13/04/11

Vergogna

In "La questione morale" la filosofa Roberta De Monticelli parla di Leopardi e del suo famoso "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani". Ne parla per sottolineare quanto lil famoso poeta avesse già denunciato quanto l'Italia non fosse stata capace "di completare il passaggio dell'Italia alla modernità, e degli italiani dalla condizione di sudditi a quella di cittadini".
Un paese, quindi, sottolinea la filosofa, anomalo rispetto agli altri paesi europei non solo perchè governato dal signor B. , ma percè è un paese che non ha compiuto integralmente il passaggio all’età della ragione, la modernità. In questo contesto «la questione morale è centrale poiché riguarda innanzitutto i mores, i costumi degli italiani, cioè le convinzioni diffuse, il modo di comportarsi, di percepire e di rivolgersi ai fatti: lo sdegno, la vergogna, la collera, i sentimenti suscitati da quel che succede. Questi costumi sono segnati da una profonda indifferenza, da uno scetticismo che non costituisce una convinzione elaborata ma è piuttosto un abito irriflesso. E tuttavia questa mentalità non è solo il risultato del potere politico, economico e soprattutto mediatico del signor B., ma nasce dalla storia stessa dell’Italia, storia di una cittadinanza incompiuta, e affonda le sue radici nell’epoca premoderna. Lo stesso Leopardi ha sottolineato l’anomalia italiana».
Ed è di questi giorni un articolo di Nadia Urbinati che sottolinea, riprendedno anche lei delle parole di Leopardi quanto sia importante la "vergogna"
Nel 1823, Giacomo Leopardi, infatti, annotava nello Zibaldone:
"Niuna cosa nella società è giudicata, né infatti riesce più vergognosa, del vergognarsi".
Convinto della funzione attiva ovvero pratica del "vergognarsi", Leopardi aveva immortalato la deprimente condizione dell´Italia nel Canto Sopra il monumento di Dante, come a voler muovere i lettori:
"Volgiti indietro, e guarda, o patria mia/quella schiera infinita d´immortali/E piangi e di te stessa ti disdegna/Che senza sdegno omai la doglia è stolta/Volgiti e ti vergogna e ti riscuoti/E ti punga una volta/Pensier degli avi nostri e de´ nepoti (...)".
Provare vergogna, secondo il poeta, serve di sprone, sembra indurre a reagire.
Nadia Urbinati continua dicendo "Quante volte si sente ripetere (e si dice) "mi vergogno di essere italiano/a"? Innumerevoli volte, soprattutto negli ultimi anni. Dirlo, ripeterlo instancabilmente segnala la speranza che dalla capacità di sentire vergogna nasca l´indignazione, e di qui la decisione di reagire, di cambiare. Su questa catena di fenomeni lo stesso Marx - notoriamente contrario all´uso di emozioni e sentimenti nella spiegazione dei fenomeni sociali - vergò parole straordinarie a proposito delle politiche illiberali del governo prussiano, commentando che, senza cadere in un vuoto patriottismo, sarebbe stato auspicabile che i tedeschi avessero provato vergogna, e aggiungeva:
"Non è la vergogna che fa le rivoluzioni", tuttavia "la vergogna è già una rivoluzione in qualche modo... se un´intera nazione esperimenta davvero il senso di vergogna è come un leone accovacciato pronto a balzare."
"Così nasce l´etica- Quelle riflessioni da Leopardi a Marx" di Nadia Urbinati

Credo che oggi siamo in tanti a provare vergogna per quello che sta accadendo nel nostro paese, e che proprio per questo, vorremmo poter rendere visibile la nostra indignazione, il nostro più profondo sdegno. Speriamo davvero che la nostra vergogna si traduca in fatti concreti e visibili.

11 commenti:

  1. Mi metto in prima fila a denunciare lo sdegno. Sdegno per quella parte d'italiani che sembrano indifferenti a tutto il marciume che sta crescendo intorno. Un giorno, per me anche subito, dovremo gridare forte forte basta e agire attivamente ognuno nella piccola sfera del quotidiano. cambiare si può:basta volerlo

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  2. Mi allineo a rosso vermiglio. A volte mi chiedo se siamo tramortiti oppure, nonostante le lagne, ci vada intensamente bene questo stato di cose. Se fosse la prima, allora ci sarebbe speranza. Nel secondo caso... sarebbe tragico.

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  3. la vergogna ha passato la frontiera e non vuole più tornare...

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  4. Gli italiani devono prendere posizione;in questo c'è un serio rischio per la democrazia.Saluti a presto

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  5. Mi associo a tutti gli altri, è difficile capire perché scrivono questo sugli italiani grido forte...VEGOGNA.
    Tomaso

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  6. Occorre essere in tanti, ma proprio tanti, per cambiare il presente triste stato delle cose.

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  7. Vergogna, vergogna, vergogna. Claudia

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  8. Ho sentito parlare questa signora De Monticelli , brava, precisa, mi piace perchè dice un'altra cosa che penso anche io, che molti italiani hanno bisogno del Capo , hanno nostalgia del Duce , non banalmente , ma perchè sono profondamente immaturi e incapaci di pensare con la propria testa e camminare con le proprie gambe.

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  9. ci sono quelli tanti, io penso, che mica facile spengergli la cannella dell’acqua calda—e: altro il paese, altra la metodica; ma sempre uomo sull’uomo, schiavo e democratica aristocrazia, uccidere caritatevolmente altri e il proprio superbo suicidio

    un saluto

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  10. la vergogna è un'emozione adulta, imlpica un giudizio su se stessi. Non si esprime solo nel cosa penseranno di me, ma anzitutto, nel come mi sono ridotto. La vergogna adulta è dunque collegata alla perdita dell'autostima, prima ancora che della stima degli altri, alla violazione di un codice etico interiore prima che sociale. In questo senso la vergogna è indice di una "inaudita, spaventosa prossimità dell'uomo con se stesso: ed è forse... questa inevitabile prossimità, il riavvicinamento, l'intimità con sè stessi che la vergogna presuppone a renderla impraticabile a molti(Gianrico Carofiglio " la manomissione delle parole")
    Ciao, Maria

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  11. Parliamo .. parliamo ... tutti quanti me compresa. Ma poi non accade nulla. Il nostro re continua a vincere. Tutti proviamo vergogna. E poi?
    Sono molto sfiduciata.

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