21/11/10

Del tempo ho paura, del tempo che fugge...


“Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granelli sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia”
Antonia Pozzi, Natale del 1926
Ha solo quattordici anni Antonia Pozzi quando scrive queste parole. Sono i suoi i sentimenti che provano tanti adolescenti nel momento in cui stanno crescendo e sentono che la fanciullezza si dilegua per lasciare spazio a un tempo che non conoscono, che non sanno che cos’è. In bilico tra passato e futuro come un equilibrista sul filo.

Soffrono, provano tempeste di sentimenti contradditori e cercano sempre qualcuno con cui condividere, parlare, confrontarsi. A volte lo trovano, a volte no. A volte consimano questi pensieri in solitudine in un mondo in cui sempre più gli adulti hanno paura di fare gli adulti e rimangono eterni fanciulli angosciati, presi dai propri problemi, che non sanno intercettare i loro segni di disagio o non sanno dare sicurezze e appoggio.
Quello che a loro fa veramente male non è il dolore, non è la sofferenza. Sofferenza e dolore appartengono alla vita, sono compagni fedeli di ogni esistenza. Quello che fa veramente paura è quel senso di solitudine che fa perdere il contatto con gli altri, con il mondo, con noi stessi. E’ l’incapacità di comunicare: proprio quando ne sentiremmo il bisogno, le parole e i pensieri si dissolvono alla presenza dell’altro.
Il dolore si nasconde nelle pieghe dell’anima, indossa la sua maschera per presentarsi al mondo senza disturbare. E’ allora che diventa insidioso. Perché la sofferenza cerca uno sbocco, un’uscita è una domanda che cerca risposte, è la ricerca di spazi più ampi dove si possa guardare al futuro con speranza e fiducia. La sofferenza per trovare il suo sbocco deve diventare parola per essere comunicata e compresa dall’altro che spesso non c’è.

LA VITA

Alle soglie d'autunno
in un tramonto
muto

scopri l'onda del tempo
e la tua resa
segreta

come di ramo in ramo
leggero
un cadere d'uccelli
cui le ali non reggono più.

di Antonia Pozzi

13 commenti:

  1. Parole e lirica struggenti. Se poi si pensa che è un'adolescente a pronunciarle, è un salto all'indietro quando, allora adolescente, questi sentimenti laceranti mi sconvolgevano cuore e mente. L'adolescenza è un'età dolorosa ma nessuna stagione della vita è così bella e così autentica.

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  2. Il tempo che scorre inesorabilmente suscita spesso il timore per l'incognito. Un caro saluto, Fabio

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  3. è la poesia che abita le anime e si affaccia con parole urgenti da scrivere.
    Antonia l'aveva sentita subito, e sapeva cose che...

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  4. Pur avendo passati i 14 anni da un pezzo, le parole di Antonia toccano corde profonde anche in me.
    Grazie!

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  5. Magnifico andare al cuore delle cose: un gran bel post, e poesia che si respira anche nelle tue parole...
    Grazie.

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  6. C'é veramente tanto su cui meditare: l'adolescenza, che ad una certa età non viene ricordata più come era sul serio, il genio precoce di quella fanciulla, la sensibilità affinata tua, gli importanti commenti che mi hanno preceduto.

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  7. Le parole arrivano quando l'adolescenza passa.

    Bacio e buon lunedì!

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  8. Cara Ambra, avendo lavorato molto con gli adolescenti so quanto a volte ci si senta, come dici tu "lacerati", ma nello stesso tempo quanto sia ricco questo momento particolare della vita.

    E' vero Fabio, il tempo fugge e sembra di non afferrarlo mai...

    Cristina cara, Antonia pozzi sa davvero dar voce a questa urgenza del dire in modo mirabile.

    Cara Artemisia, a volte mi chiedo se si esce mai del tutto dall'adolescenza...

    Grazie a te amatamari©, sei sempre molto cara e gentile.

    Adriano, sono d'accordo con te che bisognerebbe riflettere molto su un'età tanto difficle, quanto ricca e le parole dei poeti a volte ci aiutano.

    Grazie Kylie, l'adolescenza passa per noi, ma ci aiuta a capire quelli che ancora la stanno vivendo?

    Un abbraccio e un grazie di cuore per la vostra presenza che mi fa sempre molto piacere.
    Giulia

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  9. Il tempo fugge troppo veloce e il problema dovrebbe riguardare chi è già un po' più in là con gli anni, invece colpisce che a pronunciare tali parole sia una ragazza giovanissima che dovrebbe percepire solo il soffio del suo presente e di un futuro ancora pieno. Mi fa pensare al fatto che ogni età ha le sue problematiche e l'adolescenza è tra le più difficili.

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  10. Ciao, sono "nuova" del tuo blog. mi piace molto e mi sono fermata... Riguardo al post: Antonia aveva 14 anni, io ne ho quasi 58 ma i sentimenti sono gli stessi.
    Ho perso mio marito da un anno e il dolore è impossibile gridarlo perchè tanto nessuno sente. Forse è per questo che scrivo sul web, qui è tutto più facile...Ciao

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  11. Che scrittrice, così acerba e già così matura. Lei lo sapeva come esprimersi, molti giovani sono bloccati dall'incomunicabilità, nonostante le sciocchezze che scrivono continuamente sul web.

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  12. Carissima, la bravura di Antonia Pozzi, ancora così giovane, è sconvolgente, guardava troppo lontano rispetto agli altri, vedeva ciò che tanti non vedono, e purtroppo questi doni non l'hanno resa felice. Una grande giovane poetessa che ha pagato cari i suoi talenti. Bellissimo ciò che tu scrivi di lei, e bellissimi sia il suo brano in prosa che la poesia.
    Grazie.
    Piera

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