Con la parola e con l'agire ci inseriamo nel mondo umano, e questo inserimento è come una seconda nascita, in cui confermiamo e ci sobbarchiamo la nuda realtà della nostra apparenza fisica originale. [...]Il fatto che l'uomo sia capace di azione significa che da lui ci si può attendere l'inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità. Di questo qualcuno che è unico si può fondatamente dire che prima di lui non c era nessuno. Se l'azione come cominciamento corrisponde al fatto della nascita, se questa è la realizzazione della condizione umana della natalità, allora il discorso corrisponde al fatto della distinzione, ed è la realizzazione della condizione umana della pluralità, cioè del vivere come distinto e unico essere tra uguali.

7 commenti:
Ma la civiltà é ben lontana dal definirsi tale, perché nel mondo ci sono troppi attentati alla libertà individuale e troppi ostacoli al pieno dispiegamento delle potenzialità del singolo.
L'importante è che l'uomo abbia rispetto di tutti.
Baci
Ha ragione Adriano e a Kylie dico che il rispetto per gli altri è quello che scarseggia nella nostra società, purtroppo.
Condivido il pensiero di Ambra e credo che ci sia ancora molta strada da fare in questo senso.
Ci sentiamo meno che in passato... però è sempe un piacere passare di qui. Un caro saluto, Fabio
nascere attraverso le parole( In principio era il Verbo ).
Ciao, Giulia. Buona giornata!
Bello! E vero!
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