14/10/11

A mia mamma

Ho sempre pensato a mia mamma come ad una donna forte, carismatica. Una donna che quando c'era la guerra viaggiava con due figli piccoli su treni merci o su mezzi di fortuna per raggiungere mio padre. Una mamma presente, sempre all'altezza della situazione. Una mamma che amava i suoi figli sopra ogni cosa anche se a volte era severa e poteva essere anche un po' dura.

Anche oggi che è molto anziana, non vuole mostrare i suoi lati deboli, e, quando le chiedi come sta, risponde sempre "bene". Si arrabbia quando, per forza di cose, diventa dipendente, da me, da mio fratello, da Maria, la signora peruviana che l'accudisce con un amore filiale. E in quei momenti diventa aggressiva ed è difficile affrontarla. Ti tratta male e istintivamente ti verrebbe voglia di ribellarti, ma poi capisci, capisci cose che prima non capivi perchè eri impegnato a crescere, a tirar su la tua famiglia, a affrontare la tua quotidianità.
Faceva forse comodo vederla così come sempre ci era apparsa: una donna che non aveva bisogno di nessuno. E invece no, lei non chiedeva mai, ma aspettava, si aspettava qualcosa da te, ma non è stata mai capace di chiedere. Forse semplicemente un riconoscimento, un gesto di comprensione gratuito.
Un giorno, quando era all'ospedale, le ho chiesto perchè non aveva mai mostrato il suo lato debole e lei mi ha risposto: "Non era possibile, non c'era tempo...".
Dice David Grossman:
A volte, soprattutto quando siamo molto giovani, non risulta facile guardare ai nostri genitori in una prospettiva che sia davvero ampia. Forse perchè non ci fa comodo accettare il fatto che persino i nostri genitori abbiano "diritto" al loro personale caos interiore. Che persino mamma e papà abbiano non solo un'interiorità, ma - incredibile, ma vero! - un loro "diritto alla psicologia"; che anche loro hanno avuto un padre e una madre, e anche a loro, chissà quando, sono capitate cose che hanno lasciate ferite, cicatrici, segni d'ustione".
David Grossman, Con gli occhi del nemico
Oggi la vedo la sua fragilità, la sento a volte impaurita, percepisco tutta la sua disperazione dopo la perdita di mio fratello Giorgio e da lontano riemergono ferite che mai più pensavo potessero averla segnata tanto. Ogni tanto si lascia un po' andare e racconta. Io cerco di essere lì per ascoltarla in silenzio senza interromperla, perchè a volte hai la sensazione che non parli a te, ma a se stessa o a chissà chi. Ora vorrei io riuscirle a farle sentire che ci sono e non la lascio.

16 commenti:

  1. Commovente pensiero. Ogni tanto anche io rifletto su questi temi, guardando ai miei genitori, alle loro esistenze, modi di fare, ferite e cose apprese per sopravvivere.

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  2. Brava Giulia!
    Senti, diventeremo anche noi così... "difficili"? Temo di sì.

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  3. Che splendido pensiero, lucido e dolce, mi hai fatto riflettere...

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  4. Anch'io ho una mamma anziana e comprendo bene i sentimenti che descrivi. A volte, mi fermo a guardarla e ringrazio Dio per averla ancora con noi. Lei lo sa che le voglio bene, ma perchè è così difficile trovare le parole per dirglielo?

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  5. Un ritratto affettuoso, sincero e dolente, quasi una confessione con te stessa. Il ritratto di una mamma che ha dovuto nascondere le sue debolezze perché la vita lo richiedeva, ora, stanca e con un grande dolore difficile da accettare, abbassa un po' la guardia e non nasconde più la sua fragilità.
    Il mio abbraccio a te e a lei.
    Piera

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  6. Giulia, anch'io ho i miei genitori anziani. Posso fare la stessa "lettura" di loro.
    Un abbracio a te.
    Salutami tua mamma con affetto.
    Fatima

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  7. La vita può essere molto dura e lasciare cicatrici indelebili. La tua mamma è fortunata perché è ancora lucida e può sentirti vicina.

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  8. Non dubito neanche per un istante che riuscirai a farle "sentire" la tua amorevole vicinanza e Lei l'apprezzerà come uno dei più bei doni della vita.
    Cristiana

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  9. e' buffo... arrivo qui da un tuo commento a una mia poesia "terapia intensiva" dedicata a mia madre, agli ultimi terribili istanti della sua vita... da allora la mia si è spezzata, irrimediabilmente. Troppe cose sono accadute senza il suo conforto e il suo appoggio. Sono passati dodici anni. Avrei tanto voluto vederla invecchiare, ho spiato il suo respiro affannato prima che se ne andasse per sempre e non so cosa darei per riaverla ancora. Abbraccia tua madre per me.

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  10. Le madri sembrano sempre molto forti e poi ti accorgi che con gli anni manifestano tutte le loro fragilità.

    Baci e buon inizio di settimana!

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  11. ho letto con grande commozione, so bene che se avessi ancora la mia non sarei forse così comprensiva.
    a nessuno viene insegnato ad essere genitore, ci si ritrova spaesati a doversi prendere cura dei figli e non facciamo altro che imparare dai nostri errori.
    è soltanto grazie allo sforzo di comprendere chi ha percorso la strada prima di noi, che si può essere benevoli e generosi nel giudicare.
    belle riflessioni, cara amica.
    un abbraccio
    cri

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  12. ti ringrazio molto davvero, ho letto con commozione le tue parole, mia madre se n'è andata da molto tempo e l'ho riletta anche nelle tue parole!
    grazie sì
    chicca

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  13. vero, i genitori sono spesso mitizzati, sono la solida roccia che nulla può scalfire, invece...

    un caro saluto Giulia
    massimo/esplanade

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  14. Grazie di cuore. Apprezzo molto che siate venuti a trovarmi anche se io in questi ultimi tempi riesco poco a venire da voi. E' molto bene e fa bene al cuore.
    Un abbraccio
    Giulia

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  15. Non sono più una figlia perché i miei genitori sono morti da tanto, quando ero ancora giovane e non ho fatto in tempo a capirli se non dopo che se ne erano andati.
    Ma sono una mamma e se anch'io non chiedo mai niente, al contrario, anch'io aspetto, come la tua.

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