11/02/11

No, mamma, non ti lascerò sola

“Forse non ho fatto abbastanza… forse avrei dovuto farvi sapere tante cose che ho taciuto in tutta la mia vita. Sono stata troppo superba. Non volevo pesare su di voi, comunicarvi la mia tristezza, trasmettervi la mia angoscia. Ho lasciato fuori dalla porta di casa, ciò che vedevo e sentivo. Ma ho finito col soffrire troppo e sola. Ora mi chiedo quando arriverà il mio turno, quando potrò dire: non ne posso più, sono stanca, ho bisogno che qualcuno si prenda cura di me”.
Mentre ascoltavo le sue parole e vedevo scendere le sue lacrime, mi chiedevo se non era arrivato effettivamente il momento che si togliesse qualche peso dal cuore. Io non sapevo se ero pronta ad ascoltarla o se volevo conservare dentro di me quell’immagine di mamma che io avevo registrato nella mia mente. Presente, forte, bella e sempre impeccabile. Un po’ austera forse, poco affettiva, ma sempre pronta ad affrontare le difficoltà. Non ero abituata alle sue lacrime, al suo dolore. Come ascoltarla senza poterle prendere la mano. Tra noi nel tempo non aveva trovato molto spazio il linguaggio affettivo ed emotivo. La ragionevolezza doveva guidare i nostri dialoghi. “Noi – ripeteva sempre - non ci lasciamo andare a smancerie” E quando parlava di sé, aveva l’abitudine di attribuire anche a noi figli i suoi stessi modi di essere.

No, mamma, in questo ti sbagliavi, io le ho desiderate quelle carezze di cui tu eri così parca. Quando, quelle poche volte che capitava, mi permettevi di sedere in braccio a te, io ascoltavo il tuo respiro, la tua voce che mi sembrava uscisse direttamente dal cuore, assumeva una tonalità calda e avvolgente. Quasi di nascosto mi alimentavo di quelle sensazioni che nutrivano il mio bisogno di affetto. Mi piaceva anche, quando a mezzanotte, facevi il giro delle stanze e ci sistemavi le coperte mentre dormivamo. Nel dormiveglia mi aggrappavo al tuo collo e ti davo un bacio. Tu lo ricambiavi e per me quello era un momento magico.

La vita di un bimbo è fatta di queste piccole cose, di questi piccoli gesti… Non le smancerie, quelle non piacciono neanche a me, ma un corpo che parli e non deleghi tutto alle parole quello che c’è da dire, né che si dia sempre tutto per scontato, perché per un bambino nulla è mai certo. Un bimbo viaggia in un mare in tempesta, quello della sua crescita e di quanto in quanto ha bisogno di un approdo sicuro e caldo dove riprendere le forze per ricominciare.

Forse, mamma, sei tu ora ad aver bisogno di parlare, di sentire vicinanza. Chiedi conferme e vuoi essere certa di aver seminato bene. Vuoi percepire la nostra presenza, vuoi sentire che ci siamo e per nulla al mondo ti lasceremo sola, così come hai fatto sempre tu con noi. Perché tu c’eri sempre e mai abbiamo avuto la sensazione che ci avresti per qualsiasi motivo lasciato.

La vita è davvero una ruota che gira: ieri eravamo noi a chiederti di scaldare il nostro cuore, oggi tu lo chiedi a noi.

Sì, mamma. E’ arrivato il tuo turno: puoi permetterti di mostrare la tua fragilità, la tua paura… Il problema è come fartelo capire, è che tu, abituata come sei a tenere “dentro”, lasci aperto uno spiraglio da cui noi possiamo guardarti dentro e capirti meglio. A volte temo che la tua porta, in fondo, voglia rimanere chiusa anche a te stessa. A volte temo che siamo anche noi ad aver paura di sapere cosa pensano una mamma e un papà anziani che non sono lontani da quel confine che è l’orizzonte della vita oltre al quale non è dato sapere cosa ci aspetta. Amiamo tutti confrontarci con l’inizio di ogni nascita, ma ci rifiutiamo di ricordarci che un inizio ha anche una fine. E’ così che la vecchiaia diventa un momento di profonda solitudine.
"No, mamma, non ti lascerò sola", tu mi guarda ed il tuo sguardo è di una tenerezza e dolcezza che mi commuove. Ti prendo la mano e tu l'abbandoni dentro la mia.
Allora mia avvicino a te e ti dico "Ti voglio bene, lo sai vero?". Tu mi fai cenno di sì e i tuoi occhi diventano umidi e luminosi.

19 commenti:

  1. È importante che arrivi questo momento in cui ci si prende per mano, ci si guarda negli occhi e non c'è bisogno di tante parole. Così è stato con il mio papà e sono contenta di aver diviso con lui quei momenti. Oggi sarebbe il suo compleanno, se fosse ancora qui con me, ma ho il suo ricordo più vivido e caldo che mai in cuore. Mia madre somiglia un po' alla tua nello schermirsi, ma la lontananza ci avvicina, ora più di prima.
    Sono contenta di condividere questo momento d'intimità con te.
    Un abbraccio, Annarita

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  2. È bello confessare ha noi stessi il nostro stato d'animo...
    Molto bello e interessante ciò che hai scritto cara Giulia, è stato un piacere leggere fino in fondo e sentirsi partercipi.
    Buna serata cara amica.
    Tomaso

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  3. Ciao, Giulia, è più semplice di quanto si possa immaginare l'amore. Un bacio e grazie!

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  4. Ciao Giulia, questa è una poesia d'amore di due anime che sono parte l'una dell'altra, una poesia di parole scritte che diffondono nell'aria il profumo di un'emozione che raggiunge il cuore e lo fa vibrare!
    Grazie!

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  5. E' molto commovente il tuo scritto, cara Giulia.
    Ed è dolcissimo che tua madre abbia comunque aperto uno spiraglio per far uscire quella parte di se stessa che si era tenuta chiusa dentro.
    Anche questo è un grande dono d'amore.
    Ti abbraccio Giulia,
    Lara

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  6. Un bellissimo testo, il racconto di un affetto fatto di poche parole ma anche di fatti concreti.
    Sempre brava. Un carissimo saluto.
    Piera

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  7. Me lo immaginavo che avevi una mamma così.

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  8. Una pagina che esprime tutta la tua delicatezza.
    Fortunati i tuoi genitori,anche nel loro crepuscolo, ad avere un appoggio affettivo e psicologico che tu sai trasmettere loro.
    Mi hai commossa,sollevando il mio spirito.
    Cristiana

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  9. Sono commossa... la meraviglia di questo rapporto viscerale, che ci vede, nonostane tutto, "scritte" le une nelle altre, è che non si finisce mai di crescere, insieme. Un abbraccio pieno d'affetto

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  10. Anche i miei occhi adesso. Che bel post ...ma quanta energia , quanto amore , quanti abbracci ci sono in queste parole??? Anche senza parole ci si dice tutto... è un'altra lingua che bisogna imparare a decodificare... la sto imparando anche io ... Ma le parole quando dicono un ti voglio bene scaldano sempre e comunque ... grazie ... un abbraccio

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  11. Commovente. Anche la mia, di mamme, è ormai come una bambina e amo coccolarla, più di quanto non facesse lei con me. MI riconosco nelle tue parole.

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  12. Leeggere questo tuo scritto è stato come vedere in uno specchio il proprio dolore, la propria angoscia esistenziale. Il dolore per la perdita, per me purtroppo di perdita si tratta, della mamma mi accompagna ogni momento. Lei ancora capace di affrontare fisicamente la vita, ma incapace di farlo perchè la perdita di papà, il suo amore di tutta la vita, l'aveva resa debole, fragile, lei fino a prima forte e capace. Era diventata fragilissima, voleva essere coccolata da me, ed io invece volevo le sue coccole, volevo la mia mamma di sempre. Mi manca immensamente....
    Stai vicina alla tua mamma, parlate, godetevi lo scambio di sensazioni e sentimenti. e' difficile quando il lessico sembra essere non comune, ma ritroverete, ne sono sicura perchè tu hai una grande sensibilità, le parole che non sono state dette.
    Con affetto.

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  13. Ci son tante cose belle in questo post. Tanti sentimenti, ma soprattutto si sente la forza di un affetto sincero e concreto, lontano appunto, da ogni forma di smanceria, carico di un grande senso di riconoscenza. Uno splendido incontro fra amore materno e amore filiale. Un caro saluto, Fabio

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  14. Questo post tocca corde profonde anche in tutti noi che lo leggiamo.
    Un abbraccio, Giulia!

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  15. Non è facile l'amore, tutt'altro. Temo non sia neanche una predisposizione del cuore...
    I gesti, a volte le parole (molto meno) possono aprire qualche spiraglio in questo grandissimo buoi dove siamo immersi...
    PS non è un pensiero "gioioso" e "positivo", ma mi è venuto così...

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  16. Grandi, belle persone, che rendono ancor più speciale quell'affetto tutto speciale che esiste in famiglia.

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  17. Le tue parole emozionano molto, testo bellissimo complimenti Giulia
    la mamma è sempre la mamma..

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  18. Il tuo post è bellissimo e splendida l'immagine della tua mamma che con gli anni è diventata fragile, ma sempre con grande dignità. Non lasciarla sola.

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  19. Avrei potuto scrivere qualcosa di assai simile, tu di certo l'hai saputo fare accompagnando le parole al tocco di un abbraccio (deisderato)
    ;-) bello!
    MrsQT

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