28/03/11

E lui guardava il mare

Ero sulla spiaggia in Liguria. Cercavo di leggere, ma non riuscivo a far altro che ascoltare la gente parlare intorno a me. Due donne si raccontavano la loro ultima dieta. Altre tre raccontavano gli ultimi acquisti in saldo. Altre parlavano male di una loro amica che non si cura abbastanza. Un uomo urlava a suo figlio che era un imbranato e che non avrebbe mai imparato a nuotare. Altri due si davano appuntamento per la sera in un ristorante per mangiare il pesce. Una bambina buttava la focaccia sulla sabbia e urlava che non la voleva più… Potrei proseguire, neanche con la musica alle orecchie ad alto volume riuscivo a sfuggire a questi discorsi così vivaci ed originali. Ma pazienza. Ognuno parla di quello che vuole e non sono io che posso né voglio insegnare nulla a nessuno. Intanto passavano gli ambulanti, uno dopo l’altro con le loro borse sulle spalle pesanti…Erano per lo più senegalesi, alti, eleganti, con grande dignità mostravano la merce a debita distanza, la gente faceva “no” con la testa, se ne andavano in silenzio.

Ad un certo punto una sbotta dicendo “Oggi sono particolarmente fastidiosi”… pensavo che parlasse di insetti o cose del genere, ma poi ho capito a chi si riferiva.

Poco dopo passava davanti a me un ragazzo senegalese: “signora” mi ha detto “come ti chiami?” Io gli ho risposto. Lui mi chiede: “Vuoi qualcosa?” Io avevo già comprato gli ombrelli che mi offriva. Gli ho risposto “no, grazie, mi dispiace”… Lui si è accovacciato vicino a me. Mi aspettavo che insistesse, che mi volesse far vedere altre cose, invece niente. Taceva e guardava il mare con occhi terribilmente tristi. Gli ho chiesto come andava, lui mi ha risposto “male, molto male… qui non si vende nulla, non c’è lavoro…Tu dove abiti?” Gli ho risposto “A Torino” “Lì c’è più lavoro?” “Non lo so.” I suoi occhi erano pieni di lacrime…

“Qui tutto male, male…” continuava a dire sempre con gli occhi rivolti al mare “Vorresti tornare a casa?” “Sì, vorrei…ma non posso. Lì, miseria”… Poi riguarda il mare, alza gli occhi al cielo e sta così un bel po’… Poi si alza e mi dice: “Grazie signora, per avermi ascoltato” e se ne va.
Guardava il mare da dove probabilmente era venuto…e da dove oggi stanno sbarcando in migliaia.
Allora vado qui, e giro questo blog che ha tante cose da raccontare e spero che qualcuno cammini tra queste pagine e non distolga lo sguardo o per indifferenza o per paura di soffrire… hanno il diritto di farci sapere: almeno quello glielo dobbiamo concedere. E queste immagini raccontano più di ogni parola.

E se volete sapere qualcosa di quando toccava a noi passare da tutto questo andate qui…tanto per non dimenticare.

22 commenti:

  1. Qui a Como sono rimasti in pochi, quasi tutti senegalesi e in confronto a quelli che arrivano in questi giorni....
    Io domando e dico, perchè chiamarli clandestini, anche questo è un segno di disprezzo.
    E Lombardo, il governatore della Sicilia, non trova niente di meglio da dire che "bisogna uscire col mitra".
    Cristiana

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  2. Mi ha commosso tantissimo questo tuo incontro. A volte guardo i ragazzi di colore sull'autobus. Anche se sono ben vestiti, magari con una valigetta ventiquattrore in mano, hanno degli occhi pieni con l'abisso della tristezza. I loro occhi sono sempre lucidissimi, anche quando ridono. E' come se fossero sempre pieni di lacrime, anche se la vita scorre.
    penso che più dei soldi, hai donato a lui un po' di calore.. Chi ti ascolta, al giorno d'oggi, è bene prezioso.

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  3. ci fossero più persone come te le cose andrebbero meglio, anche a me sabato è successa una cosa simile al mercato
    un saluto

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  4. Capitò anche a me, tempo fa, sulla spiaggia di Alassio: mi fermai a parlare con un senegalese, mi colpì il suo sguardo... Non era lì, ecco.

    Nel mio blog, oggi ho citato Paolo, Lettera agli Ebrei, 13.2, un passo di estrema attualità.

    Buona serata, ciao.
    Pim

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  5. Molte volte parlo con gli immigrati e anche con i famosi"vu'cumpra".Si possono capire molte cose e solo chi non ha cuore ,non riesce a capire i reali problemi che hanno loro.In queste ore un ministro dell'attuale governo,ha fatto la solita battuta razzista,nei confronti di chi scappa da una guerra.Purtroppo la classe politica attuale: rozza,senza cultura e discriminatoria;umilia ogni giorno nel mondo, il nome di noi tutti e del nostro amato Paese.
    Sei una persona molto nobile e condivido con il pensiero di Ernest.Salutoni a presto

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  6. sogno un mondo dove di tutto questo non si conservi traccia.
    dove non si dirà mai di ciascuno il colore o la lacrima, o il mare che lo divide dal mare...
    un mondo fatto di vicinanza di pensiero, di fratellanza, degli stessi diritti per tutti, e per il semplice fatto di esistere, ovunque.

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  7. L'indifferenza è uno dei mali peggiori dei nostri giorni. Credo sia importante fermarci a parlare coi migranti, interessarci ai loro probemi cagionati soprattutto dalle logiche perverse della nostra società.

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  8. Hai ragione, a volte persone lontane dai loro affetti e dal loro paese hanno bisogno solo di una buona parola o di essere ascoltati. Vorrei poter fare qualcosa per loro, sono così tanti e tristi. E dignitosi. Non accettano neppure un euro senza venderti la loro povera mercanzia. Un affettuoso saluto, Annarita

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  9. Grandissima Giulia. Ti abbraccio per quello che hai fatto.

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  10. Grazie, Giulia, per questo racconto. A dir la verità so benissimo che dietro il migrante che mi chiede di comprare qualcosa c'è una storia fatta di sofferenza, ma non compro mai niente perchè mi darebbe la sensazione di rendermi complice del sistema che ha assegnato a lui il ruolo di chi supplica e a me quello di chi benevolmente cede e compra. Io vorrei fare qualcosa perchè non ci sia bisogno di questo ma non so che cosa. E allora mi sento impotente e mi viene una gran rabbia.
    Non so se sono riuscita a spiegarmi.

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  11. Come sempre, con i tuoi scritti tocchi le corde giuste del nostro animo stimolando la nostra sensibilità e in generale ciò che di buono c'è in noi.
    Grazie per questa tua capacità che non è cosa di poco conto.
    Un abbraccio.
    Piera

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  12. Sono d'accordo con Piera. Ciao, Giulia, grazie.

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  13. Mi sono commossa. Quanta umanità nelle tue parole, Giulia. E quanta poca sembra esserne rimasta nel mondo.
    Grazie, ti abbraccio di cuore,
    Lara

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  14. Mi associo a chi si è commosso.Mi piace e condivido quello che dici.
    Ognuno di noi, non importa se italiano o senegalese o marocchino ha bisogno a volte che gli altri lo ascoltino e lo confortino, perché nella vita c'è anche tanta sofferenza per tutti.

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  15. Non so se oggi ti trovo. Avrei intenzione di linkare questo tuo post sul mio blog.
    LO faccio, senza la tua autorizzazione, ma pronta a toglierlo se non fossi d'accordo.
    Ciao cara Giulia!
    Lara

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  16. E' difficile restare indenni al "fuori dalle palle" leghisti che paiono un invito ai sentimenti più meschini: non vergognarti di pensare che sono tutti dei delinquenti anzi io proprio lo dico senza timore...E le persone giorno dopo giorno subiscono quella che è una incitazione violenta alla discriminazione.
    Abbiamo bisogno invece di memoria e necessità di riconoscere all'altro diritti e dignità se non vogliamo perdere anche la nostra.
    Grazie per questa tua voce.

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  17. Considero un valore la tua sensibilità, il saper "fermare il tempo" attraverso il racconto e la memoria, il mettersi in ascolto dell' altro.
    Valori preziosi di cui avremmo tutti un grande bisogno e invece sono molti, troppi, quelli che continuano a fare finta di niente.

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  18. Mi sono venute le lacrime agli occhi. Ti ringrazio davvero di cuore per queste tue parole, è davvero molto bello quanto hai scritto.
    Mi sono iscritta al tuo blog per poterti seguire.

    Grazie,
    un caro saluto

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  19. Questo post è bellissimo, ho scritto un commento a Lara che lo ha riportato, e non mi ero accorto subito che invece lo avevi scritto tu. Anche io, quando mi succedono queste cose, vivo emozioni irripetibili, come questa, che ho riportato anche da Lara. Davvero bello, grazie!

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  20. Arrivo qui dal blog di Duck e che devo dire? Hai già detto tutto tu…
    Grazie.

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