Gli intellettuali
hanno grandi colpe. «Siamo stati e siamo noi intellettuali ad aver
continuamente fatto le cose più cattive per viltà, per presunzione, per
orgoglio. Noi, che abbiamo un particolare obbligo verso coloro che non potettero
studiare, siamo i traditori dello spirito (...). Abbiamo inventato e propagato
il nazionalismo (...), seguiamo tutte le mode stupide. Vogliamo metterci in
mostra e parliamo un linguaggio incomprensibile, fatto solo per impressionare, erudito,
artificioso (...)». L'arroganza, la prepotenza, la saccenteria, la vanità
intellettuale sono questi i vizi cui sono più inclini gli intellettuali. «Ma
anche la crudeltà non è un vizio affatto sconosciuto tra noi intellettuali. Nel
campo della crudeltà anche noi abbiamo prodotto qualcosa. Si pensi soltanto ai
medici nazisti che uccidevano anziani e malati, già prima di Auschwitz e della
cosiddetta "soluzione finale" della questione ebraica».
"invece di posare a profeti, noi dobbiamo diventare i creatori del nostro destino. Noi dobbiamo imparare a fare le cose nel miglior modo possibile e ad andare alla ricerca dei nostri errori". "Non dobbiamo più cercare di posare a profeti onniscienti. ma questo significa che: dobbiamo cambiare noi stessi".
Karl R. Popper

7 commenti:
Spero di non peccare di presunzione ( visto l tema del post ) se dico che è una cosa che ho sempre pensato. Straordinaria sintonia tra noi due, oggi, Giulia. Il post che ho pubblicato verte proprio sul problema del linguaggio e dell'ambizione dei critici a creare "massimi sistemi" lontani anni luce dalla terra.
Ciao!
Si assomigliano tutti gli alacri manovali, privilegio a padrone
Gli intellettuali sono , semplicemente, delle puttane.
Un post bellissimo che ci deve far riflettere anche su noi stessi.
Un abbraccio e buon mercoledì.
mi piace molto "fare le cose nel migliore modo possibile", che è come dire vivere cercando di fare il meno male possibile. Un bacio Giulia
Grazie Giulia.
Le riflessioni che proponi sono particolarmente utili in questo nostro mondo.
Ti abbraccio,
Lara
P.S. Scusa, ne approfitto per salutare Arnicamontana che mi manca da tempo.
Ciao Arnica, ti auguro un sereno fine settimana.
Tutto vero, fa riflettere anche chi intellettuale non è ma che fa un mestiere come il nostro.
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