maestro deve giungere, come l'autore, per dare tempo e luce, gli elementi essenziali di ogni mediazione. (...)
Il maestro ha da essere colui che apre la possibilità, la realtà nel mondo della vita, della verità. Una conversione è il modo migliore di chiamare l'azione del maestro. L'iniziale resistenza che irrompe nelle aule, si converte in attenzione. La domanda comincia a dispiegarsi. L'ignoranza risvegliata è già intelligenza in atto e il maestro ha cessato di sentire la vertigine della distanza e il deserto della cattedra, prodigo, come tutti i deserti, di tentazioni. Ignoranza e sapere circolano e si risvegliano in misura uguale nel maestro e nell'allievo, che solo più tardi comincia a essere discepolo. Nasce il dialogo".

15 commenti:

  1. Oggi mia figlia ha iniziato la prima media.
    C'è stata subito la bella notizia che la sua professoressa di inglese ha avuto l'idea di fare un orto scolastico.
    Mi è sembrata proprio una bella idea.

    Comunque, anche io amo la scuola con tutto il cuore e ho grandi speranze!

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  2. gran maestro, Don Milani...non a caso hai scelto questa foto!!!! E' proprio vero prima di insegnare una materia il maestro deve "dispiegare la vita"...

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  3. Con i bambini piccoli non ho molto feeling,ma quando cominciano la scuola e a porre domande,allora sarei un'insegnante entusiasta.Mi piace il dialogo che si instaura fra adulto e adolescente ed è una gioia stare con le mie nipoti,una gioia reciproca,di questo sono certa.
    Cristiana

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  4. Io ricordo ancora la mia maestra...

    Un abbraccio e buona giornata!

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  5. Una delle cose che mi ha fatto più soffrire è stata proprio questa. La mancanza di insegnanti pieni d'amore e di passione. Per anni le lezioni sono state una sorta di ripetere a papera, senza mai un briciolo d'entusiasmo.
    Si infastidivano, gli insegnanti, se TU lo mostravi. Lo prendevano come un voler divagare e invece era solo amore che si manifestava nel andare oltre il programma, studiando anche qualcosa in più.
    Chi insegna dovrebbe tornare alle origini cruciali del mestiere, lasciando indietro la politica.

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  6. Alchemilla, speriamo proprio che l'orto simboleggi quall'arte del "saper coltivare" e "prendersi cura" che manca tanto nella scuola come nella società. Auguri per tua figlia.

    Simoff, sono d'accordo, don Milani è stato un gran maestro, eppure c'è che oggi lo denigra...

    Cristiana, sono certa che tu con i bambini ci sappia fare... Sì, saresti una bravissima insegnante

    Kylie, i maestri "veri" non si dimenticano mai. E' proprio così.

    Occhi di Notte: la scuola a volte è davvero noiosa, è quello che tu chiami in modo molto efficace "quel ripetere a papera" senza nessuna scintilla e c'è troppa fretta, un correre cerso non si sa dove. Un passare "oltre" quando invece si risveglia qualche interesse. Il programma deve procedere...

    Un grazie a tutti

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  7. il maestro dovrebbe trasmettere il suo sapere come un dovere verso chi è all'inizio del cammino verso la conoscenza. Dovrebbe comunicare il suo sapere, acquisito con lo studio ma anche con la sua esperienza esistenziale.
    Ma credo che il vero maestro debba essere in grado di stimolare l'allievo a documentarsi, ad appassionarsi alla storia dell'umanità e quindi anche alla sua personale.
    Il maestro dovrebbe essere soprattutto un suggeritore, uno che spiega il conosciuto per trsmettere una ulteriore sete di conoscenza.

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  8. Ci dev'essere un flusso continuo di emozione, tra l'alunno e il maestro, un appassionarsi reciproco della stessa cosa. Altrimenti non è scuola, è meccanica. Un abbraccio e brava per aver raffigurato don Milani, il mio nume ispiratore della didattica. Un abbraccio.

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  9. Concordo con te, Cristina che il maestro dovrebbe essere un suggeritore, uno che accompagna i ragazzi rispettandioli nella loro diversità senza escludere chi ha meno abilità di partenza. Dovrebbe essere autorevole e non autoritario come dice, secondo me, molto bene la Zambrano

    Don Milani, Paola, è sempre stato il mio Maestro con la M maiuscola, oggi però non è più "di moda"...
    Un abbraccio

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  10. Amo la scuola profondamente, come amo lavorare con i bambini..sono una grande ricchezza!che bello il tuo blog, ho letto un po' di archivi, vedo con piacere che anche tu sei appassionata di libri :-)
    un abbraccio Daniela

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  11. L'idea, il concetto, la figura del maestro è fondamentale. Quando parliamo del maestro parliamo di un uomo capace non solo di insegnare ma anche di creare dei convincimenti basati su solidi principi e ideali.Una guida, un punto di riferimento e confronto. Non è facile trovarne e, in questi tempi bui che tutti noi viviamo, se ne sente sin troppo la mancanza. Un caro saluto, Fabio

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  12. Ciao Giulia, il problema secondo me è che i maestri e aggiungo gli insegnanti in quanto adulti, dovrebbero ricercare, trovare il metodo adatto per la comunicazione con ogni allievo, ma oggi sono troppo indaffarati, troppo presi da cose che sinceramente non so definire e i ragazzi spaesati senza una guida e senza capire perchè gli adulti li caricano di colpe non loro, si calano sbagliando nella parte dei famigerati bamboccioni!

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  13. Grazie Daniela, mi fa piacere averti qui, visto che ami la scuola come me.

    Fabio, maestri come dici tu, ce ne sono, ma purtroppo nessuno accende i riflettori su di loro...

    Cara Sciarada, hai toccato il punto. Gli adulti oggi sono presi da troppe cose piuttosto che cercare quel dialogo tanto proficuo con i giovani. E il dialogo esige lentezza.

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  14. E' difficile parlare agli adolescenti. E' così difficile...

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