12/08/12

Non dire mai notte di Amos Oz

Nel bellissimo romanzo di Amos Oz “Non dire mai notte”, l’azione si svolge nel microcosmo di una piccola città del deserto di negev in cui tutti si conoscono e sanno tutto di tutti.
E’ una commedia umana i cui protagonisti sono un uomo e una donna. La moglie è di mezza età piena di vitalità e con una gran voglia di uscire dalla monotonia della quotidianità. Lui, più vecchio, alla ricerca del silenzio, della pace, della solitudine: “Guarda il giorno che muore e aspetta: chissà che cosa promette l’ultima luce.(…) Ormai ha fatto quel che poteva fare, d’ora in poi aspetterà”...
Il libro è raccontato a due voci: in un capitolo è Noa che parla e nell’altro Theo. ciò che caraterizza il romanzo non è né il dialogo né il monologo interiore, ma quel dialogo particolare che Amos Oz definisce “dialogo interiore”.
Tutti noi facciamo uso del dialogo interiore, parliamo cioè con l’altro come fosse presente, spieghiamo le nostre ragioni, ci sentimao convincenti, perché nessuno ci interrompe e possiamo dire quello che vorremmo dire. Parliamo di noi stessi e ci giustifichiamo per ciò che abbiamo o non abbiamo fatto. Tutto, insomma, se il dialogo avviene dentro di noi sembra filare, essere convincente. "Funzionerà" ci diciamo "le dirò così, lei mi ripsonderà e...". Ma, quando avviene l’incontro tutto cambia e spesso quel dialogo che avevamo immaginato si trasforma in conflitto. L'altro ci interrompe prima che noi possiamo finire il pensiero, ci irritiamo, non ci sentiamo ascoltati e finisce che, invece di intendersi, litighiamo e ci chiudiamo nella torre della nostra ragione.
Il dialogo, quello vero, in relatà forse funzionerebbe, se invece di interromperci continuamente, imparassimo ad ascoltarci, a fare silenzio dentro di noi per sentire le ragioni dell’altro. Sì, sarebbe possibile, è possibile. Ma bisogna conoscere un'arte, dice Amos Oz, quella di saper fare compromessi. "Scendere a dei compromessi - dice lo scrittore - per restare vivi. I giovani pensano che un compromesso sia opportunistico e disonesto. Ma nel mio vocabolario il compromesso è sinonimo di vita, dove c’è vita c’è compromesso. L’opposto del compromesso non è integrità e onestà, ma è fanatismo e morte. Il compromesso per me è una filosofia, un modo di vita”. “Compromesso è cercare di incontrare l’altro a metà strada”.
E, se si interroga più a fondo, Noa capisce Theo e Theo capisce Noa, anche se non sanno o non riescono a dirselo.“Se solo avessi saputo fargli capire – pensa Noa - quanto è opprimente per me il suo eccessivo riguardo”, e lui intuisce che “L’unica via per aiutarla, è non cercare di aiutarla. Solo diventare piccoli”. 
Amos Oz ci fa intendere che a volte è fondamentale, nel rapporto di coppia ,imparare a fare un passo indietro, a capire cosa l’altro vuole davvero da noi, a rispettare la sua diversità, il suo spazio e anche i suoi sbagli. Theo sembra capirlo e dice a se stesso: "Così corre avanti e indietro da una parete all'altra sbattendo le ali, inciampa nella lampada, contro il soffitto, sbatte contro i mobili, si fa male. Invece di condurla fuori verso la libertà se non stai attento finirai per farla volare verso locali ancora più interni. Ogni tuo movimento non fa che aumentare la sua paura" .
Amare vuol dire, quindi, rinunciare a far prevalere i nostri punti di vista, le nostre rivendicazioni, ad imporle. E' importante saper stare vicino senza essere invadenti, imparare a darsi l’un l’altro quella forza perché ognuno poi possa affrontare con i propri mezzi e le proprie modalità le difficoltà della vita.
Per intanto stasera - dice Noa - gli faccio spegnere la radio Londra perché vado a farmi una doccia e poi torno da lui nel buio”. E questo dice Amos Oz “non è un buio che intimorisce, è il buio in cui si fa l’amore”.

Come sempre Amos Oz sa entrare nei meccanismi psicologici più profondi che si intersecano e intrecciano nell’animo umano, sa raccontarci la vita reale nelle sue sfumature e contraddizioni. Ci parla di un microcosmo, di una piccola situazione, ma nello stesso tempo ci indica un percorso anche nella vita pubblica.
La capacità di saper fare compromessi, dice infatti Amos Oz, dovrebbe regolare i rapporti più intimi, ma anche quelli politici, per esempio nel conflitto che lo riguarda tra ebrei e palestinesi come sottolinea in una sua intervista: "Nel vocabolario pacifista le parole pace-amore-compassione sono sinonimi. No, la pace è pace e non necessariamente amore. Non sono d’accordo con lo slogan “Fate l’amore, non fate la guerra”. Se mi trovo davanti a un palestinese, io direi, “fate la pace e non l’amore”. Non c’è bisogno di amare per essere in pace, non è necessario che dei nemici si amino, che dimentichino e che perdonino. E necessario smettere di uccidere e di morire per vivere, anche se a denti stretti. Quando parlo di compromesso, non parlo di nemici che si abbracciano. Tra israeliani e palestinesi, ma anche tra uomini e donne, io mi aspetto una coesistenza a denti stretti”.

4 commenti:

  1. Molti anni fa lessi "Una storia di amore e di tenebra", in cui autobiografia e storia di Israele si incrociano come in un unico respiro.

    Buone vacanze, ciao.
    Pim

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  2. nessuno nel web sa raccontare un libro bene come te!
    grazie, marina
    l'ho letto ma non avrei saputo scriverne come te...

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  3. cara Giulia, da un po' di tempo non so dissertare di letteratura ma voglio lasciarti un saluto. Quella frase sul compromesso me la sono appuntata anch'io.

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  4. una storia d'amore e di tenebra è una storia da leggere, intensa come ogni volta che la storia maiuscola fagocita la storia minuscola.

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