24/09/11

Senza un principio etico non arriveremo da nessuna parte


"Dove arriveremo se non ci rendiamo conto che c'è un problema fondamentale per l'umanità, quello etico, superiore a tutto? (...) Senza un principio etico di responsablità personale e collettiva non arriveremo da nessuna parte"
Oggi nel mondo c'è un problema di controllo dell'informazione. Le parole più costruttive, le più limpide, possono anche non arrivare da nessuna parte, perchè i media si incaricano di impedirlo.Quello che ciascuno di noi deve fare - dal momento che non c'è altro rimedio è rispettare in primo luogo le proprie convinzioni, non tacere in nessun caso e in nessun luogo. Pur sapendo che non cambierà niente, ma con la certezza che almeno tu non stai cambiando".
In questa intervista pubblicata su Internazionale il 27 settembre 2002 Saramago dice di avere avuto "un'esperienza molto ricca di incontri e contatti con i giovani. Non diciamo che la gioventù è buona o la gioventù è cattiva. Dobbiamo guardare cosa succede realmente. (...) Se ci preoccupassimo di questa massa di giovani, se dialogassimo con loro senza fargli prediche, senza nessuna pretesa didattica, senza avvicinarsi a loro con l'idea di sapere tutto e di essere lì per insegnare a dei poveri ignoranti, allora alcune cose potrebbero cambiare. Oggi c'è una parte di gioventù inquieta che non crede a quello che le stanno dicendo, ma non ha idee. Ed è qui la questione".

Io credo che sia fondamentale quello che dice sull'etica e sui giovani Saramago. La Zambrano diceva che si doveva smettere di parlare di giovani, e si doveva cominciare a parlare con i giovani. Per farlo però bisogna essere credibili, coerenti con se stessi e le nostre idee, non venditori di fumo. Bisogna saper dare risposte sulle nostre azioni, perchè se noi siamo esigenti con loro, loro, molto più giustamente, lo sono con noi. Da noi, infatti, dovrebbero avere l'esempio.

7 commenti:

  1. E' ancora largamente da esplorare la profondità di pensiero morale di Saramago!

    RispondiElimina
  2. Beh come non condividere questo pensiero?

    E' effettivamente questo uno dei problemi base che poi genera altri tipi di problemi, addirittura quelli economici che dipendono solo da un'assenza di saper amministrare bene quello che abbiamo la fortuna di avere.

    RispondiElimina
  3. Più che mai attuale questa intervista di quasi dieci anni fa. Nulla è cambiato, non siamo riusciti a parlare con i giovani senza sentenziare dall'alto del proprio io. E l'informazione è sempre più controllata.
    L'unico mezzo libero almeno per ora è internet.

    RispondiElimina
  4. Concordo con la necessità di andare più a fondo, di comprendere mediante esperienza diretta.

    Un abbraccio e buon inizio settimana!

    RispondiElimina
  5. Posta come la pone Saramago, la questione non mi pare chiara.
    Il punto è che non si può confondere etica individuale, comunemente chiamata morale, ed etica collettiva, comunemente chiamata ethos. Si tratta di due piani diversi.
    Se nessuno nega che abbiamo bisogno della morale individuale, sull'etica collettiva le cose sono più controverse.
    Per il liberalismo classico, lo stato laico, la società aperta di Popper, non deve esiustere una morale collettiva, le norme di comportamento vanno regolate solo legislativamente, ed ognuno deve avere la propria morale, considerata come un fatto strettamente individuale.
    Lo snodo fondamentale sta qui. Per me, l'evidenza mostra come queste teorie liberali stanno portando l'umanità al baratro, perchè gli uomini sono esseri sociali, e un'etica collettiva è un fatto inevitabile. Negarlo, significa, lasciare questa dimensione sociale fondamentale nelle mani di pochi che possono controllare i mass media, la TV in primis. E' quello che io penso stia avvenendo in tutto il mondo, almeno in quello più sviluppato, e bisogna correre ai ripari.

    RispondiElimina
  6. Le parole di Saramago sono sempre fonte di riflessione
    Carla

    RispondiElimina
  7. Che post bello e interessante. E istruttivo. E incoraggiante.

    RispondiElimina