12/11/11

Rivolgersi all'altro...

Dobbiamo modificare il nostro modo tradizionale di parlare che, per lo più, si rivolge all’altro attraverso un senso già codificato, presunto neutrale e universale. Rivolgersi all’altro in quanto altro richiede parole inedite e in qualche maniera uniche, come è sempre nuovo e unico l’incontro con un altro. Richiede anche parole che esprimono, e si indirizzano, a un essere globale, con la propria sensibilità, il proprio corpo. Non si tratta dunque di ripetere un discorso già esistente, ma di creare un dire vivo, direi poietico, che chiama l’altro ad entrare in relazione qui e ora. La parola allora si fa gesto, un gesto che tocca l’altro e lo implica, pur rispettando la sua singolarità. Il che esige che sia mantenuto, in se stessi e fra i due, un silenzio che preservi la dualità dei mondi e delle soggettività, e fornisca un luogo dove possa nascere una parola nuova.
Luce Irigaray

8 commenti:

  1. Un altro splendido insegnamento morale! Ma anche un ennesimo sacrosanto principio scarsamente seguito.

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  2. Rivolgersi agli altri è sempre molto difficile.

    Bacio e buona domenica!

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  3. Parole di grande spessore, dovremmo tenerle sempre presenti in ogni nostro approccio con l'altro. Preziosi come sempre i tuoi interventi, un abbraccio. Annarita

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  4. Un approccio equilibrato, sensibile e maturo. Ma non sempre è così facile. Anche perché nell'interagire con l'altro si è comunque condizionati dal proprio stato d'animo di quel momento.

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  5. Non che mi ritenga superiore ma, quando conosco qualcuno,preferisco ascoltare per capire se possano esserci affinità, se possa nascere una relazione sincera.
    Cristiana

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  6. Cara Giulia, quanta sensibilità trovo sempre nei tuoi post!
    Parole che insegnano a vivere, quelle di Luce Irigaray e che tu hai così saggiamente riportato.
    Grazie,
    Lara

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  7. Credo sia molto bella anche la foto che accompagna questo post. Fa pensare che quando ci rivolgiamo agli altri dobbiamo esser sempre pronti ad ascoltare e capire. E' sempre un piacere passare di qui cara Giulia. Un salutone, Fabio

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  8. Come fai a trovare sempre delle immagini così belle e così appropriate al testo? Sei proprio brava.

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