13/12/11

Senza uguaglianza, i diritti cambiano natura


"Ogni discorso sull´equità perde di senso, quando deputati e senatori scoprono la Grosse Koalition solo per difendere i propri emolumenti, che ogni mese cumulano 5.246 euro di indennità, 3.503 euro di diaria, 3.690 euro di rimborsi forfettari, 3.323 euro di rimborso viaggi. In gioco non c´è più il rispetto giuridico-costituzionale dell´equilibrio tra governo e Parlamento, ma la decenza etico-morale del rapporto tra eletti ed elettori. Sia detto senza cedere alle derive populiste e qualunquiste: gli onorevoli si conquistano sul campo la pessima reputazione di cui godono nel Paese. Così il Parlamento della Repubblica diventa la Casta dei bramini. Di fronte a tanta impudenza, il governo non può limitarsi a ripetere che «il Parlamento è sovrano». C´era una via, e l´ha indicata Tito Boeri: senza intervenire sulle indennità, la manovra avrebbe potuto tagliare i fondi di Camera e Senato, e i tagli sarebbero arrivati di conseguenza.

Ogni discorso sull´equità perde di senso, quando la manovra non incide sulla vergognosa metastasi italiana dell´evasione fiscale e sulla scandalosa distribuzione tra il reddito e il patrimonio. Cioè quando il 42,4% delle barche di lusso, il 31,7% delle automobili oltre i 185 cavalli e il 25% degli aerei da diporto risultano intestati a contribuenti che dichiarano meno di 20 mila euro l´anno. Quando l´aumento degli estimi, che ammonta al 60% per le case di milioni di italiani, si riduce al 20% per gli immobili delle banche, per gli alberghi e per i porti e quando si rinuncia ad innalzare le rendite (ferme al 2006) per gli immobili della Chiesa «non destinati all´esercizio del culto». Di fronte a tanta disparità, il governo non può limitarsi a dire «non abbiamo ancora studiato il dossier». C´era una via, e l´ha aperta addirittura il Cardinal Bagnasco: rivedere la formula troppo ambigua della legge, che esenta dall´Ici i cespiti ecclesiastici di natura «non esclusivamente commerciale".
 Giancarlo Giannini, da La Repubblica 12 dicembre 2011
"Senza uguaglianza, i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto, diventano privilegi e, per quelli che stanno in basso, concessioni o carità. Senza uguaglianza, ciò che è giustizia per i primi è ingiustizia per i secondi. Senza uguaglianza, la solidarietà si trasforma in invidia sociale. Senza uguaglianza, le istituzioni, da luoghi di protezione e integrazione, diventano strumenti di oppressione e divisione. Senza uguaglianza, il merito viene sostituito dal patronaggio; le capacità dal conformismo e dalla sottomissione; la dignità dalla prostituzione. Nell´essenziale: senza uguaglianza, la democrazia è oligarchia, un regime castale. Quando le oligarchie soppiantano la democrazia, le forme di quest´ultima (il voto, i partiti, l´informazione, la discussione, ecc.) possono anche non scomparire, ma si trasformano, anzi si rovesciano: i diritti di partecipazione politica diventano armi nelle mani di gruppi potere, per regolare conti della cui natura, da fuori, nemmeno si è consapevoli".
Gustavo Zagrebelsky Da La Repubblica del 26 novembre 2008

6 commenti:

  1. come non condividere !

    quello che è stupefacente è il camaleontismo di certi partiti, che accusano il governo precedente di non aver fatto nulla... dimenticandosi che chi ha generato lo "scalone" di ben 5 anni sulle pensioni, le accise sulla benzina, e l'aumento dell'IVA (tanto per fare degli esempi...)è stato proprio il governo Berlusconi-Bossi.

    il governo monti mi pare solo abbia rincarato la dose, senza nulla togliere a chi già di troppo vive alle nostre spalle !

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  2. Ecco, quella terribile metastasi, di cui si parla sin troppo poco!

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  3. Si rimane senza parole, in prima battuta...ma dopo non si deve tacere !!!

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  4. Concordo. Purtroppo la disparità di trattamento è evidente.

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  5. Cosa si può dire? E' proprio così. Due pesi e due misure.

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  6. al mondo ci sono due storie la nostra e la loro...

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