09/05/11

Una bella pagina di umanità

"Spostavo la barra a destra e a sinistra, ma il timone era impazzito, il barcone andava per i fatti suoi. Vedevo gli scogli avvicinarsi, non ho avuto altra scelta, ho lasciato la marcia ingranata e ho aspettato l'impatto, ma sapevo che l'elica in movimento ci avrebbe in qualche modo "ancorati" evitando che la barca si rovesciasse. Poi è successo il finimondo". Giuseppe Marotta, 30 anni, sottocapo dei sommozzatori della Guardia costiera: "Non potrò mai più dimenticare gli occhi di quei bambini, alcuni di pochi mesi, che mi venivano lanciati dal barcone. Quando li staccavano dalle braccia del padre o della madre iniziavano a gridare o a piangere dalla paura e a me venivano i brividi".

Marco Persi, tenente della Guardia di Finanza: "Abbiamo creato una catena umana d'emergenza e mano nella mano abbiamo cominciato a salvare uno ad uno i migranti sul barcone. Solo le grida dei colleghi che ci dicevano "stanno finendo, stanno finendo" ci hanno dato la forza di tirarli fuori. E quando abbiamo saputo che erano tutti vivi, tutti, è stato uno dei momenti più belli della nostra vita".

A volte ci diciamo cosa può fare il singolo individuo in un mondo che sembra remare contro ogni forma di umanità. Ci si scopre "pacifisti", quando si deve fare la guerra ad un dittatore sanguinario che faceva da nostra sentinella nel Mediterraneo per fermare "l'invasione" e non ci interessava nulla con che metodi questo otteneva dei risultati.
La nostra umanità è in pericolo nel momento in cui consideriamo l'altro non proprio come un essere umano, "un clandestino" appunto , e per questo additato subito come "un delinquente".
Non è un problema di facile soluzione, lo so. Ma proprio per questo bisognerebbe affrontarlo con la dovuta serietà e rispetto e non a colpi di propaganda.

E' in certe situazioni la decisione di ogni individuo può fare la differenza e, quando ogni singolo individuo si rende responsabile dell'altro, si può salvere nel vero senso della parola la vita.
Da "La Repubblica"
"Il fatto originario della fraternità è costituito dalla mia responsabilità di fronte ad un volto che mi guarda come assolutamente estraneo, e l'epifania del volto coincide con questi due momenti. O l'uguaglianza si produce là dove l'Altro comanda il Medesimo e gli si rivela nella responsabilità; o l'uguaglianza non è che un'idea astratta e una parola".
Emmanuel Lévinas

9 commenti:

  1. Hai ragione, è bello vedere ce della gente si dà da fare per chi è più sfortunato senza pensare a null'altro che a salvarli, perchè la vita è sempre "sacra", anche se io non sono religioso
    Luigi

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  2. Si è proprio una bella pagina. La solidarietà con chi ha bisogno è un sentimento ricco e appagante proprio per chi compie gesti di altruismo. Meno male che esistono queste persone.

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  3. Sì, occorre rendere onore a questi misconosciuti eroi dotati di una straordinaria generosità d'animo.

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  4. tendendo le braccia accogliendo e proteggendo...
    senza clamore.

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  5. Proprio bello quello che scrivi in questo post e altrove.Bello e garbato il tuo blog ( anzi i tuoi blog) .È un gran piacere leggerti. A presto
    Grazia

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  6. Quoto anch'io quanto detto da Grazia. E' davvero un piacere leggere il tuo blog e venire a conoscenza di persone magnifiche come Marco Persi.
    Aumenta la speranza e la serenità sapere che al giorno d'oggi ci sono ancora uomini così.

    un grande abbraccio

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  7. Mi commuovo quando leggo i resoconti di quei soccorsi, allora possiamo ancora sperare.

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  8. L'importante è che di questa gente ce ne sia, molta o poca non importa, alla lunga sapranno sempre sopravanzare i vari Porkezio e company.

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