07/10/10

Isabelle Allende, Chagal e il soffio dell'immaginazione

Isabelle Allende in un'intervista, parlando di Chagall ha detto di esserne stata affascinata perché questo pittore “rompe gli schemi della prospettiva, della logica e della ragione”. Ci sono molti modi di percepire la realtà, non si vede solo con gli occhi, ma con tutti i sensi. Ed ha un ruolo importante anche l’immaginazione, l’intuizione, il sogno.
«Un quadro per me è una superficie coperta di rappresentazioni di cose (oggetti, animali, forme umane) in un certo ambito in cui la logica e l'illustrazione non hanno nessuna importanza... Esiste forse una misteriosa quarta o quinta dimensione che, intuitivamente,fa nascere una bilancia di contrasti plastici e psichici colpendo l'occhio dello spettatore mediante concezioni nuove e insolite.»
L'opera di Chagall è affollata di violinisti dalla faccia verde, asini alati, innamorati che volano, animali sui tetti, galli e pesci al circo, acrobati sospesi a mezz'aria, voli pindarici sulla città. Quei mondi figurativi che Apollinaire definì "soprannaturali" e poi "surreali". La famiglia, il paese d'origine, la vita dei contadini, i sogni della giovinezza, il rito e la tradizione ebraica, l'amore, sono tutti temi cari a Chagall rivissuti attraverso una lirica trasfigurazione del ricordo e della memoria che conferiscono ai suoi racconti il sapore della favola. Una favola però che ha radici nel reale.

L’esplorazione che Chagall ha del mondo è di tipo poetico. E’ tutto pieno di visioni, di metafore che gli sorgono dentro in risposta alla realtà, di vita interiore. La pittura è per lui l’illustrazione con mezzi figurativi di questo mondo di immagini interne: egli si pone di fronte all’immagine interiore ancora indistinta dandole concretezza nel prisma magico del quadro, lentamente a mano mano che la costruzione figurativa progredisce. La memoria non si limita a ricordare ma a reinventare il già visto.

L’Allende vede nella sua pittura “un modo fresco di rivoltare tutto”.
Forse di questo avremmo bisogno oggi. Di guardare il mondo in un’altra prospettiva per ritrovare la forza di reagire.
La scrittura per l’Allende è “trovare tesori nascosti, ridare lucentezza ad avvenimenti usurati e rivitalizzare l’anima disperata attraverso il soffio dell’immaginazione”. Tutti noi abbiamo questo bisogno: rivitalizzarci, ritornare a credere che la realtà che ci appare possa cambiare, che noi stessi possiamo cambiare. E in questo dobbiamo molto all’ottimismo dell’Allende che, anche se ha attraversato vicende drammatiche nella sua vita, crede fortemente che esista sempre la capacità di rinnovarsi.
Il principio della morte – dice – è quando uno si abbandona a ciò che è conosciuto. Io spero di avere sempre curiosità per la gente, per la storia della gente e spero che duri per sempre”.
Speriamo che questa curiosità non venga mai a mancare neanche a noi e l'immaginazione ci aiuti a credere che il cambiamento è possibile, anche quello in meglio naturalmente e che soprattutto la curiosità ci aiuti ad evitare la diffidenza, la paura dell'ignoto, ci aiuti a vincere l'indifferenza o la disillusione.

5 commenti:

  1. Quello che mi affascina, di Chagall, oltre ai soggetti onirici e alla levità della rappresentazione, è l'arcobaleno dei colori. Nessun artista ha la sua tavolozza, nello stesso quadro si scorgono tutti i colori dell'iride.

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  2. Allende propone un messaggio positivo di speranza, è una buona lettura.
    Ed hai ragione, avremmo tutti bisogno, saltuariamente magari, di guardare la vita con occhi diversi, più fiduciosi e curiosi anche. Giusto per ricaricare le batterie e trovare nuovi motivi per andare avanti.

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  3. ciao! che bello l'augurio finale! è davvero il migliore che si possa ricevere :)
    a presto!
    Alessandra

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  4. A chi ha lasciato il suo commento, un grazie sincero.
    Giulia

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