23/03/12

Rendere l’ordinario straordinario di Anne Tyler


Anne Tyler ha il potere di incantarmi perché sa raccontare piccole storie della quotidianità e tutto quello che scrive prende valore e significato. Entra con mano leggera nei suoi personaggi e li rende così veri, che ti pare di conoscerli da sempre. Con loro ti sembra di poter parlare, di poter partecipare alle loro piccole gioie, alle loro delusioni, alle loro tristezze. E’ gente comune a popolare i suoi libri, quella gente che nessuno nota e che trascorre la sua vita accanto alla nostra, persone giudicate, il più delle volte, insignificanti e senza volto.
Mentre leggi ti ritrovi proprio a pensare a questo. Noi tendiamo a vedere nella vita quotidiana un luogo dove si instaura l’abitudine, dove tutto sembra essere ripetuto nell’opacità e nell’irrilevanza. E sembra che conti solo quello che ha il sapore dello straordinario che solo può salvarci dal rischio di scivolare nell’insignificanza, nel buio dell'oblio, dimenticata dagli altri e magari anche da noi stessi. Ed è, invece, su questo presupposto che costruiamo la nostra frustrazione e solitudine.
Il libro Lezioni di respiro racconta un’unica giornata, ventiquattro ore, trascorse da Ira e Maggie Moran: una coppia come tante altre che abita a Baltimora. Una giornata trascorsa insieme per andare al funerale di un loro amico che non abitava più nella loro stessa città. Un racconto senza una grande storia, nulla di diverso di quello che potrebbe accadere a chiunque.
E’ proprio qui il segreto del libro. Viaggiamo con loro e scopriamo quanti pensieri si dipanano nella mente delle persone, quanti sentimenti, quanti emozioni e ricordi, semplicemente vivendo. E capiamo quante sfumature ha il colore della solitudine, della gioia, della tristezza, dell’amore, dell’amicizia. Come è facile fraintendersi quando sarebbe molto più facile forse capirsi se non fossimo troppo concentrati su noi stessi. La scrittrice ci aiuta ad entrare nei nostri pensieri e a comprendere quanto siamo bisognosi di vicinanza e di affetto anche quando non lo vogliamo ammettere.
Un viaggio quindi nella quotidianità di Ira e Maggie, ma un viaggio anche in noi stessi. Perché è nella vita di tutti i giorni, nei piccoli gesti, nelle più o meno insignificanti azioni che va intessendosi la nostra storia e formandosi la nostra persona. Proprio nella vita di tutti i giorni noi costruiamo la nostra presenza nel mondo; cresciamo e cambiamo sempre e solo giorno dopo giorno.
Tutto questo, nelle narrazioni, sfugge troppo spesso a ogni considerazione, non trova voce, ma assume un colore indistinto che cancella ogni possibile tonalità. “Cosa ho da raccontarti? – ci diciamo speso – nulla, sempre le solite cose.”


La capacità “straordinaria” descrittiva della Tyler riesce a rendere l’ordinario straordinario. E l’insegnamento che, se si vuole, si può trarre è quello di imparare a prestare più attenzione al quotidiano e ai momenti che nella loro apparente insignificanza danno colore alle nostre giornate e ai nostri rapporti con gli altri. Ogni giorno combattiamo la nostra battaglia con le nostre inadeguatezze, le nostre contraddizioni e paure e solo conoscendole e ri-conoscendole potremmo imparare a vincere anche i lati più oscuri di noi stessi e a migliorare i rapporti con gli altri.
E la domanda fondamentale che dovremmo imparare a porci è quella che Maggie fa al marito: "Oh, Ira per che cosa vivremo noi due, per il resto della nostra vita?".

3 commenti:

  1. "Quando il vostro ascolto è innocente, là vi è un'apertura" (Jean Klein).... essere in ascolto dell'altro o della melodia delle cose di Rilkeiana memoria.... è accoglienza. Ogni apertura, innocente ascolto, è una possibilità. Di stupore. Di stupirsi ancora.... di scoprire che gli ippogrifi dagli occhi dolci... sono così vicini a noi... tanto... che non li vediamo...Grazie per questo post. Per questo consiglio di lettura. Lo condividerò. Un abbraccio. E' bello camminare in questi sentieri di parole e cuore. Piero

    RispondiElimina
  2. Grazie Giulia, se incanta te incanterò senza dubbio anche me.
    Cristiana

    RispondiElimina
  3. Ciao Giulia, mi ha incuriostio molto questa autrice e questo suo libro , di sicuro lo cercherò e lo leggerò!
    Buona giornata e felice Primavera!

    RispondiElimina