07/06/11

Un grande dono


Ci sono momenti in cui il nostro sguardo è rivolto al futuro, altri in cui si ripiega all'interno della nostra anima e cerca un passato che il più delle volte sembra essere sprofondato nella nebbia più fitta. Oggi è così che mi sento. Il mio passato sembra sfuggirmi, stenta a definirsi e a trovare la via della coscienza. Ostinato rimane nell'amalgama di una memoria che non trova parole per raccontarsi. Ci sono momenti in cui mi sembra che qualcuno abbia vissuto al posto mio.
Improvvisamente però ieri sera un ricordo si è fatto largo richiedendo la mia attenzione in modo quasi prepotente. E mi sono vista sul mio letto di bambina. Tu, papà, lavoravi come ogni sera fino a tarda notte nelle tue carte di contabile appassionato, tu, mamma, seduta vicino alla radio, ascoltavi una commedia e nel frattempo sferruzzavi come sempre per regalare a qualcuno di noi, figli, un bel maglione caldo.
L'atmosfera era calda, serena. Il mio sonno era protetto e potevo lasciarmi andare tranquilla al buio della notte che, in altre situazioni, mi faceva paura. Come Linus si porta dietro la sua coperta, io mi porto dietro questa immagine.

Forse era quello un periodo in cui il dialogo tra figli e genitori era più difficile. Ci si raccontava di meno ai genitori di cui forse avevamo troppa soggezione. Ma, forse oggi, come dice Saramago, diamo troppo importanza alle parole.

E' questo il difetto delle parole. Stabiliamo che non c'è altro mezzo d'intenderci e di spiegarci, e finiamo con lo scoprire che restiamo a metà della spiegazione e così lontani dal comprenderci che sarebbe stato molto meglio lasciare agli occhi e al gesto il loro peso di silenzio. Forse anche il gesto è un di più. In fin de conti, non è altro che il disegno di una parola, il muoversi di una frase nello spazio. Ci restano gli occhi e il loro accesso privilegiato alle apparizioni".
Josè Saramago - Di questo mondo e degli altri
Quello che si è fatto spazio nella mia memoria è, papà e mamma, la vostra presenza, quell'esserci" senza condizioni. Questo è quello che conta davvero, quello di cui mi avete fatto dono.

10 commenti:

  1. Senza quella presenza, quell'esserci, un essere umano si ammala per tutta la vita. Non tutti riescono a superarlo.

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  2. Attraverso le parole mi fai entrare nella stanza con te bambina . In questo caso hanno una funzione. In altri effettivamente non sono necessarie...:-))

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  3. ed è una cosa meravigliosa!

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  4. Io sto riscrivendo la mia infanzia , è la seconda volta che riscrivo tutto daccapo e mi serve molto, ma è anche tanto faticoso . E' vero che usiamo troppe parole, ciò che conta sono i mattoni del vivere ogni giorno , le parole, salvo alcune importantisime , si dimenticano .

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  5. "Forse anche il gesto è un di più. In fin de conti, non è altro che il disegno di una parola, il muoversi di una frase nello spazio"

    come il nostro corpo che è un disegno di fotoni della stessa luce.

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  6. Una tenerissima ricostruzione del mondo familiare! Quella radio, poi, e' un vero coppola cuore! In altre situazioni le parole servono, e molto!

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  7. Bellissimo post, complimenti!

    un abbraccio

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  8. Sembra un momento molto dolce e rassicurante. Bel post.

    Un bacione

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  9. Spero che ora vada meglio, Giulia. Mi spiace che non ci siamo sentite.
    Molto bello questo ricordo.

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