09/11/10

La forza dei libri

"Appartengo io stessa a una piccola organizzazione che ha iniziato il progetto di portare i libri nei villaggi. Un gruppo di persone, del resto, era andato sul campo, nello Zimbabwe. Ci ha insegnato che i villaggi, a differenza di quel che si diceva, erano pieni di persone intelligenti, d’insegnanti in pensione, di altri in ferie, di ragazzi in vacanza, di anziani. Avendo io stessa finanziato un piccolo studio su quel che la gente voleva leggere, ho scoperto che i risultati erano comparabili a quelli di uno studio svedese di cui ignoravo l’esistenza. La gente voleva leggere quel che vogliono leggere gli europei, per quanto leggano: romanzi di tutti i generi, science-fiction, poesie, romanzi gialli, testi teatrali, Shakespeare. I manuali, per esempio come aprire un conto corrente, venivano in fondo all’elenco [...].

La nostra piccola organizzazione ha recuperato libri da tutti i posti possibili e immaginabili, ma bisogna sapere che un buon libro tascabile importato dall’Inghilterra costava allora l’equivalente di un mese di stipendio: era prima del regime di terrore instaurato da Mugabe. Oggi, con l’inflazione, arriverebbe all’equivalente di molti anni di stipendio. Ma se si lascia una cassa di libri in un villaggio - non dimentichiamo che c’è una terribile penuria di carburante -, questa cassa sarà accolta dalle lacrime. La biblioteca può consistere in uno scaffale appoggiato sui mattoni sotto un albero. In meno di una settimana, fioriranno dei corsi di alfabetizzazione - quelli che sanno leggere insegneranno a chi non sa - e un corso di educazione civica [...].

Mi piacerebbe che voi vi immaginaste da qualche parte dell’Africa del Sud, in un negozio indiano di una zona povera, in un tempo di grande siccità. La gente, soprattutto donne, fa la coda, munita di ogni tipo di recipiente per l’acqua. Ogni pomeriggio, questo negozio riceve un camion cisterna d’acqua dalla città vicina e gli autoctoni aspettano quest’acqua così preziosa. L’indiano sta con le palme delle mani appoggiate sul bancone; osserva una donna nera china sopra un grosso pacchetto di fogli che ha l’aria di essere stato strappato da un libro. Legge Anna Karenina. Legge lentamente, scandendo le parole sulle labbra. Il libro sembra difficile. È una giovane donna con due bambini piccoli attaccati alle gambe. È incinta. L’indiano è rattristato perché il velo della sua cliente, normalmente bianco, è giallo di polvere. Della polvere copre anche i suoi seni e le sue braccia. Quest’uomo soffe a vedere le file di acquirenti, tutti assetati, ma non ha abbastanza acqua per loro. È in collera perché sa che delle persone muoiono di sete là, dietro le nuvole di polvere [...].

L’uomo è curioso. Domanda alla giovane: “Cosa leggi?” “Parla della Russia”, risponde lei. “Sai dov’è la Russia?” Lo sa a malapena lui. La giovane madre lo guarda bene in faccia con dignità, anche se ha gli occhi arrossati dalla polvere. “Ero la migliore della classe. L’ha detto il mio professore che ero la migliore”. La giovane riprende la lettura, vuole finire il paragrafo. L’indiano sposta lo sguardo sui due bambini e allunga il braccio per prendere della Fanta, ma la madre lo ferma decisa: “La Fanta mette loro ancora più sete”.

L’indiano sa che non dovrebbe, ma abbassa la mano verso un grande bidone di plastica accanto a lui, dietro il bancone, e versa dell’acqua in due bicchieri che offre ai piccoli. Non gli sfugge che la madre guarda bere i suoi figli leccandosi le labbra, dà anche a lei un bicchiere. Vederla bere gli fa male al cuore, tanto è dolorosamente assetata. Adesso essa gli tende il suo bidone di plastica, che lui riempie d’acqua. La giovane madre e i suoi figli lo osservano attentamente perché non ne sprechi neanche una goccia. Lei si china nuovamente sul suo libro. Il paragrafo la affascina e lei, che già legge lentamente, e lo rilegge...
Dal discorso al Premio Nobel di Doris Lessing

5 commenti:

  1. Che magnifico discorso. Le immagini sono così vive che ti sembra di essere presente, sentire i colloqui e provare un moto di simpatia per la giovane mamma saggia e intelligente che legge Anna Karenina-
    Ciao Giulia/Emilia De Rienzo, sei tu vero? Sei tu che ti sei inserita tra i lettori fissi del nostro blog? Ho fatto fatica a trovarti, aprendo la tua foto il tuo indirizzo web non appare.
    Grazie della tua visita molto gradita. Ciao e buona serata.

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  2. Sì, la forza dei libri e delle parole, capaci di sollevarci dal nostro stare e prenderci per mano come fossero un padre o una madre che generosamente si prendono cura di noi...
    Grazie per questo tuo meraviglioso post che ha toccato il mio cuore...
    :-)

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  3. Ciao Giulia, "la Fanta mette loro ancora più sete" credo che sia una frase emblematica che descrive in maniera perfetta la società consumistica, racchiude tutto quel mondo che contribuisce ad aumentare il divario tra chi ha tanto e chi non ha niente e dimostra l'intelligenza di una donna che è consapevole della ricchezza che contiene un libro. Bella iniziativa quella della tua organizzazione!

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  4. e noi la sprechiamo in cascate e piscine...
    e la beviamo imbottigliata dalle mafie che lucrano sul diritto a bere.
    e altrove, si muore...
    sempre il tuo grande atto d'amore, questo, a vedere per noi, che, come talpe, non vediamo altro che il nstro naso.
    ciao cara, preziosa amica
    cri

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  5. Nessun vascello c’è che come un libro
    possa portarci in contrade lontane
    né corsiere che superi la pagina
    d’una poesia al galoppo -
    Questo viaggio può farlo anche il più povero
    senza pagare nulla -
    tant’è frugale il carro che trasporta
    l’anima umana.

    (Poesia n. 1263 Emily Dickinson)

    Per quanto lontane nel tempo non credo siano tanto lontane nello spirito, e in ciò che ci hanno donato, Lessing e Dickinson

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