06/10/10

Essere per l'altro un foglio di carta su cui scrivere

In un incontro a Torino Arundhati Roy e John Berger al teatro Carignano sul mestiere della scrittura,
Berger, ha sottolineato come nel dialogo ognuno possa diventare “un foglio di carta” su cui l’altro scrive, deposita i suoi pensieri. E questo diventare carta mi ha ricordato ciò che ha detto Anna Frank all'inizio del suo diario “la carta è più paziente degli uomini”.
Quindi l’uomo che sta di fronte all'altro uomo diventa "carta" solo se si fa più paziente, foglio bianco pronto a recepire ciò che gli viene detto senza sovrapporre il proprio pensiero a ciò che l’altro vuole rivelare di sé sia che siano sentimenti, emozioni, stati d’animo, argomentazioni, senza prevaricare con le proprie ragioni il discorso dell’altro. Si diventa “foglio di carta” semplicemente quando si lascia che l’altro faccia scorrere la sua penna in libertà.
E quando l’altro termina di scrivere, la carta è lì, disponibile ad essere letta e riletta e le parole che contiene si muovono verso la mente ed il cuore dell’altro come un dono gratuito, uno spazio di incontro.

Chi scrive quindi, a sua volta, lo fa per essere letto e manifesta come dice Berger “un impulso” quello di essere ospitale nei confronti dei suoi lettori immaginari o no.
“Se tale impulso non fosse presente la scrittura diventerebbe un monologo privo di vita”.
E’ così che mi piace immaginare che succeda quando lascio i miei pensieri o ciò che ha destato il mio interesse sulle pagine virtuali del mio computer. Spero che qualcuno le accolga, abbia la pazienza di leggere, e il desiderio di rimandare quando vuole ciò che le mie tracce hanno destato in lui o lei.

12 commenti:

  1. Saper ascoltare, è un dei più grandi pregi che una persona possa avere. E' un dare e ricevere amicizia, quella vera!

    Cri

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  2. ...ecco che lascio il mio segno sul tuo post- buona serata, mia cara!

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  3. Letto. Un caro saluto, cara Giulia.

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  4. Concordo con questo pensiero, in fondo a me piace scrivere e spero che qualcuno legga con attenzione le mie parole.

    Un abbraccio

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  5. Anche io quota Lylie, la bontà di scrivere ha il pregio di esser letta diversamente riflette su se stesso impressioni distorte.

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  6. Puoi star certa di aver realizzato il tuo desiderio : chi ti legge indugia con interesse sui tuoi pensieri e ragiona e s'interroga su tematiche che gli sarebbero sfuggite.
    Cristiana

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  7. Un foglio di carta capace di ricevere non solo parole, ma anche suoni che sono fuori delle parole o che stanno nelle parole dette come intonazione, ritmo, pause di silenzio, un foglio di carta capace di ricevere immagini in movimento, odori, contatti di pelle e a volte sapori... Bisogna fare attenzione a non restringere il campo del pensiero alla lingua, alle parole, e ancor più restringendo alle parole scritte.

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  8. Bella emtafora. Saper ascoltare, con il cuore, con il cervello che non sia già proiettato alla risposta, è difficile. EPpure permette una penetrazione dell'altro molto più a fondo. Come l'inchiostro che si impregna sulla carta.

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  9. Beh Giulia, credo proprio che riesci nel tuo intento.

    Appena ho letto anche solo il titolo di questo post mi si è aceso qualcosa.

    Nel farsi carta per gli altri, davvero colgo qulcos di importnte da poter fare, un grande possibilità di vita.

    Auguro per entrmbi :) di riuscire a farsi carta, come tu spieghi!

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  10. Giulia...tu sei un bel quaderno, da sfogliare ammirati, le tue pagine scritte e ascoltate lasciano sempre una traccia
    con affetto, Angela
    P.S.: mi sarebbe piaciuto assistere a quell'incontro

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  11. Missione compiuta, Giulia. Su questo blog si riceve sempre preziosi spunti di riflessione e spesso si impara qualcosa.

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