27/09/10

Adeguare il nostro passo


“Le camminai accanto. Era difficile camminare così piano. Di solito io vado velocissima, ma non lo sapevo, me ne accorsi in quel momento. Lei faceva un passo, poi si fermava, guardava il marciapiede, e faceva un altro passo”.

E’ questo un brano tratto dal libro di Doris Lessing “Il diario di Jane Sommers”.
Qui mi vorrei soffermare proprio sulla presa di coscienza della protagonista. Jane non si era mai resa conta di camminare “velocissima”, non si era mai accorta di avere difficoltà a camminare “piano”, non aveva ancora compreso come il suo passo fosse poco adeguato ad affiancare, ad accompagnare chi è lento per forza di cose.
Ed ha l'immediata percezione che deve “adattare il passo” a quello di Maudie se vuole entrare in contatto con l'altro: chi può essere veloce, può anche essere lento, non è vero il contrario.
Come succede a volte, improvvisamente per un avvenimento fortuito, non cercato, non voluto qualcosa diventa chiaro. Comprende che la velocità, la fretta, le aveva tolto il gusto dell’incontro, quello vero, quello in cui la parola non si accavalla alla parola dell’altro, ma si apre alla parola di chi ci ascolta. Comprende che il suo passo veloce, lascia indietro, esclude, isola persone, valori, pensieri e quanto altro ancora? E in Jane Sommers avviene il cambiamento. Si apre di fronte a lei un nuovo mondo. Un mondo in cui la solitudine, anche quella dell’altro diventa insopportabile; un mondo in cui riesce a mettere a fuoco ciò che al suo sguardo era sempre rimasto sullo sfondo tanto sfocato da non essere percepito.
Sullo sfondo c’era Maudie, una donna anziana, una come tante intorno a noi la cui esistenza rimane troppo spesso ai margini, percepite quasi come un intoppo alla nostra vita che corre, corre… verso dove? Là dove adesso sono loro, le Maudie che sono intorno a noi.

Quando apriremo anche noi gli occhi, quando rallenteremo il nostro passo veloce, quando lo adegueremo a quello di chi non può che andare piano? Quel giorno sarà un bel giorno non solo per gli altri, ma anche per noi.

16 commenti:

  1. Avevo già letto la tua recensione nell'altro blog ed ero pure convinta di averlo commentato e invece oggi scopro che no, le parole sono rimaste incastrate nella rete. Il diario di Jane Sommers è il mio preferito di Doris Lessing, un incontro che spinge ad interrogarsi continuamente, non solo sulla "fretta" ma su tante abitudini che acquisiamo e alle quali ci adattiamo quasi inconsapevolmente. Grazie di averne ri-parlato. Ciao Giulia

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  2. sembra molto intenso e riflessivo. Uno di quei romanzi da gustare a poco a poco, per comprenderli sino in fondo.

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  3. Il giorno in cui riusciremo non solo a rallentare , ma soprattutto a fermarci e a riflettere su quante cose ci perdiamo per strada a causa della nostra fretta, quel giorno, sarà bello soprattutto per noi che ritroveremo i piccoli e grandi valori della vita.
    Grazie per questo bellissimo post, Giulia !

    Un abbraccio
    Cri

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  4. ..troverò conforto nei ricordi, lasciando al desio l'anima persa..
    Maurizio

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  5. Sembra un libro intenso.

    Buona giornata!

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  6. Anche di mattina è un piacere leggerti. Felice di essere di nuovo sui blog dopo un periodo di assenza.

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  7. Anche di mattina è un piacere leggerti. Felice di essere di nuovo sui blog dopo un periodo di assenza.

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  8. Io per natura mi muovo piano,lentamente...fin da quando ero piccola il mio ritmo era questo...mi sono dovuta adattare con fatica a questo mondo che corre e che ha fatto della corsa e della competizione una costante molto evidente.
    Grazie Giulia, così mi sento meno sola! :-)
    Prenderò questo libro di D. Lessing in bilbioteca!

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  9. il mio corpo è più lento della mia mente. Ancora non mi abituo...ancora non riesco a prendere coscienza, nonostante la mia gamba me lo ricordi in continuazione, che la mente ha la capacità di cambiare ritmo, di adeguarsi, di comprendere, di diventare un bastone..e così continuo a prendermela col mio corpo.

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  10. rallentare... è questo che fanno i poeti.
    e perciò si fermano ad ascoltare il cuore.
    a presto.
    unn abbraccio
    cri

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  11. Il piacere di ascoltare e di seguire incuriosita il passo altrui è qualcosa che ho iniziato a provare solo recentemente ed è un piacere grande che libera dalla gravità della necessità, dalla schiavitù della volontà e dal soffocante "io". Bacio.

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  12. Come non essere d'accordo,Giulia?
    Dici bene, corriamo così tanto per arrivare dove? Nel frattempo perdiamo l'essenziale, ciò che per noi sarebbe invece il necessario. Per noi e per gli altri. Ma siamo degli incorreggibili, spesso mettiamo a fuoco quando è sin troppo tardi.
    Davvero grande Doris Lessing, e grande tu.
    Piera

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  13. grazie per questo post che fa rallentare...e riflettere.ciao

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  14. Un grazie sincero a tuui ed un abbraccio
    Giulia

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  15. Temo di non essere capace di rallentare.

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