10/07/11

Non puoi far altro che andare avanti.

Lekh lekhà (vattene). Sono queste le prime parole che Dio rivolge all’uomo nella storia, ad Abramo: “Vattene dalla tua terra, dalla tua famiglia e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò”, è scritto nella Genesi. Parole esigenti, di sconvolgimento, tutt’altro che rassicuranti o comprensive. Ha commentato Enzo Bianchi: “Lekh lekhà, espressione che significa letteralmente “va verso te stesso”, un invito dunque a partire, un invito al viaggio anche interiore, paragonabile in qualche modo al celebre ghoti sautòn – conosci te stesso – della tradizione sapienziale greca (…) obbedendo a quel “vattene” egli deve innanzitutto compiere tre precise rotture; con il mondo religioso idolatra; con la casa paterna, cioè con i legami di sangue”
Da Adriano Labbucci - Camminare

Parole queste che ho sempre sentite anche mie. Ho camminato, più dentro di me che fuori di me. Non so cosa hanno prodotto questi viaggi e mi sembra ora di compiere il più doloroso, ma anche il più vero. Forse, quando lo avrò attraversato, sentirò il desiderio di viaggiare più fuori di me. Di camminare fra la gente o in paesaggi deserti. Di camminare fisicamente, di “far muovere i piedi” se ne avrò ancora la forza.
Forse sentirò il desiderio di fuggire, di andare via, di trovare un luogo dove tanta sofferenza possa trovare un luogo, uno spazio dove trovar pace. Pace vuol dire trovare il coraggio di accettarla, di prendere coscienza che qualcosa è inevitabile, fa parte della vita, quella vera.
E della vita fanno parte anche i distacchi, le separazioni, i momenti in cui ci si sente impotenti e fragile, così fragili da aver paura di rompersi e mai più ricomporsi. Oppure si sente che da questo viaggio si uscirà diversi.
Quando senti che qualcosa può sconvolgerti da lasciarti senza forze, capisci che hai due alternative, o soccombere o appunto riprendere il cammino così come sei diventato, qualsiasi cosa tu sia diventato. Camminare anche piangendo, non puoi far altro che andare avanti.

13 commenti:

  1. Hai detto bene cara Giulia, tutto il resto non conta, bisogna continuare ad andare avanti sempre.
    Tomaso

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  2. La vita è fatta di abbandoni e incontri. La forza di andare avanti la si trova all'interno di noi. Sempre.

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  3. Adoro questa tua interiorità cara Giulia. Le tue scelte sono sempre come la luce di un faro nella notte.
    Grazie, ti auguro un buon inizio di settimana.
    Ciao,
    Lara

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  4. Cara Giulia ho letto ieri e ho lasciato riposare i pensieri. Noi abbiamo solo l'illusione di fermarci , ma sempre camminiamo nella nostra vita , o almeno ci spostiamo , volenti o nolenti , trasportati dal corso delle cose , e questo ci trasforma , credo che se da giovani vedessimo in un breve film noi adulti e poi vecchi non saremmo in grado di riconoscerci . Spero che questa strada non sia troppo dolorosa per te , sai che puoi dividerne, con noi che leggiamo, il peso.

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  5. In effetti, Hegel diceva che dobbiamo (o che abbiamo il dovere) non tanto di "essere" noi stessi, il che potrebbe anche essere ovvio, quanto di "diventare" noi stessi.
    E quest'ultima operazione, osservo io che non sono certo Hegel (!) è ben più difficile, perchè ci impone di elevarci al di sopra delle nostre imperfezioni, ansie, paure ecc.
    Ciao e non arrenderti!

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  6. Hai la forza datati dall'intelligenza e dalla correttezza dei pensieri.
    Continuerai a camminare,forse a volte ti sentirai un po' insicura e sgomenta,farai una sosta, ma poi riprenderai il tuo cammino.
    Cristiana

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  7. Cammino accanto a te.
    Un abbraccio.

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  8. Un abbraccio e un caro saluto a tutte.
    Riesco a venire su internet solo poche volte, ma vi sento tutte vicini.
    Grazie

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  9. Camminare e andare vuol dire cambiare orizzonti e scoprire mondi inaspettati. E' poi l'avventura della vita che è veramente tale se è un continuo andare, un continuo scoprire e scoprirsi. Ciao.

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  10. L'Altrove è anzitutto dentro di noi.
    Un abbraccio.
    Pim

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  11. cara cara Giulia, ti sento molto vicina e mi sento molto vicina a te, marina

    e il titolo del tuo post me lo ripeto ogni giorno

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  12. Giulia , che bello ritrovarti e ritrovare sempre un risuonare nelle tue parole . Vibrano con me , perchè sento molto forte il concetto della sofferenza del riconoscimento di un utile non attaccamento alle cose ed alle persone ed una riconduzione di noi stessi " a noi stessi" ... Per nei momenti più bui non ho mai pensato che dovessi per forza andare avanti , in alcuni pensavo che sicuramente avrei finito per estinguermi nel vento di quel dolore. Ma poi se ti fermi a sentire il dolore e lo percepisci come un messaggio , e lo trovi nuovo ogni giorno ( non è sempre lo stesso dolore ma in un certo senso un nuovo messaggio ogni volta ) allora poi diventi capace di vedere oltre e ti accorgi di gioire come mai fatto prima. Ti auguro , e sono sicura arriveranno , bei passi e gioie sottili , baci

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  13. La forza la trovo nelle mie splendide bambine.ma nello stesso tempo ho paura di non essere un buon padre e marito.perché questa ansia e depressione mi rendono invalidante.quindi prego Dio

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