27/01/12

Ricordare sì, ma non per perseverare negli stessi errori

“E' una follia considerare di estrema sinistra il fatto che gli esseri umani debbano avere gli stessi diritti”. Era Amato che invitava tutti a liberarsi dai pregiudizi, e chiedeva il riconoscimento dei Rom come minoranza tutelata dalla legge.
"I campi nomadi – aveva detto nel 2008 - nelle periferie delle città italiane sono 'un piccolo Darfur', popolato da gente che viene dispregiativamente etichettata come 'zingari', 'ladri sporchi che rubano i bambini'. Pregiudizi radicati, duri a morire, che i mass media devono aiutare a superare”.
Questo l'aveva detto in occasione della Conferenza europea sulla popolazione Rom avvenuta martedì 22 e mercoledì 23 gennaio 2008 a Roma
Un appuntamento che aveva organizzato insieme al collega Paolo Ferrero per mettere sotto i riflettori un'etnia spesso associata alla percezione di insicurezza ed a reati. Per l'ex ministro si tratta di "drammatici stereotipi che gettano infamia su un intero popolo e pesano sulle coscienze degli europei. Se non rimuoviamo questi pregiudizi, non saremo in grado di accettare i Rom come nostri fratelli".

Si ricorda molto poco in questo giorno della memoria che i Rom, assieme agli ebrei, agli handicappati, agli omosessuali sono gli antichi capri espiatori che sono stati uccisi nei campi di concentramento. Da sempre sono stati oggetti di discriminazioni, deportazioni, cacce all’uomo. Sono state vittime di una vera e propria congiura del silenzio, eppure sono gli unici a non avere mai fatto una guerra e non avere mai rivendicato un territorio per sè.
Gli otto milioni presenti in Europa costituiscono la più grande minoranza che noi abbiamo.

Essi arrivarono in Europa nel 1300 fuggendo dalla forzata conversione all'Islam da parte dei Turchi. E in Europa furono accusati di essere le spie dei Turchi e ancora perseguitati.

"In questo clima intollerante, - dice lo storico Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio - appena mitigato durante l’illuminismo, o da leggende più positive in epoca romantica, si sono radicati alcuni stereotipi sugli zingari, destinati a incidere sul profondo della mentalità europea. Gli zingari divennero anzitutto il “popolo maledetto”, segnato da un “peccato originale” che ne avrebbe determinato il destino di allontanamento costante, quale punizione per non avere accolto la Santa Famiglia al tempo della fuga in Egitto, o per essere stati i fabbri che fusero i chiodi della crocifissione di Cristo. Una sorta di corresponsabilità al deicidio o all’inaccoglienza a Gesù… Identificati come gruppi dediti al vagabondaggio e all’accattonaggio, rom e sinti furono associati alla stregoneria, al rapimento dei bambini, al furto".
Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti hanno sterminato circa cinquecento mila Rom. Nel Processo di Norimberga, i legali dei Nazisti argomentarono che il genocidio dei Rom era giusto dal momento che essi erano stati puniti come criminali e non come razza (sono Ariani). Nessuno era presente per parlare a favore degli zingari e il tribunale internazionale accettò questa giustificazione.

Sarebbe importante per prima cosa conoscere la loro cultura e la loro storia, solo dalla conoscenza può nascere una nuova coscienza e ci si può difendere dai pregiudizi di cui noi stessi possiamo essere vittime più o meno consapevoli.
Due libri interessanti da leggere: uno di Isabel Fonseca, una giornalista americana, “Seppellitemi in piedi” uno studio sui Rom scritto dopo quattro anni di lavoro sul campo, a contatto con loro.  "Seppellitemi in piedi. Sono restato in ginocchio per tutta la vita". E' l'appello che uno zingaro, stanco delle vessazioni a cui il suo popolo è sottoposto, rivolge proprio alla giornalista. Una ricerca itinerante presentata al lettore sotto forma di diario.
L’altro libro è “Fuori luogo” di Marco Revelli che è il racconto di una esperienza vissuta, nei mesi dell'inverno 1998-99, a diretto contatto con un gruppo di Rom provenienti dalla Romania, finiti ai margini della città di Torino, che l'autore con pochi altri cerca invano di aiutare nei rapporti con le autorità locali e nazionali. Questi nomadi vivono senza acqua, senza riscaldamento, senza servizi igienici, finché giunge il decreto di espulsione e la distruzione fisica del campo.

7 commenti:

  1. Non sapevo assolutamente della sentenza di Norimberga, cioè che nessuno ci fosse per difendere il popolo Rom e che venisse perciò accettata l'autodifesa dei Nazisti. Il tuo post è prezioso, come sempre, fosse solo per questa informazione!

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  2. Tali i giustizieri tali i giudici, allora!
    Neanch'io sapevo.
    Cristiana

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  3. Bravissima Giulia, come sempre.
    Dei due libri da te citati, ho letto soltanto "Seppellitemi in piedi".
    Ho fra l'altro avuto modo di visitare, prima che venisse evacuato qualche anno fa, per più volte un campo rom.
    Nessuno si è mai interessato di loro. Ricordo che provai diverse strade perché provvedessero in qualche modo, almeno a svuotare i cassonetti dell'immondizia. Interpellai l'Ufficio di Igiene, assistenti sociali, l'ufficio del Sindaco, i vigili urbani.
    Non riuscii a niente. Qualcuno mi rispose che non aveva il coraggio di metterci piede.
    Ora più che mai ci hanno trasmesso la paura del diverso, non la tolleranza, non la solidarietà.
    Grazie per questo post.
    Un grande abbraccio,
    Lara

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  4. Si ricorda poco che, oltre agli ebrei, furono sterminati migliaia di altri "diversi". Persone che infastidivano con la sola loro presenza, scomode a quel folle piano di Hitler. Non è cambiato poi molto per i rom, come ben sottolinea anche Lara nel commento. Diffile, ancora, combattere contro il muro del pregiudizio e del razzismo vero e proprio. Difficile arrivare a una coscienza rivolta alla solidarietà universale, nel nome dell' Uomo. Riusciremo mai ad andare oltre?

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  5. Ti consiglio un libro che si intitola: "Il processo di Norimberga", non ricordo l'autore, ma raccoglie tutte le testimonianze/deposizioni dei colpevoli.

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  6. Sì, hai proprio fatto una ricostruzione preziosa, anche se l'umanità dovrebbe albergare nel cuore delle persone, soprattutto dei politici, al di là dei moniti della Storia!

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  7. Sono d'accordo con chi mi ha preceduto. E' essenziale provare orrore per i crimini commessi non solo nei confronti degli ebrei ma nei confronti di chiunque sia considerato diverso, a precindere lezione della storia che difficilmente vien colta dagli esseri umani e... dai politici che pensano solo al loro tornaconto. Un caro saluto, Fabio

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