28/10/10

Tempo lineare, tempo ciclico

Ci sono due diverse concezioni del tempo, dice Ernst Junger una lineare e una ciclica.
"Esse si annunciano già nel linguaggio. Chi dice: il tempo passa, scorre, trascorre, fugge, ha in mente un tempo diverso rispetto a chi usa modi di dire nei quali il tempo è rappresentato da una ruota e parla perciò di cicli e di ricorsi. Per il primo il tempo è una forza progressiva; per l'altro una forza ciclica. Sebbene nel tempo siano presenti entrambi questi aspetti, è molto diverso se percepiamo l’uno o l'altro, a quale dei due prestiamo ascolto".
Il pensiero di Junger si snoda ulteriormente così: "II tempo che ritorna è un tempo che dona e restituisce. Le ore sono ore dispensatrici. Sono anche diverse l’una dall'altra perché ci sono le ore di tutti i giorni e le ore di festa. Ci sono albe e tramonti, basse e alte maree, costellazioni e culminazioni. Il tempo progressivo invece, non viene misurato in cicli e moti circolari, ma su una scala graduata: è un tempo uniforme. Qui i contenuti passano in secondo piano" .
«Quanto più ci si identifica con il proprio tempo e si vive in simbiosi con esso, tanto più si è vittime dei suoi pregiudizi. Ma il pregiudizio più radicato è il tempo in quanto tale. Questo è un vecchio problema filosofico. Più recente, invece, è la consapevolezza che questo pregiudizio non rimane sempre uguale a sé stesso, che muta le forme in cui si presenta, che anch'esso è soggetto alle mode»
da Il libro dell'orologio a polvere

8 commenti:

  1. Il tempo è un serpente che si mangia la coda, nelle raffigurazioni antiche. Ho lavorato con la mia collega di storia e filosofia sul tempo, io introducevo la relatività. Per i fisici, il tempo è una retta, non un circolo. E il tuo orologio, in un certo senso, scorre in modo diverso se ti muovi. Anche il tuo orologio biologico.

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  2. Il tempo e il caso assieme al caos che ti porta e che porti che ti fanno la vita che ogni tanto ti sembra la stessa e che somigli a se perché tu sempre più ricco di sapere e conoscere quello che non è capito e che ti esiste senza il bisogno di capire e sempre sembra ripetersi nuovo un attimo e poi un attimo dal principio alla fine, come un’emozione e il suo non mai ripetersi ma consumarsi quasi che sembra uguale.

    E un saluto.

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  3. Un pensiero particolare, il tempo è sempre un bene così prezioso...

    Un abbraccio

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  4. Sono andato a riprendere un libro che rileggevo poco tempo fa: L'arte di stupirsi, di Bryan Magee. Ti riporto qualche frase.
    "La controversia più affascinante fra Einstein e Popper è stata per me quella riguardante la realtà indipendente dello scorrere del tempo. Popper sosteneva che lo scorrere del tempo è oggettivamente reale, che esiste un 'ora' indipendentemente dall'esistenza di un soggetto esperiente. Einstein lo riteneva impossibile, e diceva che il tempo, considerato indipendentemente da un soggetto esperiente, è 'senza tempo'"
    "...induce a pensare che soltanto nell'esperienza ci siano un presente, un passato e un futuro, e quindi un tempo che scorre, e che al di fuori di essa tutto il tempo coesista."
    Magee trova stupefacente che le conclusioni di Einstein su base scientifica concordino con quelle a cui era giunto Kant con il ragionamento filosofico.
    Io non capisco bene ciò che questi grandi dicono: mi identifico con la percezione, con l'esperienza, per cui il tempo scorre, c'è un passato, un presente, un futuro, e guardo un poco in cagnesco chi mi vorrebbe portare via da questa certezza già di suo piena di incertezze.
    Così come non capisco bene quello che dice, nel modo in cui lo dice, Matte Blanco nel suo libro L'inconscio come insiemi infiniti.
    C'è un parte di noi, importante, decisivamente importante se la perdi, se le togli non solo potere ma anche esistenza, per la quale il tempo non esiste, almeno non così come per la parte di noi che governa le nostre vite. Qui qualcosa di più forse capisco: per esempio, quando sogniamo ci sono persone che non potrebbero esserci, se il tempo fosse solo quello dello scorrere rassicurante tic-tac tic-tac degli orologi - oppure noi siamo i bambini che fummo, e lo siamo proprio, lì, in quel momento, mentre avviene qualcosa che può avvenire solo oggi, o che abbiamo progettato per il futuro, e noi siamo qui e oggi e lì e ieri e lì e domani.

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  5. Dipende dai sistemi di riferimento. Il tempo è sequenziale, di necessità, nella dimensione sociale, collettiva in cui ci troviamo ad esistere. E'invece "tondo" in una dimensionione ascetica, contemplativa. Una riflessione come quella che hai proposto, mi porta a pensare alla provvisorietà di ogni sistema ed ad un possibile riscatto solo nella dimensione del vuoto ascetico.
    Parole in libertà...Perdona, ritorno all'ordine!

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  6. Tutti cercano di "ammazzare il tempo" ma alla fine è lui che ce la fa pagare.

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  7. Grazie per queste vostre ricche considerazioni molto interessanti e che hanno arricchito moltissimo questo post. Mi hanno fatto molto riflettere.
    Un abbraccio

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