26/06/11

I libri che davvero contano...

Ernesto Sabato diceva che nel mondo moderno "il romanzo è ormai l'ultimo osservatorio dal quale si possa abbracciare la vita nel suo insieme": queste parole rieccheggiano quelle di Calvino che, nelle Lezioni americane, dice: "Da quando la scienza diffida delle spiegazioni generali e delle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida della letteratura è il saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo".

"Ciò che è specifico dell’essere umano - dice ancora Sabato - non è lo spirito ma quella lacerata regione intermedia chiamata anima, regione in cui accade tutto ciò che di grave e di importante appartiene all’esistenza: l’amore e l’odio, il mito e la finzione, la speranza e il sogno; nulla di tutto questo è puro spirito, quanto piuttosto un violento miscuglio di idee e sangue. Ansiosamente duale, l’anima soffre tra la carne e lo spirito, dominata dalle passioni del corpo mortale, ma aspirando all’eternità dello spirito. L’arte (cioè la poesia) sorge da questo confuso territorio e a causa della sua stessa confusione: Dio non ha bisogno dell’arte".La vera arte quindi è sempre alla ricerca, alla ricerca non di risposte definitive, dogmatiche, ma semmai di domade che ci aprano nuovo orizzonti, nuovi spazi di esplorazione per la nostra mente. La vera arte non teme la complessità e non cerca semplificazioni, non vuole intrattenerci, ma se mai "inquietarci", non ha paura di addentraesi nella "confusione". Ma per fare questo come dice Daniel Hirst, un artista concettuale del novecento, l'arte deve "fare in modo che le persone si facciano delle domande su quello che normalmente danno per scontato". Insomma deve rispondere ad un principio irrinunciabile per poter rispondere a qesta finalità: non deve lasciarsi tentare dalle necessità commerciali, dalle sirene del facile successo.

E' sempre stata una gioia per me aggirarmi in una libreria e sfogliare le pagine dei libri, ma confesso che sempre di più mi capita di uscirne confusa. Dicono che in Italia si legge poco, eppure le "novità" sono sempre di più. Ci sono più scrittori che lettori?
Alcuni autori vengono pubblicizzati in modo eccessivo, mentre altri scompaiono dentro enormi scaffali oppure scompaiono e basta. Allora ritorno a cari vecchi libri che letti una volta possono essere letti altre mille e sempre troverai qualcosa di nuovo che ti aiuta a pensare e a riflettere.
Leggere è sempre una mia grande passione...

11 commenti:

  1. Complessità e confusione non sono sinonimi, e quindi è certo che non bisogna sfuggire dalla complessità, ma dalla confusione, da quella sì che bisogna fuggire.
    In fondo, formulare domande, soprattutto se si tratta di nuove domande, non è già un mettere ordine?
    Mettere ordine non significa certo rifuggire dalla complessità, ma soltanto trasformare l'indistinto in qualcosa che quanto meno è formulabile, quindi già in avanzata fase di elaborazione.

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  2. mi piace moltissimo questo post.
    è così vicino al mio pensiero in proposito!
    appena ho un attimo di tempo faccio il link.
    ciao
    cri

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  3. Ernest ha detto...

    leggere è viaggiare, volare, immedesimarsi, arrabbiarsi, piangere e gioire allo stesso tempo, riprendere il libro con uno stato d'animo e accantanarlo con un altro.
    Non potrei stare senza leggere no.
    E' vero quello che dici ci sono libri scomparsi, che si nascondono e altri troppo in vista senza merito
    andiamo a trovarli!
    :)
    27 giugno 2011 04:17

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  4. Difficile trovare nuovi libri interessanti, proprio perché l'arte che si cerca risulta quella descritta nel post.

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  5. Tutto vero quanto hai scritto, cara Giulia.
    Anch'io ultimamente sono tornata ai cari vecchi libri e ogni volta è sempre un'emozione nuova...
    Grazie Giulia per i tuoi post sempre così delicatamente incisivi e veri.
    Buona giornata!
    Lara

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  6. Hai ragione: andando in libreria ci si chiede se sia vero che gli italiani leggono sempre meno. Il numero di libri annualmente pubblicati è immenso, ma è anche vero che si tratta - in molti casi - di libri usa e getta: l'autobiografia del personaggio televisivo che ha fatto successo nell'ultima stagione e alla prossima è già dimenticato, il ricettario della showgirl di turno, il mémoir a sfondo "crisi mistica" di qualche giornalista. Di libri veri, di saggi e romanzi che lascino il segno si spera anche nei prossimi decenni, se ne pubblicano, ahimè, assai pochi e li si legge in pochissimi.
    Io quest'anno ho deciso di leggere e rileggere soprattutto i classici: dopo anni in cui mi son gettata nella narrativa contemporanea (facendo scoperte entusiasmanti, per esempio McEwan, ma prendendo anche sonore delusioni) ho sentito davvero il bisogno di ritornare ai classici e proprio per la ragione espressa da Calvino, per avere una visione il più possibile complessa e sfaccettata della realtà, mia e degli altri, che in questo momento della mia vita a volte sembra essere per me difficile da mettere a fuoco.
    Ti saluto e ti ringrazio: leggere questo post su uno dei miei argomenti preferiti è stato un vero, autentico piacere.

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  7. Riesci a descrivere superbamente gli stati d'animo che ogni appassionato lettore può provare.
    I libri sono parte integrante della mia vita, a volte mi chiedo come sarei se non avessi avuto questa passione.
    Cristiana

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  8. Non credo sia vero che in Italia si legge poco. Penso sia un altro di quegli assiomi creati ad hoc per nascondere realtà ben più scottanti. E' una comodità far passare il popolo italiano per ignorante. una schermata.

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  9. Buona parte della produzione letteraria di oggi è da gettare una volta letta la prima pagina. Non è sicuramente un parametro valido, ma se guardo quello che vedo in molte case che frequento occasionalmente per motivi professionali, devo dire che le librerie anche quando ci sono come mobile, servono più a sostenere ninnoli di vario genere che libri.

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  10. Buongiorno,
    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato nessun altro modo per farlo.
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    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
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  11. Se ti può consolare, il senso di confusione prende molto anche me, lettrice debole. Non so se ricordi la battuta di Troisi in quel film che diceva di non leggere perchè i libri erano così tanti che non ce l'avrebbe mai fatta a leggerli tutti. Ecco a me viene sempre in mente quella battuta quando confronto i libri che vorrei leggere con il tempo e l'energia a disposizione.

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