24/11/10

L'arte e la sua capacità di anticipare i tempi

Gli artisti spesso prevengono i tempi, sanno vedere più lontano grazie a quella gran dote che è l’immaginazione, la creatività.

“Stanno arrivando” così annunciava un manifesto nelle strade di Roma nel mese di marzo. E in effetti tra il 21 e 29 marzo dello scorso anno giungevano a Roma i Trash Men. Una vera e propria invasione di 1000 uomini alti 1,80 realizzati con la compressione di materiali di scarto industriali e rifiuti urbani: lattine, tastiere di computer, scatole, vecchi circuiti elettrici, una rappresentazione della società di oggi, una spettacolare provocazione che dimostra come siamo ciò che consumiamo. Ogni singolo oggetto o rifiuto che compone la figura è infatti un riferimento al nostro quotidiano. Per la loro realizzazione sono state riciclate ben 35 tonnellate di rifiuti urbani e industriali.
L’ideatore dei Trash Men è l’artista tedesco Ha Schult, uno dei maggiori esponenti della Action Art, nato a Berlino nel 1939 e cresciuto nel dopoguerra fra le rovine di Berlino. E' stato il primo artista europeo ad affrontare attraverso la sua arte le problematiche ambientali e uno dei maggiori promotori della nuova consapevolezza ecologica. Questi uomini-spazzatura sono diventati un'opera d'arte monumentale, in viaggio per il mondo in una invasione pacifica di luoghi molto rappresentativi. Dal 1996, infatti, i Trash People con la loro aria di sfida girano il mondo. Sono stati posizionati ai piedi de La Grande Arche a Parigi (1999); al Cremlino a Mosca (1999); a Pechino in fila sulla Grande Muraglia (2001); davanti alle Piramidi egizie di Giza (2002); a Kilkenny Castle in Irlanda (2003); sul Monte Cervino, a Zermatt ad un’altezza di 2800 metri (2003); ad una profondità di 880 metri nella salina di Gorleben (2004); nella Grand-Place a Bruxelles (2005) e a Colonia davanti al Duomo (2006). Dopo l’Italia, sonno portati a Barcellona nella Plaça Real, dal primo al sette giugno per proseguire fino a New York e in Antartide, diffondendo così il proprio messaggio ecologico nei cinque continenti.

“Viviamo in un'era di rifiuti. – spiega l’artista- I Trash Men rispecchiano la nostra immagine, come degli esuli dell'era del consumismo errano per il mondo, il pianeta terra che riempiamo di rifiuti.....La quantità di rifiuti di oggi saranno le piramidi del futuro. Su di essa fiorisce la nostra epoca del consumo".

E credo che il messaggio di Trush sia quanto mai attuale alla luce di quello che stiamo vedendo succedere oggi a Napoli, ma chissà nel futuro in quante altre città se non sapremo arginare ciò che è il prodotto diretto delle nostre azioni contemporanee: una massa immensa di rifiuti urbani ed industriali che in maniera sempre più accelerata e spregiudicata produciamo.
"Siamo ciò che produciamo", quindi "spazzatura" ci ricorda Schult di "noi rimarrà solo la forma, il contenuto sarà spazzatura!”.

Nelle installazioni la figura dell'uomo non perde la sua apparente compostezza. Assume caratteri inquietanti . Alla conferenza stampa tenuta all’inaugurazione a Roma l'artista tedesco ha parlato dell'installazione, spiegando che "viviamo in un'epoca di rifiuti, un secolo che può essere definito un vero e proprio Trash Time, in cui la lattina di coca cola di oggi è quello che gli archeologi troveranno domani. Warhol ha fatto del consumismo un'arte, mentre il mio compito è quello di buttare giù dal piedistallo questo consumo e, con i resti, costituire una forma nuova".
"Il soggetto della storia non è più l'uomo, - dice U. Galimberti - ma la tecnica che, emancipatasi dalla condizione di mero "strumento", dispone della natura come suo fondo e dell'uomo come suo funzionario".
A Schult non è venuta meno la capacità di anticipare, quella capacità che i greci avevano attribuito a Prometeo e la capacità di “immaginare” gli effetti ultimi del nostro “fare”. E’ venuta meno però a chi ci governa e tutti noi che rischiamo di diventare quella moltitudine di Trash Man che ci rappresenta come esercito immobile e silenzioso, che consuma e butta via, o che si lascia trattare da esercito muto, schiavizzato. L’unica via d’uscita è proprio differenziarsi - come la raccolta dei rifiuti - per poter scampare a questo destino.
“Occorre evitare che l’età della tecnica segni quel punto assolutamente nuovo nella storia, e forse irreversibile, dove la domanda non è più: “Che cosa possiamo fare noi con la tecnica?”, ma “Che cosa la tecnica può fare di noi?”
Da "Psiche e techne" di U. Galimberti

11 commenti:

  1. ecco, l'Arte che ci rende la realtà intelleggibile e non più eludibile!
    grazie

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  2. L'emblema perfetto per questa nostra società,con la differenza che i Trash Men non racchiudono in loro stessi il marciume e la pochezza dei potenti.
    Cristiana

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  3. Un tema scottante quello dei rifiuti e del consumismo sfrenato che li provoca.
    E' splendido che l'arte se ne sia impadronita e - non ho visto l'esposizione - ma dalle foto deve essere ovunque molto impressionante. Un mezzo artistico incredibile per sensibilizzarci al problema dei rifiuti e del nostro futuro.

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  4. Brr, un mondo sommerso dai rifiuti, come dev'essere in questo periodo Napoli. Che malinconia.

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  5. Che bravi! Non li conoscevo! E sì che leggo e mi tengo informato!

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  6. io penso che sembri anticipare ma piuttosto invece racconti quel che sente che accade

    un saluto

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  7. idea potente e di forte impatto: dev'essere impressionante vederli tutti insieme.

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  8. "Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior" Saranno forse questi versi di De Andrè che hanno ispirato l'artista? Un caro saluto, Fabio

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  9. E' impressionante quest'articolo, fa paura. Ma deve far paura, deve sconvolgerci a tal punto da portarci a rivedere molte delle nostre abitudini. Tu, Giulia, ci ricordi sempre ciò che è realmente importante nella vita, è proprio vero, "dobbiamo differenziarci per poter trovare una via d'uscita".
    Grazie. Piera

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