30/09/10

Claude Monet a Belle-île

Monet, cerca di confrontarsi con paesaggi diversi e con altre atmosfere dalle sue usuali e soggiorna a Belle-île, la più grande delle isole bretoni, dal 12 settembre al 25 novembre 1886. Rimane sbalordito da una natura così maestosa, dal tempo che muta continuamente, dalle difficoltà di accesso ai luoghi che lo interessano. Tuttavia, le falesie a picco, gli strapiombi vertiginosi non spaventano l'artista che pianta il suo cavalletto sull'orlo del precipizio e sta ostinatamente davanti ai soggetti che ha scelto di raffigurare.

[1886] Lavoro, è meraviglioso, ma è così diverso dalla Manica che mi occorre familiarizzare con questa natura; il mare è di una bellezza unica; quanto alle rocce, sono un ammasso di grotte, di punte, di guglie straordinarie, ma [...] occorre del tempo per essere capaci di cogliere tutto questo.

[1886] La tempesta ha raddoppiato la sua forza, è straordinario guardare il mare: che spettacolo! È talmente scatenato che ci si chiede se possa tornare calmo; del resto, a forza di essere agitato, comincia a perdere un po' del suo color smeraldo [...]. Ho potuto trovare un piccolo angolo riparato per fare un paio di schizzi che rendono solo una debole impressione di questo stravolgimento, e se domani la tempesta perdurasse spero di fare meglio: ma che fatica trovare quell'angolo protetto! Il vento è così forte che il mio facchino e io abbiamo avanzato a stento, e sebbene la costa sia alta cinquanta metri il mare ne ha invaso quasi ovunque i bordi.


[1886] Mi sono messo coraggiosamente al lavoro sotto la pioggia; le rocce bagnate non sono solo più nere, ma forse più blu. Devo fare grandi sforzi per rendere il cupo, per rendere quell'aspetto sinistro, tragico, io, più portato alle tinte dolci, tenere.

[1886] Lavoro comunque quanto posso e sono felice di essere venuto qui, anche se questo sembra inquietarla. Sono entusiasta di questo paese sinistro e a ragione perché mi allontana da quel che faccio abitualmente; del resto, lo confesso, devo sforzarmi e fatico a rendere quest'aspetto cupo e terribile. Lei ha un bei dire che io sono l'uomo del sole, non è possibile specializzarsi in una nota sola.

6 commenti:

  1. Che bello, anche una sola volta, amare quel che tu fai e ti fa.

    bloggin'utile

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  2. la prossima volta che andrò ad ascoltare il mare sentirò monet che mi parla di lui. Grazie Giulia per avermi fatto pensare in questa luce, oggi.

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  3. Gli impressionisti mi son sempre piaciuti.

    Buon venerdì!

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  4. Son veramente belle queste raffigurazioni di mari tempestosi, le atmosfere ombrose. Danno un forte senso di inquietudine interiore. Un caro saluto, Fabio

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  5. Grazie per essere passata dalle mie parti, così ho ritrovato il tuo blog che con grande rimpianto avevo perso.
    Buon fine settimana.

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  6. ciao, passa a trovarmi nella mia nuova casa: http://principessasulpisello.wordpress.com

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