20/10/12

La vita dentro di noi...


Il linguaggio ci gioca spesso dei brutti scherzi, non sa risvegliare il pensiero, appiattisce ciò che stiamo vivendo coprendo la realtà con il manto dell'ovvietà.
Tutto ci appare, allora, monotona ripetizione di un quotidiano che ci imprigiona: il giorno, la notte, il risveglio, il camminare per strada, gli incontri con persone per lo più anonime, la vista degli oggetti,  i colori, i suoni. Tutto confuso in un caos spesso fastidioso e  irritante. Così la nostra vita, tutta la nostra vita può apparirci banale, senza sbocchi e senza vie d’uscita. 
E, quando chiediamo a qualcuno: come va? La risposta è: tiriamo avanti, sopravviviamo, la facciamo andare… 
Viviamo come in un lungo sonno senza sogni, e non sappiamo più cogliere il nuovo che è dentro ogni giorno che si risveglia, nella luce che fende il buio della notte e illumina ogni cosa prima nascosta, nel sole che spunta e che poi se ne va, nella vita che nasce e in quella che muore.
E’ la vita dentro di noi che non riusciamo più a cogliere, mistero che non riusciamo mai ad afferrare pienamente, che non desta più in noi nessuno stupore. 
E' la vita nel suo svolgersi continuo, è la vita per quello che ci dà o che ci toglie, di cui dobbiamo ritrovare il suo fascino, in cui dobbiamo imparare a muoverci con grazia e leggerezza, accettandola e apprezzandola anche quando genera sofferenza. E’ la vita in cui diventiamo donne o uomini e in cui scegliamo che donne e che uomini essere, è la vita in cui ogni giorno potrebbe costituire un nuovo inizio, quella vita di fronte a cui la ragione stessa depone le armi, che ci appare nel riflesso di un ramo appena germogliato, nel va e vieni del vento, in una foglia che leggera si stacca dall'albero per dar spazio ad altra vita.
 “Il paesaggio intravisto al risveglio, la persona estranea, quando ancora non sappiamo cosa in essa ci attrae, perfino noi stessi, la nostra anima quando la lasciamo uscire, tutto, quando siamo aperti, acquista una luce primaverile, chiara, che ti alleggerisce fino a sfiorare la trasparenza”.

Maria Zambrano - Dell'Aurora

9 commenti:

  1. Ciao Giulia, è sempre bello leggere i tuoi post.
    Un caro saluto,
    Lara

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  2. Vengo a leggere da te in un periodo in cui faccio le stesse riflessioni...e cerco di trasformarle in pratica di vita quotidiana.

    Il peso delle memorie (dolorose) si fa -purtroppo- sentire, con la stessa frequenza quotidiana...rallentando, e talvolta frenando, il percorso.

    Mi viene da pensare che chi ne ha meno, possa procedere più 'sveltamente'...

    Ma certo, anche imparare a "dimenticare" è importante.

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  3. Lascio una cosa

    Milena dice

    È inverno, l'ultima foglia si lascia cadere
    Fuori dai suoi colori, Milena dice che un passero si tiene
    Si disegna dell'albero che sta attaccato al cielo

    È la giornata a divertirti gli occhi, che si racconta a te, mia cara amica
    S'apre la veste e guarda, t'ama di più

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  4. L'immagine racchiude in sintesi tutto ciò che tu espliciti così bene.
    Siamo sempre rumorosamente proiettati fuori e non sappiamo più leggere dentro di noi, dove, nel silenzio, sarebbe facile mettere a fuoco il bello della vita, tutto ciò che non riusciamo a vedere e che ci sta intorno.
    Un bellissimo post, lo condivido su fb.
    Ciao!
    Piera

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  5. Non bisognerebbe mai dimenticarsi del privilegio che godiamo: essere vivi e sani.

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  6. Cerco di restare immobile, apprezzando ciò che ho, temendo i cambiamenti e lotto a volte con i pensieri che mi invadono la mente.
    Cristiana

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  7. Bello. Che altro posso dire.
    Claudia

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  8. Pensieri malinconici, quasi invernali..

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