15/06/11

I giovani sono diventati protagonisti

I referendum hanno segnato un cambiamento forte nel modo di pensare della gente. Un cambiamento che ha visto come protagonisti anche e soprattutto i giovani e giovanissimi.
Per molto tempo abbiamo sentito parlare di loro come di persone assenti, demotivate, senza interessi e senza ideali, ammalati di nichilismo. "Interrogati - scriveva Galimberti ne L'ospite inquietante - non sanno descrivere il loro malessere perché hanno ormai raggiunto quell'analfabetismo emotivo che non consente di riconoscere i propri sentimenti e soprattutto di chiamarli per nome".
Non mi sono mai piaciute le generalizzazioni. Il pericolo nella generalizzazione è, come afferma Binswanger di "essere etichettati e cristallizzati in una forma che tradisce sempre la nostra ricchezza interiore. Classificare significa pensare l'individuo in termini di 'res', ma pensandolo cosi non si potrà mai comprenderlo come persona esponente (erlebende), come individualità, come incarnazione della (sua) storia interiore" e soprattutto non si lascia spazio al cambiamento.
Se, invece, di parlare di giovane si parlasse con loro si sarebbe scoperto anche prima di ieri, quanti fossero alla ricerca, quanti si stavano già muovendo fuori dalle ideologie e dalla vecchia politica, ma nella concretzza della vita quotidiana. Lo testimoniano le associazioni di volontariato che li hanno visti ormai da molti anni protagonisti attivi e vivaci.
Generalizzare è come spingerli all'omologazione, prima ancora che loro si siano omologati.
Con i movimenti studenteschi, con le ultime votazioni, con i referendum i giovani sono usciti da quelle definizioni-prigioni in cui gli adulti li avevano rinchiusi. Da tempo abbiamo visto molti di loro protagonisti di movimenti creativi, di idealità senza ideologie, di rivendicazioni concrete e assolutamente legittime.
E' la vecchia politica che rifiutano, gli apparati, la corruzione, la politica che pensa al proprio tornaconto, che è autoreferenziale, che non sa più il significato di cos'è "il bene comune".
Se gli adulti hanno imparato la lezione, la politica potrà cambiare, potrà essere più vicina alla gente, tornerà a dialogare con i suoi cittadini, invece che passare da un talk show ad un altro. Dovrà, se ce n'è bisogno, chiedere sacrifici prima a se stessa e poi alla gente. E' inaccettabile che si parli di crisi, che si chiedano sacrifici senza che prima si abbassino quegli stipendi e si taglino quei privilegi che invece aumentano a dismisura. Non parlo solo dei politici, ma anche degli imprenditori e di chi (artisti o altro), anche parlando di diritti dei più deboli, chiede stipendi inimmaginabili.
Forse sarebbe ora che non ci si vantasse tanto di "non mettere le mani nelle tasche degli italiani", quanto di cominciare a"metterle nelle proprie" per diminuire la divaricazione sempre più ampia che c'è tra chi è ricco e chi è povero. Forse sarebbe l'ora che si lasciasse posto anche a loro invece che essere "incollati" alle proprie sedie. Questo non vuol dire "uscire di scena", questo vuol dire affiancare e lavorare insieme in modo che l'esperienza si mescoli con il cambiamento.
E, siccome non sembra tanto credibile che lo facciano spontaneamente, dovremmo chiederlo con forza tutti noi. Oggi abbiamo bisogno anche di coerenza con quello che si va predicando se si vuole essere credibili.

9 commenti:

  1. questo paese ha bisogno di arie pulita, fresca e persone che pensino veramente ai problemi di tutti
    un saluto

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  2. Binswanger aveva tutte le ragioni ad affermare quanto hai riportato tu, cara Giulia.Molti giovani si sono allontanati dalla politica,perché, meglio degli adulti, hanno saputo subito riconoscere il marcio, la corruzione. E perché di loro non si è ancora mai occupato nessuno, se non nel male del precariato, della disoccupazione, ecc..
    Abbiamo bisogno veramente di aria nuova e pulita.
    Caio Giulia, un abbraccio.
    Lara

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  3. Cara Giulia il mondo è dei giovani...
    devono solo farsi sentire e non perdersi mai di coraggio. oggi ne abbiamo bisogno molto di loro.
    Buona giornata cara amica.
    Tomaso

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  4. adesso staremo a vedere gli esiti veri.
    sperando che i marpioni non facciano altri passi dittatoriali e ditat.
    un po' lo temo.
    ma credo che il messaggio sia stato forte e chiaro.
    la maggioranza degli italiani è stufa di essere governata da lestofanti.
    ciao

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  5. Questa volta, e finalmente, risulta proprio vero.

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  6. Mi riallaccio a quanto dice Adriano e aggiungo "così sembra!"

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  7. Cara Giulia la mia mail è emmepi43@mclink.it
    ti abbraccio, marina

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  8. I giovani... per me sono un enigma. Devo ammettere che ogni tanto, a sentirli parlare sull'autobus o in biblioteca, rimango sconcertata dall'apparente vuoto dei loro discorsi e cerco di ricordare se anche io, a quell'età...
    Ma so bene che esistono realtà diverse all'interno di quella categoria statica che si chiama "i giovani" e, per fortuna, c'è anche molto entusiasmo, idee chiare, progetti positivi, combattività.
    Non si può fare altro che sostenere il più possibile queste energie!
    Saluti

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  9. Buona cosa che i blog scrivano e diffondano ciao

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