07/02/12

Lavoro flessibile e "privilegi da spalmare", la democrazia oggi


"Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con il quale soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli e i suoi amici formano per lui tutta la specie umana; quanto al rimanente dei suoi concittadini, egli è vicino ad essi, ma non li vede, li tocca ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più patria.
Al di sopra di essi si eleva un potere immenso e tutelare (...), ama che i cittadini si divertano, purchè non pensino che a divertirsi..."
"Alcuni pensano che la società moderna sarà in perenne mutamento [...] Quanto a me, io temo che finirà con l’essere troppo immobilizzata nelle stesse istituzioni, negli stessi pregiudizi [...] che l’umanità si troverà bloccata e ingabbiata; che la mente oscillerà eternamente avanti e indietro senza generare idee nuove; che l’uomo dissiperà la sua forza in oziose, solitarie frivolezze; e che pur essendo sempre in movimento l’umanità cesserà di avanzare

Alexis de Tocqueville -La democrazia in America

Alexis de Tocqueville aveva visto molto lontano, aveva compreso quanto la democrazia fosse sempre a rischio, quanto fosse un terreno da coltivare con cura e dedizione. Aveva capito che ogni albero piantato aveva bisogno di cura per continuare a vivere e a dare più frutti. La democrazia ha portato con sè il liberismo ed è scuccesso che il mondo dell'economia abbia preso il sopravvento sulla politica. Il denaro è stato l'unico strumento di misura del benessere di uno stato. Ed oggi siamo arrivati qui.
Ammiamo smesso di vigilare che venissero rispettati i più elementari diritti che qualcun altro aveva conquistato per noi, abbiamo imparato a curare solo i "nostri particolari" diritti, abbiamo smesso di credere e lottare per una società che fosse più giusta e più umana per tutti, abbiamo inseguito falsi idoli, abbiamo perso ogni legame, siamo diventati indifferenti alla sorte di tanti meno fortunati, siamo saliti sun treno che come valore conosce solo l'alta velocità perdento la capacità della riflessione, della contemplazione della vita, del dialogo, dell'ascolto, della voglia di partecipare. Ci siamo dimenticati che la democrazia è sempre a rischio e che non è mai pienamente raggiunta, che può tornare indietro. Dovremmo tornare. come dice Zagrebelsky  ad "assumere nella propria condotta la democrazia come ideale, come virtù da onorare e tradurre in pratica". Dobbiamo rialzare la testa e ritrovare la dignità di uomini e donne che esigano di essere rispettate.
Oggi. quando i ministri si riempoono la bocca di flessibilità come cosa "buona e bella" a chi si riferiscono? Quando dicono che i ragazzi temono molto di andare in un altro paese perchè vogliono "stare vicino alla mamma", a chi pensano? Ho l'impressione che i riferimenti dei nostri ministri siano davvero i "figli di papà" che hanno frequentato scuole di prestigio, che hanno goduto di grandi privilegi ancor prima di uscire dalla pancia della mamma. Certo per questi può essere anche vero che possa diventare bello cambiare e andare all'estero.
Ma è cosa buona anche per tutti gli altri? Hanno mai chiesto quali problemi hanno quelli che non hanno mezzi, ai ragazzi non sono "eccellenze" a scuola, a quelli che sono stati già licenziati e "sono costretti" a vivere a spese dei loro genitori che - parla la Fornero - hanno "privilegi da spalmare" (es. art.18) e che, però, una volta spalmati non avranno più? No, sicuramente no.
L´ebbrezza della mobilità e "il gusto creativo per la flessibilità esiste solo a Bruxelles, Ginevra o New York, tra studi di avvocati, organizzazioni internazionali e uffici di consulenza finanziaria, con stipendi e fringe benefits di qualche migliaio di euro".

"Il valore di queste forme di lavoro è fuori discussione, ma non è condivisibile che il punto di vista di una parte minoritaria e privilegiata della società pretenda di trasformarsi in senso comune e il senso comune prima in caricatura e poi in sberleffo. Tutti quanti vorrebbero essere flessibili a quelle condizioni, ma chi governa ha il dovere di alzare la testa dai propri saperi libreschi o dalle eccezionali esperienze professionali che hanno caratterizzato la sua vita: e non soltanto perché un altro mondo è possibile, ma perché esiste per davvero al di fuori di quell´esclusivo recinto e la politica, anche quando è tecnica, ha il dovere civile di tenerlo bene in conto".
Miguel Gotor  su La Repubblica

6 commenti:

  1. condivido le tue preoccupazioni ma la mia lettura è molto più "dura", più disincantata.
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    Parto da questo: non esistono "tecnici" che siano terzi, rispetto alle dinamiche sociali. La nostra società è un continuo scontro fra diversi gruppi sociali. Ognuno cerca di affermare sè stesso e il suo potere contrattuale. Chi sono questi prof. universitari che pretendono di governarci in nome di un presunto "bene oggettivo"del paese?
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    Basta scavare nella loro storia personale, basta vedere che agganci hanno. Con chi hanno lavorato in tempi non sospetti, in quali Consigli di Amministrazione sono stati seduti.
    Si scoprono allora i finanziamenti delle loro ricerche, dei loro studi, delle loro scuole di specializzazione, delle loro fondazioni.
    Seguendo il "filo del denaro" si hanno ottimi indizi per capire da che parte stanno, chi difenderanno a spada tratta, di chi sono i cantori insospettabili.
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    Sono bravi questi tecnici mi chiedo? Dipende da cosa si intende per "bravi". Di certo sono bravi a far passare l'idea che esiste un superiore sapere economico. E' una balla grossolana.
    Tutti lo sanno ma se una balla è smerciata da un signore distinto e apparentemente serio e non volgare può essere presa per buona. Berlusconi era troppo sopra le righe e inadatto per i compiti previsti. Monti ha più carte da giocarsi nel far mutare e per sempre i rapporti di forza fra lavoro e capitale. Fra Finanza e democrazia
    Quando dice che l'Art.18 NON ATTIRA GLI INVESTIMENTI INTERNAZIONALI, occorre tradurre con precisione ciò che nasconde questa affermazione apparentemente innocente.
    Le tutele dei lavoratori allontanano i capitali. I diritti vanno immolati sull'altare del mercato finanziario.
    Le battaglie civili e sociali del
    '900 vanno dimenticate... e di questo passo si potrà giungere all'immancabile postulato successivo:
    UN PO' DI SANO SCHIAVISMO aiuta l'economia. INCREMENTA GLI INVESTIMENTI! FA CRESCERE IL PIL
    e POI DI SEGUITO: " Un po' di dittatura autoritaria aiuta le elite economiche e finanziarie a modificare il concetto di DEMOCRAZIA in OLIGARCHIA".
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    Chi non vede tutta questo lavorio sotterraneo è in mala fede. Siamo alla vigilia di un tentativo di snaturare permanentemente la natura delle società capitalistiche occidentali.
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    La democrazia è una cornice cadente e infracidita (volontariamente tenuta in coma permanente) per fare avanzare un contropotere elitario.
    La democrazia è sempre di più un involucro vuoto senza la tutela del diritto del semplice cittadino o del lavoratore.
    Le Banche e i gruppi di potere come Mediobanca stanno dando un definitivo giro di vite che porterà alla soppressione della Costituzione uscita dalla II guerra mondiale. C'è un progetto ambizioso dietro il mandato di Monti. Impoverire progressivamente la classe lavoratrice e rendere il lavoro un optional rispetto al fattore Capitale. Il lavoro come merce e come oggetto di ricatto permanente nei confronti dell'individuo sindacalizzato oppure diversamente pensante.
    Il pensiero unico che avanza è quello che prevede che chi si oppone è contro (per il fatto stesso che propone obiezioni o modelli di sviluppo alternativi)al bene della nazione e alla produzione di ricchezza.
    Ma chiediamoci? la ricchezza di chi? se non di quel 10% che detiene già ora il 50% della ricchezza nazionale?
    Domani deterrà il 70% grazie a questo governo di killer (travestiti da colletti bianchi)L'economia è essenziale oggi per capire da che parte andrà il mondo di domani per cui è francamente inamissibile per un qualsiasi intellettuale disinteressarsene e dire "io non sapevo". Come ai tempi dell'Olocausto non era possibile dire "io non sono complice". Il solo tacere, il solo adeguarsi allo status quo è ben più che "complicità".
    Un caro saluto
    carlo

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  2. Giusto per esser sicura di aver capito: Monti sarebbe dunque il novello Hitler?
    E' questo che pensate?
    Sapete com'è, l'accostamento all'Olocausto non è che sia cosa proprio banalissima. E a me pare un po' forte.
    Scusate, eh.

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  3. Sono d'accordo con Gabrilù. Nel tuo intervento, Carlo, ci sono delle analisi che si possono condividere. Ma l'accostamento con l'olocausto e con la nostra complicità mi sembrano un passaggio non accettabile.Che ci sia ancora tanta ingiustizia è vero, ma credo che bisogna continuare a lavorare sulla realtà, la crisi c'è e bisogna affrontarla con i mezzi che abbiamo oggi. Io volevo fare solo delle osservazioni, partendo da cose che non dico io, ma persone che la democrazia l'hanno studiata a fondo. Non ho la pretesa di dire di più.
    Gabrilu, sono contenta di rivederti qui, ma perché usi il plurale? Io non credo di aver paragonato Monti a Hitler, nè altro del genere. Mi sembra anzi di aver parlato di come si debba tutti diventare "più democratici". Allora perché il plurale?
    Grazie
    Giulia

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  4. Mi fa sorridere che qualcuno legga una simile banalizzazione nel mio commento. Nessuno sostiene l'equivalenza Monti = Hitler. Non siamo al circo e nemmeno dentro il barzellettiere berlusconiano.
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    Il linguaggio prevede l'uso delle metafore e delle "immagini " per agevolare la trasmissione del senso di un testo. Ma nessuno si sogna di fare delle equivalenze tanto grezze quanto campate in aria. Nessuno sostiene che A=B
    in senso letterale.Sarebbe da idioti.
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    Ciò che volevo evocare è ben altro. E'voler dire che nel clima di questi nostri ultimi anni è evidente l'analogia con gli anni Venti e Trenta del Novecento. Basta studiare un attimo l'evoluzione della Repubblica di Weimar e la dinamica dell'Italia uscita dalla Prima guerra per scorgere facilmente le analogie a livello sociale ed economico. Grandi masse di disoccupati, di inoccupati, povertà crescente e crisi economica che innescarono una svolta autoritaria. E la discesa in campo dei grandi centri di potere: in Italia i capitalismo agrario e industriale del Nord che sponsorizzò Mussolini per stravolgere l'assetto parlamentare italiano. E in Germania l'apparato militare-industriale che trovò una alleanza naturale con le istanze del nazionalsocialismo. Il risultato? Che da una presunta democrazia formale si passò ad un regime autoritario sostanziale che gradualmente soffocò ogni potenziale soggetto oppositore.
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    Oggi stiamo assistendo ugualmente allo svuotamento della democrazia e alla discesa in campo di una dittatura finanziaria. Qualcuno credo si sia accorto che oggi sono le istituzioni finanziarie a dettare l'agenda politica?
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    Bene la mia sensazione è che siamo alla vigilia di un bel giro di vite che porterà inevitabilmente a un regime dal punto di vista sostanziale: nel senso che il potere reale non è più in mano ai cittadini ma ai grandi gruppi di potere organizzato (multinazionali e Finanza) Non è un caso che noi votiamo per la non privatizzazione dei beni comuni e invece la politica fa di tutto per rendere privata l'acqua, le Reti Elettriche, le reti ferroviarie e simili.
    Ma non pretendo di convincere nessuno.
    Ognuno ha gli strumenti di analisi che gli derivano dalle sue basi culturali e dalla sua personalissima sensibilità.
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    Proprio perchè sono consapevole di tutto questo, evito di restare su un piano esclusivamente mentale e argomentativo.
    Ti invito invece a goderti uno splendido film che ti potrà illuminare anche sul senso del mio intervento.
    E' un film di Ingmar Bergman, un regista non certo da Cinepanettone
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    Il titolo è L'UOVO DEL SERPENTE ed è del 1977 mi pare.

    E' un film sulle condizioni che innescarono la fine delle democrazia della Repubblica di Weimar e il passaggio ad un regime autoritario dove pochissimi presero a decidere per tutti gli altri, perchè "la grande nazione tedesca lo esige e il bene della PATRIA deve prevalere sul destino dei SINGOLI individui!
    Con quali esiti si è poi visto pochi anni più tardi.
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    Te lo raccomando col cuore questo film, perchè non solo fa riflettere sul nostro presente ma rivela molto bene le dinamiche del Potere.
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    Ah... dimenticavo! Anche quel film è una grande metafora così come il suo titolo. Per la cronaca, l'uovo di serpente ha la membrana esterna trasparente.
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    Per cui è sufficiente guardarci dentro...volerci guardare dentro... per "vedere" cosa vi si sta sviluppando.
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    Vedilo...e poi mi saprai dire se ti è più chiaro allora il senso del mio intervento.
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    Scusami di nuovo per avere invaso il tuo spazio con commenti tanto lunghi. Prometto di non rifarlo.
    :-)
    Buona serata. Carlo

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  5. ma sbaglio o hai cancellato un commento?

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  6. Scusami cKlimt, stavo per risponderti che non avevo cancellato nulla, perchè così era. Poi mi è venuto un dubbio e sono andata a vedere tra i commenti spam e l'ho trovato. Ed eccolo lì. Ci mancherebbe altro, perchè dovevo cancellarti. Mi sembra che i blog siano bello per questo. Le idee possono convergere su alcuni punti e su alcuni no.
    Penso che i periodi storici non siano così sovrapponibili l'uno all'altro, ma certo abbiamo il dovere di viglare e di comprendere ciò che sta accadendo.
    Non sta piacendo neanche a me cosa sta succedendo, ma sul come uscirne fuori sinceramente ho molte insicurezze. Dove e quando ho potuto non ho mai avuto paura di schierarmi, ma oggi non vedo nulla all'orizzonte che io riesca a condividere. Saràò forse l'età. Mi impegno dove posso e dove so quello che sto facendo.
    Scusa ancora per il contrattempo

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