13/06/11

Quattro sì, ma soprattutto una grande partecipazione democratica

Come avrete visto, nei giorni che hanno preceduto i referendum, ho esposto questa immagine e non questa:

Ovviamente ho votato sì a tutte e quattro i referendum, ma trovo che in questo momento oltre all'importanza dei contenuti dei 4 referendum, era altrettanto importante sottolineare l'importanza di "andare a votare" al di là delle idee. La partecipazione rafforza e rende viva la democrazia. C'è stato un grande risveglio, una grande voglia di lottare. Senza cittadini democratici non esiste democrazia. E in questi ultimi tempi abbiamo capito che la democrazia può vincere anche quando sembra che sia manipolata per sempre.
Ed è in questa direzione che si deve continuare a lavorare. Non serve a nulla la disillusione, anche se è umana, nei momenti difficile. Serve continuare a lottare anche quando sembra non ci sia nulla che si muova, serve credere nella democrazia e renderla visibile ovunque siamo con il nostro modo di essere nel mondo.
Bisogna, quindi, continuare a lavorare anche quando c'è "il risveglio", continuare a essere cittadini democratici, a comportarci sempre da "cittadini democratici".
Per prima cosa, la democrazia si rafforzerà davvero solo quando si imparerà a dialogare e non ci si limiterà a far passare le "proprie posizioni", quando si cercherà più di convincere e di motivare le proprie idee, più che imporle con qualsiasi mezzo.
Fino ad oggi, invece, è stato difficile aprire una discussione senza che "i pregiudizi abbiano occupato la scena”. Spesso si chiama dialogo una sovrapposizione di discorsi che non s'incontrano, oppure sono opinioni che cercano di prevalere sulle altre opinioni.
Il vero dialogo è tutt'altra cosa. è disponibilità "a mettere in gioco le proprie idee per cercarne insieme di nuove" dicono Zagrebelsky e Mauro. "Non si sa mai anticipo se produrrà accordo o disaccordo; se sarà costruttivo, distruttivo, o vano. Dialogare è difficile: occorre ammettere a priori la possibilità di uscire diversi da come si era all'inizio di abbandonare convinzioni precedenti, di riconoscere propri errori. Per questo siamo così disabituati al dialogo. Siamo tutti legati alle nostre idee; anzi, le nostre idee ci legano e, al tempo stesso, ci proteggono e danno sicurezza. Ci sembra che, se le si tocca in qualche modo, siamo noi stessi a essere intaccati".Un'osservazione fondamentale: la televisione, la forza mediatica del signor B. non ha avuto nessuna incidenza. Siamo finalmente tornati nel mondo reale? Una realtà che usa la tecnologia, ma non ne diventa schiava nè tanto meno serva.


Vivere in un mondo reale e parlarne insieme agli altri sono in fondo una cosa sola, e ai greci la vita privata appariva “idiota”, perché le era negata quella pluralità del discorrere di qualcosa e con essa l’esperienza della realtà del mondo. (contro il nichilismo, la sfiducia, la mancanza di fiducia nelle possibilità).
Hanna Arendt – Che cos’è la politica


12 commenti:

  1. Libertà è partecipazione cantava il grande Giorgio Gaber e in questi due giorni gli italiani lo hanno dimostrato. Come dici tu, bisogna lottare sempre, anche quando si ha l'impressione che nulla si muova. La scuola, la sanità, l'università, la giustizia, solo per dire i primi grandi temi che mi vengono in mente. Impegnarci in tutto perchè il nostro sia davvero un vivere civile, per noi stessi e per gli altri, senza sterili ed egoistiche prese di posizioni volte alla salvaguardia del proprio orticello. Un abbraccio, Annarita

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  2. Sono tornato appena in tempo per festeggiare oggi la vera democrazia.
    Buona serata cara Giulia.
    Tomaso

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  3. Finalmente sono riuscita a leggere questo post con la necessaria attenzione , è interessante questo ragionare sul dialogo ,su come è dfficile e indispemsabile lasciare una logica primitiva e aprirsi alle idee degli altri e alla possibilità di cambiare, alla fine dello scambio, le proprie.

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  4. Hai ragione, la vera lotta in fondo comincia adesso. Adesso è importante, fondamentale, che tutta questa bella riserva di energia messa in moto non si disperda, non vada sprecata. È però davvero un bel segnale di risveglio e come tale va salutato. Sono una persona ottimista di natura, ma devo ammettere che nell'ultimo anno ho ceduto più di una volta allo sconforto e all'avvilimento. Pure, questi ultimi risultati dimostrano che anche un tessuto sociale slabbrato come appariva quello italiano fino a poco tempo fa nascondono ancora cellule sane, desiderose di salute, di normalità, di dignità.
    Saluti!

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  5. E' il primo commento sensato che leggo oggi. Vedo tanto "tifo da stadio" e lo ritengo stupido e inutile. Le tue riflessioni sulla libertà, sul confronto, sulla democrazia le condivido in pieno, come anche la necessità di un nuovo modo di fare italiano. NOn solo di un nuovo premier.

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  6. Non so se si imparerà a dialogare. Purtroppo abbiamo visto che manca questa facoltà, questa abitudine democratica fra i nostri politici, al contrario.
    Forse queste due ultime votazioni che sembrano mostrare una presa di posizione degli italiani più consapevole serviranno davvero a introdurre il dialogo dimenticato da anni. Essenziale per la democrazia, come dici tu.

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  7. Annarita, sono davvero tanti i campi, i luoghi in cui noi possiamo esprimere al nostra cittadinanza attiva e coerente con gli ideali democratici. E quindi "partecipazione" per essere davvero soggetti autonomi e liberi. Un abbraccio e grazie per la tua presenza

    Bentornato Tomaso a festeggiare la era deocrazia.

    Vitamina, è un compito difficle e richiede tempi lunghi, ma senza questo atteggiamento secondo me la democrazia è sempre a rischio. Un abbraccio

    Duck condivido anche io quello che dici. Non dobbiamo pensare che il nostro compito l'abbiamo compiuto. Dobbiamo cominciare adesso, ed essere costanti ed ostinati.

    Cara Carolina, anche io non amo "il tio da stadio", anche se le manifestazioni di gioia sono belle dato il periodo in cui abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo. Ma adesso più che mai è necessaria la riflessione e l'azione vigile e militante.

    Ambra, anche io non so se si riuscirà a dialogare, ma bisogna cominciare, imparare anche nelle azioni più piccole del quotidiano. Per ora forse i politici non ne saranno in grado. Allora cominciamo dal basso a capire come si fa.

    Alberto, Buongiono per l'Italia davvero...
    Grazie a tutti per la vostra sempre preziosa presenza.

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  8. io li sto continuando a scrivere ancora da tutte le parti!

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  9. E' ancora lunga la strada per uscire alla luce, ma quest'ultimo mese è stato molto confortante e , dopo diversi anni che restavo ben distante dai canali di mediaset ho dovuto nuovamente sintonizzare la rete4 per vedere la faccia di Emilio Fede perdente.

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  10. Evviva!!!
    La strada è lunga, ma stiamo su quella giusta.

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  11. Speriamo che sia davvero l'inizio del risveglio.

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