15/12/10

James Ensor e il nostro mondo

Come esprimere e descrivere quello che è capitato e sta capitando nei palazzi del potere dove uomini e donne si comprano e si vendono senza nessuna vergogna con quella sicurezza che può venire solo dalla consapevolezza di aver raggiunto un risultato: aver corrotto gran parte del paese, aver spento l'indignazione, aver portato molta gente a pensare che la politica sia solo mercato e affare. Come raccontare gli insulti, le risse che caratterizzano l'unica forma di "dialogo" rimasta. No, le descrizioni non bastano, ci vuole l'arte, la satira, lo sberleffo, non a caso il signor B. non l'ha mai sopportata e bandido da tutte le televisioni.
C'è una grande tela dipinta nel 1888 da Ensor che, a mio avviso potrebbe simboleggiare il mondo finto e plastico di questi uomini che di vero non hanno più nulla.
E' l’Ingresso di Cristo a Bruxelles, in questa grande tela Ensor ha profuso il meglio della sua abbondante vena satiricogrottesca. Esso appare come una grande farsa, una sequenza di bizzarrie, uno spettacolo di smorfie, sberleffi e scherni. "Vive la Sociale" è scritto in alto su uno striscione che attraversa la strada; "Vive Jésus" è scritto sul lato destro sopra un piccolo Stendardo; "Fanfares doctrinaires" si legge sull'insegna della banda musicale. E poi buffoni, beghine, puttane, soldati, maschere, scheletri con la tuba da gentiluomini, i grassi e i magri, burlesche autorità fra cui Cristo è confuso come uno dei tanti personaggi.
Questo quadro è una violenta accusa alla società: una società di pupazzi, di uomini schiavi delle mode che si succedono rapidamente, in cui non c'è più posto per le idee, per la morale, per l'etica. Ogni parola perde significato, viene trasformata, snaturalizzata e banalizzata. Le maschere sono spesso oggetto dei quadri di Ensor, che, insistendo sul tema, conferma il suo giudizio sull’umanità.
Ensor si divertiva a denunciare le grandi ingiustizie del mondo, gli ignobili soprusi dei potenti, in fastosi dipinti ha celebrato il gioioso e tragico palcoscenico del mondo.

I suoi dipinti, dai toni violenti e forti, sono satire del mondo borghese, dominato dalla menzogna e dalla morte spirituale, ogni uomo è trasformato in maschere beffarde, fantocci privi di anima. Cristo, in questo quadro si sente respinto da una società in sfacelo, quasi scompare, inghiottito, trascinato, annullato proprio da coloro che lo esaltano.

Ma è proprio lui satira a se stesso.

11 commenti:

  1. Azzeccatissima la scelta di questo pittore!

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  2. Davvero un accostamento appropriatissimo: complimenti!

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  3. mia cara, come sempre fai centro ma, pare incredibile, pochi lo capiscono. E' desolante. Auguri!

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  4. Bellissimo post. Riesco ad apprezzare quel che scrivi nonostante la mia atavica ignoranza (non conosco Ensor).

    Satira di se stesso e' lui, peccato che in quella foto non e' ritratta, come nel dipinto di Ensor, la folla di idioti, che gli stia intorno: i politici e noi sudditi.

    Grazie per il commento al mio post.

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  5. sai che condivido ogni punto, da me ho scritto sotto altra forma quasi le stesse cose.
    cara amica, ormai non c'è più speranza, e solo un vero messia potrebbe salvarci,
    ma io non credo a dio nè a redentori, e nemmno più agli uomini.
    salvo pochi illusi come noi che continuano almeno a denunciare il re nudo.
    ciao
    cri

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  6. Hai espresso perfettamente , Giulia cara. Un post che, attraverso l'arte, il pensiero, la parola, oggi sbeffeggiati, denigrati, fa il punto della situazione grottesca in cui ci troviamo.

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  7. Un perfetto personaggio 'ensoriano' ,altrettanto grottesco.
    Cristiana

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  8. Ciao Giulia! Finalmente rifaccio capolino tra i miei amici bloggers e trovo questo bel post. Ensor bellissimo pittore, forte e coraggioso. Oggi qui da noi sarebbe un poveretto isolato, tra questa schiera di lacchè e di poveracci pavidi e avidi.
    Ne approfitto per mandarti un caloroso buon natale

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  9. Sai che talvolta mi capita di guardarmi tra la folla è di vedere le facce degli sconosciuti proprio come quelle maschere lì, con un senso di estraneità e di inquietudine.
    Ottima idea questo accostamento che hai fatto!

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  10. Grazie a tutti, io credo che però in mezzo a questa folla ci siano uomini e donne vere. Bisogna vederle e riconoscerle per continuare a vivere non perdendo il senso, l'orizzone...
    Un abbraccio

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  11. Un dipinto non solo perfetto per il tema del tuo post, ma di una incisività incredibile che ne rende la lettura facile e immediata. Tu però hai ragione quando dici che nella folla ci sono uomini e donne vere. Concordo con te.

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