10/04/11

Dov'è la precarietà?


Dov'è la precarietà? Non è solo un problema di stage non pagati, di assunzioni a tempo determinato, di lavoro nero e licenziamenti facili. Mille e cinquecento euro al mese basterebbero se una famiglia ne pagasse duecento d'affitto. Basterebbero se una donna e un uomo avessero la certezza di lavorare fino al giorno della pensione. Basterebbero se il figlio di un operaio studiasse in una classe con meno di venti bambini, ricevesse una vera formazione che comprendesse le lingue straniere e la musica, la storia contemporanea e il teatro... Basterebbero se quella famiglia avesse attorno una comunità che la sostiene, un servizio sanitario che la cura quando sta male. E invece l'operaio che pensava di essere assunto a tempo indeterminato vede in televisione un padrone col maglioncino che gli sfila i diritti da sotto i piedi, il sindaco (sedicente di sinistra) che va a giocarci a scopetta e prega il proprio partito di affiancarsi alla battaglia padronale. Porta il figlio in una scuola dove i suoi compagni sono così tanti che la maestra ci mette un mese per imparare i nomi, una scuola che funziona solo per l'impegno degli insegnanti che non hanno ancora mollato, che non sono ancora scoppiati per l'umiliazione continua alla quale sono esposti. Un lavoratore è precario non solo per la precarietà del suo lavoro, ma soprattutto perché sono precari la scuola, la casa, l'assistenza sanitaria, i trasporti, l'informazione, la cultura, il cibo che mangia e l'acqua che beve, l'energia che consuma e i vestiti che indossa

Ascanio Celestini

11 commenti:

  1. Ciao cara Giulia, a dirti il vero non saprei dove incominciare, è tutto che ti fa ingarbugliare anche ciò che dovrebbe essere chiaro lo fanno precario...
    Buona serata cara amica.
    Tomaso

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  2. Impeccabile, ma vaglielo a far capire...
    Cristiana

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  3. Una profonda inciviltà costruita anche da anni ed anni di parole pompose e fuorvianti su flessibilità, lavoro di tipo nuovo, moderno che avanza.

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  4. Io ho iniziato da precaria e mi sono fatta apprezzare. Poi ho dovuto costruire tutto da sola... con grande fatica.
    Il precariato crea incertezza e sfiducia nel futuro.

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  5. Come non essere d'accordo con quello che dici? Lentamente, negli ultimi anni, la precarietà si è infilata ovunque aiutata in questo percorso da leggi punitive nei confronti dei singoli.

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  6. è tutta la vita ad essere precaria...
    e sentirsi provvisori non aiuta a costruire, perché manca l'amore, il solo motore che spinge a farlo non solo per sé ma anche per gli altri, non solo per il presente, ma anche per il futuro.

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  7. Grande Ascanio e piccoli tutti gli altri -:)

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  8. Come sempre, grandissimo Ascanio!

    Già, i nuovi schiavi...

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  9. Parole semplici ed efficaci. Peccato che colpiscano al cuore solo chi le senta già come parte di sé e lascino indifferenti tanti altri, troppi. Un abbraccio.
    Annarita

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