16/12/12

Si perde sempre l'essenziale


Nella poesia “La Luna”, Borges narra la vicenda di un uomo che “concepì lo smisurato/progetto di cifrare l’universo/in un libro” e che, giunto alla fine del suo manoscritto, si accorge di essersi “dimenticato” di nominare la Luna. (“Que se habìa olvidado de la luna”). Prima di lanciarsi in una corsa enciclopedica e meta-letteraria per recuperare la memoria del suo personale rapporto con la Luna, in quella poesia Borges ci lascia un monito chiarissimo:

La storia che ho narrato benché finta

può ben raffigurare il maleficio

di noi che esercitiamo il mestiere
di trasformare in parole la nostra vita.

Si perde sempre l’essenziale. E’ una

legge di ogni parola intorno al nume.

Non saprà eluderla questo riassunto
della mia lunga relazione con la luna”


(tratto da “La Luna”, Poesie (1923-1976), Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2004)

5 commenti:

  1. cara Giulia delizioso questo post, per me poi l'essenziale è essenziale, lo sai :-)
    non avevo mai visto il tuo blog sui libri. Ne sono entusiasta, così lineare, pulito, essenziale, ecco
    Anche io ne ho appena aperto uno, non so bene perché
    ti metto l'indirizzo
    http://insaladilettura.blogspot.it

    ciao, marina

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  2. scusa ma devo dirti ancora quanto mi piace il tuo blog letture sparse. È così elegante e che belle presenze

    sei bravissima, come sempre!

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  3. Marina, il tuo parere mi lusinga..
    Un abbraccio e vado a vedere

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Molto vero, non solo per chi di trasformare la vita in parole fa il proprio mestiere. Auguri, carissima, un abbraccio.

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