29/04/11

La biblioteca come metafora della vita


"Avrò avuto sei anni, quando arrivò nella mia vita un grande giorno: papà liberò per me un piccolo spazio in uno dei suoi scaffali di libri, e mi permise di disporre lì i miei. (…) Fu una cerimonia di iniziazione, un rito vero e proprio: una persona i cui libri stanno dritti in piedi non è più un bambino ma un uomo, ormai. Ormai, ero come papà. I miei libri stavano in piedi. (…) …ordinai i miei libri per altezza, anche se i più alti erano proprio quelli che godevano ormai della mia più bassa considerazione, dal momento che erano semplificati, in rima, con le figure: erano insomma quelli che mi si leggeva quand'ero piccolo. (…) Ero ancora all'opera, quando lui tornò dal lavoro, gettò un'occhiata sconvolta al mio scaffale e poi, nel più assoluto silenzio, mi fissò lungamente, con uno sguardo che non dimenticherò mai: uno sguardo di un disprezzo, di una delusione così amari che non c'era verso di esprimerli a parole. Uno sguardo di totale disperazione genetica. Alla fine, sibilò a denti stretti: "Mi vuoi dire, per favore, sei completamente impazzito? Per altezza? I libri sono forse dei soldati? Sono forse una scorta d'onore? La banda dei pompieri?". Poi tacque ancora. Fu un silenzio tenace e tremendo. (…) In fondo a quel silenzio, mio padre mi rivelò durante i venti minuti che seguirono tutte le faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia: mi svelò sia la via maestra sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie, viali isolati, ardite tonalità ma anche eccentrici capricci: i libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile. Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. Ogni logica parallela è di per sé coerente e consequenziale, a suo modo conchiusa, indifferente a tutte le altre. Nei giorni che seguirono dedicai ore e ore di lavoro alla mia piccola biblioteca, venti o trenta libri che sistemavo, aggredivo come fossero stati un mazzo di carte e mescolavo per poi ordinarli di nuovo daccapo, secondo i criteri più diversi. E fu così che imparai dai libri l'arte della combinazione: non da ciò che avevano scritto dentro, bensì dai libri stessi, cioè dalla loro essenza fisica.
I libri, insomma mi fecero conoscere gli spazi sterminati, la zona d'ombra che sta fra il lecito e il proibito, fra la normalità e l'eccezione: questa lezione mi accompagnò per lunghi anni. E ora che arrivai all'amore, non ero più un perfetto principiante: sapevo invece che esistono combinazioni diverse, che c'è l'autostrada ma c'è anche la strada panoramica, ci sono i sentieri sperduti, mai percorsi da nessuno. Che c'è un lecito che è quasi proibito, e un proibito che è quasi lecito. Di tutto e di più".
Da Amos Oz, Storia d'amore e di tenebra

La biblioteca come bella metafora della vita. La vita che nasconde mille sorprese e sfumature, in cui puoi scegliere tra le strade che ti offre, che mescola e contamina, che percorre le strade della ragione, ma anche quelle del sentimento e del cuore, che a volte ti chiede un po’ di trasgressione, che aggrega e disgrega. La vita che ama ricordarti di non lasciarla passare con indifferenza, ma di intrattenere con lei un dialogo costante, perché non sei tu che decidi, ma sei tu che puoi scegliere tra le varie opportunità, scegliere, ma anche giocare con le possibili combinazioni, scegliere, ma anche esplorare dove l’occhio non arriva a prevedere cosa potrà succedere, scegliere, ma anche lasciarsi trasportare e guidare quando qualcosa ti dice che è proprio lì che devi essere, è proprio lì che devi andare, per poi ricominciare, ricominciare sempre come fosse un nuovo inizio. Un inizio più ricco, sempre più ricco…
La vita come i libri non ti indicano risposte ma percorsi da imboccare domanda dopo domanda…

14 commenti:

  1. ...e in futuro, tutto su un ebook?
    Molto comodo, soprattutto per i traslochi, ma che tristezza.
    (musica di sottofondo: Vecchia zimarra, aria di Colline dalla Bohème di Puccini)("corser nelle tue tasche, come in antri tranquilli, filosofi e poeti...")

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  2. Solo una domanda: perché un criterio di ordinamento non poteva essere quello dell'altezza crescente o decrescente? A me piace ordinare i libri per altezza!

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  3. Il rimprovero del padre è terribile...ma è l' inizio di un nuovo sapere. Vorrei che fosse sempre così nella vita. Che dalle frustrazioni potesse nascere, ogni volta, una spinta in avanti, un nuovo modo di vedere ciò che già possediamo.

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  4. Tu non sai quanta emozione ha suscitato in me il tuo post. In particolare la descrizione della tua iniziazione ai libri e alla loro presenza in casa. Perché la mia esperienza è stata identica alla tua. Avevo circa 11 anni quando mio padre ha organizzato in un armadio a muro del suo studio già predisposto con dei ripiani, una piccola libreria/biblioteca solo per me. Con le tue parole mi hai ridato l'emozione e la gioia provata allora. I libri li sistemai insieme con mio padre che mi spiegò le possibili logiche di collocazione per ritrovarli poi sempre, rapidamente.

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  5. Un bel racconto. Il regalo di uno spazio per i libri, un dono che costruisce uno spazio nell'anima per tutti quegli amici stampati che nel corso della vita leggiamo e che strutturano la nostra persona. Un pensiero di un papà attento che dona con naturalezza al figlio il rispetto verso la cultura e verso un momento tutto suo.

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  6. Cara Giulia, come sempre i tuoi post arrivano graditissimi.
    Il brano che hai riportato di Amos Oz è meraviglioso. Come lo sono le parole che hai scritto tu.
    Grazie!
    Lara

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  7. " I libri come percorsi"
    Mi piace questa immagine, percorsi piani o ardui da affrontare, possibilmente, con il giusto spirito.
    Cristiana

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  8. Oz lascia intravedere uno dei possibili significati della parola libertà o, forse, il solo possibile...
    Grazie, Giulia, un passo bellissimo.

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  9. Ricordavo il passo, Oz è uno degli scrittori che preferisco. Le biblioteche mi affascinano sin da quand'ero bambino, racchiudono storie infinite, percorsi esistenziali, pensieri ed eventi. Condivido quindi il significato del post, davvero intenso.
    Un caro saluto.
    Pim

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  10. Grazie come sempre della vostra presenza e dei vostri preziosi commenti.
    Un abrraccio
    Giulia

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  11. Bellissimo post !!
    Mi ha fatto riflettere tanto, sono tornato indietro nei ricordi, tante cose …
    Mio padre non ha mai avuto una libreria : aveva solo la 5° elementare, aveva una calligrafia bellissima, come si scriveva una volta, con la stilografica; comprava il giornale tutti i giorni, gli piaceva molto leggere anche se il tempo era avaro con lui …
    Era minatore, un minatore “istruito” con la sua 5° elementare; era molto severo, a volte la sua severità la trovavo eccessiva, ero troppo piccolo per capire a cosa fosse dovuta, dopo ho capito … Una famiglia numerosa, uno stipendio da fame, una vita fatta di tante privazioni, ma nella nostra povertà felici di avere molto con poco; il senso della famiglia, della solidarietà, del vicinato: certo, tempi avari ma sani, almeno nei valori più semplici come dovrebbe essere.
    Si è spaccato la schiena per dare a tutti un futuro diverso dal suo, nessuno doveva seguire le sue orme come un lascito, una dinastia di minatore: sottoterra ci si deve andare da morti, non da vivi diceva; ricordo sempre le sue parole: la 3° media la dovete fare tutti a costo di prendervi a calci nel sedere … chi vuole continuare oltre lo aiuto, chi non vuole si cerchi un lavoro : fannulloni in casa non ne voglio …. Parole dure e schiette: però, pensare di dover varcare la soglia della scuola per tanti anni ancora era uno stato di grande angoscia …
    Nessuno seguì il suo percorso, studiammo tutti, chi più chi meno : tutti abbiamo un lavoro dignitoso grazie anche alla sua “eccessiva” severità ; uomo molto orgoglioso, di poche parole: si percepiva però l’orgoglio che aveva dentro … era orgoglioso di noi, era felice per noi, anche se non te lo avrebbe mai detto neppure sotto tortura.
    Non ha vissuto a lungo: anni prima della sua scomparsa amava riunirci tutti, con i suoi nipotini … un po ero geloso di come giocava con loro : con noi non lo aveva mai fatto e mai ci elogiava o gratificava, anzi … era troppo orgoglioso per aprirsi con i propri figli, anche se dentro di se li amava tanto: certe cose le scopri dopo, col tempo ..
    “Babbo”, (come lo chiamavamo noi), mi ha lasciato più che una libreria, ma è troppo piccola per contenere tutti i libri che vorrei metterci, che ho messo, che forse avrebbe voluto metterci anche lui …
    A.S.

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  12. ... Ho dimenticato di ringraziare Giulia per l'ospitalità, ma sopratutto per darmi l'opportunità tramite i suoi post di "rinfrescare" la memoria ...
    Guardare oltre ciò che vediamo, guardare con gli occhi degli altri, guardare anche in chi vede, ma non vuol guardare ...
    Grazie mille Giulia !!
    A.S.

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  13. un post che fa bene, che lascia dentro una disposizione cromatica di pensieri, oniroteca....

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