29/12/11

Un fiore contro la guerra

Una ragazza con un fiore in mano davanti a tanti fucili. La leggerezza, la bellezza e la fragilità di un fiore contro la pesantezza, la potenza di tante armi puntate contro.

Una foto scattata il 21 ottobre 1967 a Washington. Una foto rimasta a segnare la storia, un’immagine diventata leggenda che ha saputo regalare speranza anche a dei soldati impegnati in Vietnam: l’avevano affissa nel loro accampamento. Un’immagine che è diventato un poster simbolo della non violenza.

Questa immagine è stata scattata da Marc Riboud insieme ad altre della stessa ragazza. “La ragazza si muoveva, - racconta il fotografo - danzava, tendeva le braccia, si distendeva davanti alla prima fila di soldati, prima di raccogliersi in quell’atteggiamento di preghiera, col fiore vicino al viso”.

Quante volte siamo scesi in piazza in quegli anni in tutto il mondo contro la guerra del Vietnam! E quale forza avevamo dentro! Speravamo davvero che allora cambiare il mondo fosse possibile. Eppure non eravamo così tanti. Era una piccola percentuale dei giovani di quel periodo. Piccola ma unita.

Io non appartenevo a nessun gruppo in particolare, ma volevo fare la mia parte. Ero giovane, giovanissima, non mi illudevo che davvero tutto sarebbe cambiato, sapevo che davanti avevamo una montagna e noi eravamo solo dei piccolissimi sassolini, ma ugualmente pensavo che era giusto esserci.

Mi sentivo come quella ragazza che dopo tanti anni è stata intervistata da un giornalista di Le Monde nel 1997.
Al giornalista ha detto che si atteneva al decimo comandamento: “Non uccidere”, che era un’ipocrisia affermare che c’erano delle guerre giuste e aveva uno slogan belle e pronto da contrapporre a chi la contraddiceva: “Uccidere per la pace è come scopare per la castità”. Aveva letto Gandhi, ma il suo eroe era Martin Luther King.

Poi la sua vita è continuata come quella di tutti noi. Dal sogno siamo scesi coi piedi sulla terra e, quando ne abbiamo sentito il sapore amaro, molti sono fuggiti, chi rifugiandosi nella droga, chi vivendo di ricordi, chi archiviandoli per sempre e qualcuno ha fatto carriera.

Ma quell’immagine rimane al di là di tutto. E ci interroga. La tenerezza di un fiore cosa può contro tanti fucili spianati? Forse niente o forse tutto. Oggi io ho ancora la certezza che anche i piccoli gesti hanno la loro importanza. Questo forse, al di là di tutto, il più grande messaggio. Nulla è risolutivo, non esistono bacchette magiche. Ma i piccoli gesti intessono la vita di ognuno di noi: uno dopo l’altro, costruiscono ciò che vogliamo essere.
Tutto può essere “contro”, ma noi possiamo mostrare agli altri il nostro fiore: fragile, tenero, effimero forse, ma dotato di senso. E forse di quel fiore alcuni semi rimangono, sta a noi tutti continuare ad innaffiarli e a curarli. Ad ognuno di noi.

Questo è il mio augurio per il prossimo anno.

11 commenti:

  1. ...eppure sembrano gli uomini armati sulla difensiva, in difficoltà dinnanzi a quel fiore... come dire: "the power of love". Un caro saluto e tanti auguri per un sereno 2012, Fabio

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  2. Sorrido sulla tua frase finale. Ho lasciato un commento simile due minuti fa in un altro blog.
    Io, come te, ci credo. Dobbiamo partire da noi. E' lì il lavoro più grande. Il resto arriva se diamo il buon esempio.
    Ciao Giulia e auguri anche te.

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  3. Voglio far mia questa immagine del fiore per tutto il 2012, tener presente nella mente la sua immagine delicata che ben rappresenta coloro che hanno bisogno di attenzione.
    Ti auguro un sereno 2012, cara Giulia.
    Cristiana

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  4. Foto significativa.

    Buon anno nuovo! Un bacione

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  5. Riflessioni molto significative, come sempre le tue. Auguri di un nuovo anno sereno, amica mia.

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  6. Proprio ieri un amico, ormai da tanti anni a Milano, da lì mi mandava per email una fotografia, che non avevo più visto, della Marcia per la Pace in Vietnam Ventimiglia-Bordighera del gennaio 1973.

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  7. Si può essere rappresentati da un'immagine.
    Io me ne sento partecipe.
    Scendere nelle piazze non mi è più possibile, e forse nemmeno lo farei. Allora andavo coi bambini in braccio e in passeggino.
    Oggi non lo farei anche perché ho capito che gli interessi del potere sono coalizzati e collusi con le religioni, e queste offuscano la mente, fa diventare militanti e militi, di ogni sragione.
    Un gesto immortalato, come questo, sgretola più sistemi di muraglie, e forse risveglia qualche coscienza.

    ciao
    buon anno
    cri

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  8. I tuoi articoli sono sempre ottimi spunti di riflessione sulla politica e sul modo di concepire la vita e l'essere parte della società. Auguri di buon anno.

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  9. In quegli anni traducevo

    VIETNAM
    Ci sono soldati che sono amati
    ma non amati
    e poi smarriti con le armi in mano.
    Nelle baracche imparano
    la vecchia lezione
    di morire per la terra
    e vivere per niente.
    C'è fame nelle grandi piantagioni
    e disperazione
    in marcia lungo le strade.
    Ma ancora credono che il fiore
    sia il ritornello più forte
    e credono che fiori
    possano vincere il cannone.
    (Autore ignoto)

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  10. Errata corrige
    'ci sono soldati che sono armati'

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