10/10/10

Come non arrendersi?



"A chiunque si proponga di fare un esame spregiudicato dello sviluppo dei diritti dell'uomo dopo la seconda guerra mondiale consiglierei questo salutare esercizio: leggere la Dichiarazione universale e poi guardarsi intorno. Sarà costretto a riconoscere che (...) il cammino da percorrere è ancora lungo. E gli parrà che la storia umana, per quanto vecchia di millenni, paragonata agli enormi compiti che ci aspettano, sia forse appena cominciata".
Così diceva Bobbio. Se guardiamo in particolare la situazione del nostro paese, ma non solo, ci sembrerà di aver fatto passi indietro da gigante. Come non lasciarsi prendere dalla sconforto? Forse cominciando a pensare che è proprio quello che chi ci governa vuole. Lo sconforto ci rende inattivi, come immobilizzati e senza forze. Eppure tempi bui ce ne sono stati e la Arendt ne parla chiaramente nel libro “L’umanità in tempi bui” di cui ho già parlato qui e dice:
"Anche nei tempi più bui abbiamo il diritto di attenderci una qualche illuminazione la quale potrebbe giungere non tanto da teorie e nozioni astratte quanto dall'incerta tremolante e spesso flebile luce che alcuni uomini e donne, nella loro vita e con il loro operato, accenderanno pressoché in qualsiasi circostanza e diffonderanno durante il tempo che è stato loro concesso in terra".
E sempre Norberto Bobbio ci sollecita dicendo:
"Rispetto alle grandi aspirazioni degli uomini di buona volontà siamo già troppo in ritardo. Cerchiamo di non accrescerlo con la nostra sfiducia, con la nostra indolenza, con il nostro scetticismo. Non abbiamo molto tempo da perdere".
E allora dobbiamo ascoltare questi grandi studiosi. non ci resta che agire ogni giorno opponendo la nostra resistenza continua, costante e partecipando ad ogni azione che affermi diritti e giustizia soprattutto per le fasce più deboli.
In questo senso ho letto un libro veramente straordinario che racconta una storia vera nei tempi ben più bui del nazismo: Ognuno muore solo di Hans Fallada pubblicato nel 1948 di cui ho parlato in Letture Sparse. E' la storia commovente di due coniugi che, dopo la morte del loro figlio, danno il loro contributo contro il nazismo, da soli, senza l'aiuto du nessuno se non del loro coraggio e delle loro rabbia.
“Non c’è nessuna difficoltà una volta che si è deciso di agire, a conservare intatta sul piano dell’azione, quella stessa speranza che un esame critico ha dimostrato quasi senza fondamento; questa, anzi, è l’essenza stessa del coraggio”.
Simone Weil

6 commenti:

  1. Il guaio è che l'uomo proprio non vuol cogliere la lezione della storia. Siamo sempre pronti a dire "mai più" dinnanzi alle terribili violazioni dei diritti umani ma poi pensiamo sempre che tutto dipenda dagli altri: dai politici, dalle organizzazioni internazionali, dai potenti in genere. Certo molto dipende da loro, ma la spinta che viene dalla gente deve essere costante, ci deve essere un'opinione pubblica attiva e critica che stimoli costantemente il potere. Ognuno di noi deve sentirsi responsabile. Un caro saluto, Fabio

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  2. Grazie della gradita visita Giulia, gentilissima come sempre un abbraccio ciao Una buona settimana
    Maurizio

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  3. In effetti penso che sia importante che ognuno di noi dia il suo contributo alla storia, senza far finta di niente e senza dimenticare il passato.

    Buona settimana!

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  4. Io ci provo Giulia,soprattutto con le mie nipoti, ma ho un gran vuoto dentro di me.
    Cristiana

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  5. Splendido post Giulia. Un bacio.

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  6. Credo, caro Fabio e kylie, che bisogansentirsi "responsabile" nel vero senso della parola. Dare risposte chiare di fronte a quella porzioni di mondo che è davanti a noi. Non possimao nasconderci dietro ai potenti... A volte siamo anche noi a non essere "civili"...
    Cristiana cara, tu non sei secondo me "vuota", sei scoraggiata. Ma quello che fai ogni giorno è visibile anche qui. Il tuo impegno, la tua capacità di indignarci e poi quello che fai con le tue nipoti e con chiunque ti affianca. Pensi davvero che sia poco? Un abbraccio

    Grazie Giacynta sei sempre molto gentile
    Un caro slauto e abbraccio

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