30/12/10

Odio gli indifferenti

"Prima di provare la felicità, o vogliamo dire un’apparenza di felicità viva e presente, noi possiamo alimentarci delle speranze, e se queste son forti e costanti, il tempo loro è veramente il tempo felice dell’uomo, come nella età fra la fanciullezza e la giovanezza. Ma provata quella felicità che ho detto, e perduta, le speranze non bastano più a contentarci, e la infelicità dell’uomo è stabilita. Oltre che le speranze dopo la trista esperienza fatta sono assai più difficili, ma in ogni modo la vivezza della felicità provata, non può esser compensata dalle lusinghe e dai diletti limitati della speranza, e l’uomo in comparazione di questa piange sempre quello che ha perduto e che ben difficilmente può tornare, perchè il tempo delle grandi illusioni è finito".
Da Lo Zibaldone di Giacomo Leopardi

A fine anno è tempo di bilanci. Ho sognato di vivere esperienze significative, di trascorrere la propria vita tra persone sensibili ed attente, in un mondo di significati e valori, di costruire inseime a tanti altri un mondo migliore.

Mi sono ritrovata, però, a guardare la gente correre in un andirivieni senza meta e senza sguardo: ho temuto e temo di diventare come loro. Ho continuato a guardare un mondo che non conosce né pace né giustizia e questa coscienza mi ha spesso tolto la speranza. E' così che la malinconia ha abitato il mio cuore. Una malinconia, però, che mi dà consapevolezza, che non mi isola dal mondo, ma mi rende più partecipe.

Confesso, però, di avere avuto la tentazione di cercare una medicina che mi rendesse un po' meno sensibile al dolore, al turbamento, che a tratti mi facesse entrare nell’a-patia per scansare la sofferenza.
Subiamo un’informazione che sempre più ci fa sentire assediati: il mondo sembra aver perso la bussola, e glui uomino sembrano essere sempre più indifferenti.

Gli ideali che avevano guidato la mia vita, sembrano improvvisamente le illusioni di un cuore bambino. E da più parte forte è il richiamo ad un “ sano realismo”.
Ma se la speranza che si trasforma in illusione va evitata, bisogna stare attenti a non cadere nel cinismo, nella rassegnazione, il che sono, anche loro, al servizio dello “status quo”, proprio quello che non avremmo voluto mai vedere.

E così che alcuni di noi, come novelli don Chisciotte, ci ostiniamo a trovare l’incanto là dove si palesa o si nasconde e continuiamo a lottare. I più dicono che siamo folli, ma, in questo senso, la follia è una scelta di gran lunga più umana della cosiddetta “normalità”.

Diceva Gramsci nel 1917:
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Ecco, l'augurio che faccio a tutti per l'anno nuovo: di non perdere la propria personale bussola, perchè se ci lasciamo prendere dallo sconforto rischiamo di diventare passivi e di non fare quella parte che spetta ad ognuno di noi, piccola, piccolissima che sia. "Il tempo delle grandi illusioni è finito", comincia quella della nostra responsabilità personale.

27 commenti:

  1. Dobbiamo stare attenti a non considerare una sciocca illusione ciò che é giusto e umano ma difficile da ottenere perchè lontano dallo "status quo". Il sano realismo è spesso uno strumento di potere. Teniamo gli occhi aperti e le coscienze attente.
    Accolgo il tuo augurio e lo faccio mio.
    Un abbraccio Giulia

    Elena

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  2. Questo splendido post porta un messaggio da non farsi scappare...grazie per l'augurio cara Giulia! Tanti, tanti auguri anche a te!!!
    Un tenero abbraccio!

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  3. C'è una gran parte di persone che ha questi ideali, ma non sanno farsi valere. Sembra che il mondo degli oppressori (e degli indifferenti che lo fiancheggia) sia molto più potente, affascinante, persuasivo... L'essere aperti , disponibili, tolleranti, democratici non è di moda, anzi viene guardato con sospetto, come di atteggiamento del passato, conservazione di un mondo passato, inesorabilmente...
    Si c'è bisogno di qualcosa di nuovo che ribalti i luoghi comuni che si sono consolidati e si muova verso una nuova consapevolezza... -:)))
    Cari auguri di ogni bene-:)))

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  4. Magari iniziasse davvero il tempo della responsabilità personale su vasta scala! Sarebbe una rivoluzione grandissima!

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  5. Troppe volte all'indifferenza si accompagna il qualunquismo che giustifica il girare la testa dall'altra parte.
    Cara Giulia ti auguro un felice anno nuovo che veda un' Italia migliore e solidale.

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  6. E' un ottimo augurio, Giulia.
    E' facile la tentazione di cadere nel cinismo e nella rassegnazione.
    Invece bisogna cogliere quei piccoli germi di speranza e di cambiamento che ci sono, sono nascosti dove meno ce li aspettiamo ma ci sono.
    Un bacione e tanti auguri anche a te!

    PS le feste non sono ancora passate :-)

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  7. La realtà è sofferenza, su questo avevano ragione Leopardi e Gramsci. Ma la speranza e gli ideali vanno alimentati e la loro materia prima è in esaurimento, credo. Non so dove se ne possa trovare altra: dentro di noi, negli altri? Facciamo tutti parte dello stesso inganno che si chiama Vita.

    Gioacchino

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  8. Brava Giulia! E' importante che non ci facciamo prendere dallo sconforto, anche se non facile di questi tempi.E' sacrosanto che ognuno di noi si assuma la propria responsabilità
    Tanti auguri di un Buon Anno Nuovo anche a te!
    Lara

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  9. Parole sacre che condivido in pieno.Mi aggiungo volentieri ,tra i sostenitori del tuo blog.Ti auguro un sereno e felice 2011.Saluti a presto

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  10. Cara "Giulia", ogni tanto entro e ti leggo; avvolte leggo e basta, altre come ora, nn resisto e ti scrivo due righe...
    E' un piacere leggere i tuoi post, riflessioni...infatti fanno riflettere tanto (almeno a me...);
    Vorrei scrivere tante cose, ma nn credo sia il caso...il tuo scritto per molti aspetti sembra un abito fatto su misura; ti identifichi nelle situazioni e lo vedi come un film : mi pare di essermi sentito dire certe cose, chissà da chi...
    Lo faccio pure io con altri, ogni tanto, forse per esorcizzare/mi...boh !!
    Mi piace molto il tuo augurio, anche se la "bussola" è condizionata da tante cose: ambiente, persone, situazioni, e tutto ciò che fa parte della vita nel bene o nel male: si fa di tutto per nn "perderla"...perdere l'orientamento significa essere un punto nello spazio infinito e basta...
    Auguro le stesse cose anche a te, a tutto ciò che desideri, alle tue persone care: salute,serenità,e tanta pazienza: ce ne vuole tanta per andare avanti !!!
    Un abbraccio col cuore, un augurio di un 2011 come desideri a te e tutti gli ospiti/amici del tuo blog.

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  11. Ciao, nell'augurarti un buon 2011 invito te e i tuoi lettori a votare i migliori film ed attori del 2010.

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  12. Bellissima riflessione. Sai che qualche giorno fa facevo gli stessi pensieri? Odio anch'io l'indifferenza e l'individualismo sfrenato mi causa dolore allo stomaco. E' vero che una particolare sensibilità rende più vulnerabili, ma non ci si può fare niente:agli ideali, ai valori, non si rinuncia e i compromessi ci ammalano l'anima. Saremo anche folli, ma apatici e gelidi mai!
    Grazie Giulia, è un piacere entrare da te!
    Buon anno operoso dunque, un abbraccio

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  13. Ah tu non lo sai quanto amo Gramsci...non potevo ricevere un migliore augurio: grazie, di cuore!
    :-)

    E che la serena consapevolezza ti accompagni ogni giorno dell'anno che verrà!
    :-)

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  14. carissima Giulia, passo per lasciarti un abbraccio e gli auguri di un buon anno nuovo. Con affetto e riconoscenza

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  15. "Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti." E' una constatazione illuminante, la dice lunga sulla attitudine a giustificare le azioni più riprovevoli.
    Grazie Giulia, un post bellissimo, anche perchè,penso, ci sia tutto l'essenziale per capire i moventi dell'agire, in un senso o nell'altro.
    Auguri!

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  16. Auguroni, Giulia, tanti sinceri auguri di serenità!

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  17. Vedo che iniziamo il 2011 in perfetta sintonia!
    Tanti auguri sinceri.
    Giorgio

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  18. Ognuno di noi può essersi trovato in delicate umanissime analoghe situazioni. Solo un raro animo sensibile come il tuo riesce a conservarne crepuscolare memoria per farne solidale testimonianza di vita. Felice Anno Nuovo!

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  19. Chiedo scusa ma, per bizze del mio pc (da me causate) ho commentato qui quello che andava commentato più propriamente sul tuo precedente post. Dove mi sono più o meno ripetuto: si sa, di errore si va in errore. Ma la tua rara sensibilità di sentimenti e di cultura rimane tale, per cui, mi scuserai una volta di più, ma su questo tuo articolo non aggiungo più nulla.

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  20. Così bello tutto quello che hai scritto, le citazioni. Tutto perfetto ed ovviamente concordo. Spero di rileggerti.
    G.

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  21. Grazie a tutti voi. Mi scuso perchè non riesco ultimamente a rispondere ai vostri commenti. Ma in questo periodo è così, spero che mi capiate.
    Un abbraccio di cuore
    Giulia

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  22. E io che sto cercando di diventare indifferente,
    passo qui da te ed ecco, non mi lascio più andare. Continuerò ad essere cittadina e partigiana.
    Grazie.
    E tanti auguri di un meraviglioso 2011.
    Silvia

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  23. Entro per la prima volta nel tuo giardino (scambiando la tua gentile visita) e devo dire che è un blog interessante. Tornerò con più calma... e senza indifferenza.

    Marco alias HeavenorEarth.il cannocchiale.it

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  24. Via indifferenza, viva l'ironia.
    Bel post.

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  25. Oggi ascoltavo (a me piace ascoltare, ancor più di vedere) in tivù la trasmissione di Fazio. C'era don Gallo, don Andrea Gallo, un vero piacere sentirlo, mi sentivo parte della sua parrocchia, una vera parrocchia di Cristo. Ad un certo punto ha citato questo brano di Gramsci sostenendo che l'indifferenza è il nuovo e più grave peccato capitale. Ho pensato a te, e questo mi ha fatto un grande piacere, era come ritrovarmi virtualmente in compagnia di amici.

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  26. Giulia , che bel post. Avrei citato Gramsci , dopo le prime righe poi l'ho trovato più sotto . Anche a me a volte è saltato in mente di stordirmi per essere un automa che va nella direzione della corrente , è davvero difficile a volte camminare in direzioni diverse . Essere indifferenti , togliersi di dosso la responsabilità delle azioni e delle non azioni è pericoloso , grave , dà effetti a breve e lungo periodo . Meglio che ognuno sia , il cambiamento che vorrebbe ... faticoso , ma è possibile almeno negli intenti , un grande abbraccio

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