19/07/11

Il complesso di Telemaco

a tempo si discute sulla funzione dei padri oggi. Spesso si sottolinea la loro difficoltà a sostenere la propria funzione educativa. In molte situazioni i padri latitano, si sono eclissati o sono divenuti compagni di giochi dei loro figli. Altri ci sono, ma il loro ruolo sta cambiando.
Gli psicanalisti hanno, da Freud in poi parlato, di "complesso edipico" che ruotava attorno alla dinamica del conflitto tra le generazioni, tra padri e figli.
Oggi lo psicanalista Massimo Recalcati ci apre una nuova ed interessante prospettiva, evoca "la figura omerica di Telemaco come il rovescio di quella di Edipo". Edipo viveva il proprio padre come un rivale, come un ostacolo sulla propria strada, "Telemaco, invece, coi suoi occhi, guarda il mare, scruta l' orizzonte. Aspetta che la nave di suo padre - che non ha mai conosciuto - ritorni per riportare la Legge nella sua isola dominata dai Proci che gli hanno occupato la casa e che godono impunemente e senza ritegno delle sue proprietà". "egli cerca il padre non come un rivale con il quale battersi, ma come un augurio, una speranza, come la possibilità di riportare la Legge sulla propria terra. Se Edipo è la tragedia della trasgressione della Legge, Telemaco incarna l' invocazione della Legge; egli prega affinché il padre ritorni dal mare e pone in questo ritorno la speranza che vi sia ancora giustizia per Itaca". (...)
Secondo questa nuova prospettiva e sguardo, le nuove generazioni "guardano il mare aspettando che qualcosa del padre ritorni. Certo, Telemaco si aspetta di vedere le vele gloriose della flotta vincitrice del padre-eroe. Ma Telemaco potrà ritrovare il proprio padre solo nelle spoglie di un migrante senza patria. In gioco non è affatto una domanda di restaurazione della sovranità smarrita del padre-padrone. Non è una domanda di potere e di disciplina, ma di testimonianza. Sulla scena non ci sono più padri-padroni, ma solo la necessità di padri-testimoni".
I figli non cercano, cioè, più "modelli ideali" nè tanto meno si aspettano che il padre imponga dogmi, e sia un'autorità repressiva, ma cercano padri, forse più fragili, ma capaci di gesti, di scelte, "di passioni capaci di testimoniare, appunto, come si possa stare in questo mondo con desiderio e, al tempo stesso, con responsabilità". Un padre "radicalmente umanizzato e vulnerabile, incapace di dire qual è il senso ultimo della vita ma capace di mostrare, attraverso la testimonianza della propria vita, che la vita può avere un senso".
I giovani hanno bisogno di uomini capaci di dare risposte sul perchè agiscono in un modo o in un altro, pronti però a rivedere le proprie posizioni di fronte ad altre ragioni. Hanno bisogno di adulti che camminino al loro fianco senza "pretese di proprietà" e questo significa, per esempio, "non avere progetti sui propri figli, non esigere che diventino ciò che le nostre aspettative narcisistiche si attendono, ma significa anche trasmettere alle nuove generazioni la fede nei confronti dell'avvenire, la fede verso la loro capacità di progettare il futuro".
E aspettano questo padre proprio in tempi difficili, come Telemaco che attende "la nave di suo padre - che non ha mai conosciuto - ritorni per riportare la Legge nella sua isola dominata dai Proci che gli hanno occupato la casa e che godono impunemente e senza ritegno delle sue proprietà".
Oggi i giovani aspettano e desiderano padri capaci di etica, di mostrare un mondo più giusto e più vero, che sappiano dare speranza e ispirare fiducia.
Citazioni tratte da La Repubblica

17 commenti:

  1. Avendo un papà che è un faro credo sia il ruolo giusto per un padre e mi pare mio fratello abbia seguito il suo esempio.
    Una bella riflessione questa.

    Un abbraccio e buona giornata!

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  2. Tutto sommato, da persona giovane quale sono, non disdegnerei qualche occasione e opportunità in più data da questi "padri" e "adulti".

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  3. Un padre "radicalmente umanizzato e vulnerabile, incapace di dire qual è il senso ultimo della vita ma capace di mostrare, attraverso la testimonianza della propria vita, che la vita può avere un senso".
    Questo il passo che mi ha più colpita e quello che sento più mio.
    Riflessioni interessanti (e personalmente parlando, necessarie e non sempre felici, ma tant'è).
    Saluti!

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  4. E' vero che si è sempre preso Edipo come immagine del figlio , della lotta che si conclude con l'uccisione , anche solo simbolica, del padre perchè la personalità del figlio possa liberamente emergere. Ma al mito appartiene anche Ulisse e suo figlio , e questo vuol dire molte cose . UN'interpretazione davvero interessante, grazie per averla segnalata .

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  5. Vero. I giovani hanno bisogno di buoni esempi per recuperare quell'etica che è diventata valore sempre più raro. Le parole, da sole, servono a poco. Serve l'esempio di vita, nient'altro che questo.

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  6. Sono d'accordo. Più delle parole conta l'esempio!
    Sono passata per un saluto prima di andare in vacanza e ripasserò subito al mio rientro.
    Intanto buone vacanze per una buona estate.

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  7. Grazie carissime amiche e a chi parte per le vacanze, buon riposo o divertimento
    Giulia

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  8. Mmmh, che malinconia, io non ho praticamente conosciuto mio padre, ci ha abbandonato che avevo sei anni e poi è praticamente sparito dalla mia vita. Per fortuna, per mio figlio mio marito è il padre forte e affettuoso che avrei voluto anche per me.

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  9. Concetto molto interessante, presenta implicazioni su cui varrebbe la pena riflettere in modo approfondito. Resto però (freudianamente) convinto che i figli debbano "uccidere" i padri...

    Ciao, buon agosto.
    Pim

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  10. Grazie a tutti e un abbraccio

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  11. Dopo aver letto questo articolo, ho cambiato il titolo al mio... grazie
    http://raffrag.wordpress.com/2008/05/21/telemaco/

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  12. Ti ringrazio per essere passata, ma non eri nuova, ed io ho la memoria lunga... A presto
    http://raffrag.wordpress.com/2010/05/03/sei-mesi/

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  13. Forse è l'attesa di padri che riconsegnino loro la possibilità e l'avventura di un futuro?
    E' che ci vuole coraggio e umiltà, (quella che in alcuni passi dello scritto viene descritta come vulnerabilità),per cedere il passo, ci vuole fiducia e capacità di rinunciare a certo potere schiavizzante esercitato sui figli, lo stesso che fa desiderare che siano sempre infantili e almeno un po' incapaci: testimoniare, non manovrare, è il compito dei padri.

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  14. ...volevo aggiungere, ma mi è volato via il commento precedente:
    ciao, bella
    Tereza

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  15. io sono un padre esiliato dalla madre e dalla sua famiglia;mio figlio mi cerca,io lo cerco ma non ci troviamo;verissimo il complesso di telemaco in questa società ribaltata

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  16. Quanti complessati...e sì, mi spiace. E' vero che Telemaco è disoccupato, con la casa invasa da falsi amici, senza fratello maggiore o padre, ma cercare qualcuno che ti dica se stai sbagliando o che addirittura testimoni può solo portare le prossime generazioni a vivere la propria vita (diventare uomini) non più a 20 anni come prima o a 30 come oggi, ma a 40 50 anni e forse mai. Quindi meno complessi e ricordate che la vita è brevissima ed una sola!

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  17. ma... secondo me e una descrizione troppo profonda delle aspettative di un figlio sul padre. secondo me i figli di oggi non si aspettano queste smielllate del tipo un padre che fa vedere un mondo giisto ecc ecc. cagaate! ne si aspettano un patriarca. ma una persona forte. decisa. capace si trasnettere consogli e dritte su come affrontare un mondo difficile e ib mutamento come quello d oggi. un padre che ci intosti e ci dia quella corrazza con la quale sfondare le mura della difficolta di inserimento nellansocieta e nella propria vita. oltre chiaramente all amore ! basta! senza tutti quegli altri sbattimenti. etica mondo pii giusto e cagate simili

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