25/01/13

E penso a te...

Ingrid Bergman in Sinfonia d'autunno
C'è un raggio di sole che attraversa la mia stanza e la sua luce illumina un piano della libreria. I libri sembrano prendere quasi vita e così io li sento: presenze reali. Parole che accompagnano la mia vita da sempre. Parole non buttate al vento, parole piene che risuonano dentro di me, anche quando sono stanca e mi sembra di non credere più in nulla.
Molti di quelli che hanno scritto non ci sono più e non mi sembra vero. Io sento che le loro parole mi hanno aiutato e aiuteranno a vivere con più consapevolezza, con più attenzione verso tutto ciò che mi circonda e verso le persone che incontro. Sono miei amici. Amici che mai ho conosciuto di persona, ma con cui dialogo ogni giorno. 
I libri contengono in loro anche il silenzio, quello che dovrebbe essere dentro di noi nel momento che accogliamo la parola dell'altro, il silenzio che ci apre al pensiero, alle emozioni, alla contemplazione della vita.
E penso a te, mamma. Ti penso e so che non saprò mai più quello che è rimasto dentro di te e non ha trovato lo spazio per dirsi. Ogni tanto qualcosa riemerge. Come quando mi hai raccontato con tanto dolore della tua malattia quando avevi solo nove anni. 
"Un morbillo" mi hai detto "solo un morbillo. Poteva fermarsi lì? Ed invece no. E' diventato enfisema polmonare e poi tubercolosi. Una malattia terribile. Mi ha costretto alla solitudine per tanti anni, mi ha riempito di paure anche quando sono guarita. Perchè era la malattia di cui non si poteva parlare, la malattia di cui ti dovevi vergognare. 
Sono guarita, ma me la sono portata dentro. Correvo da sola dal medico, perchè avevo paura che ritornasse a sconvolgere la mia vita. E lui mi rassicurava. Ed io ero contenta. Ma tornavo a casa e la paura tornava. Pensavo che non avrei potuto sposarmi, non avrei potuto avere figli. E poi era ereditaria... così mi avevano detto. E non avevo pace..."
Di avere avuto la tubercolosi ce l'hai detto solo quando eri molto avanti negli anni, mamma. Ed oggi, mi chiedo quanti altri segreti ti porterai dietro. Quanti altri magoni non hai potuto condividere.
"E con chi avrei potuto farlo -  mi ripeti spesso - Bisognava essere forti, almeno era quello che pretendevano da me. Ed io sono stata forte". Ma nei tuoi occhi leggo il rimpianto di non aver potuto o di non essere riuscita a raccontare quello che è rimasto per sempre "indicibile" dentro di te. E il mio tormento è quello di non poter fare nulla. Solo volerti bene, questo sì. Perchè ora comprendo anche alcuni degli aspetti più ostici del tuo carattere. 
Guardo ancora i miei libri e penso che ognuno di noi potrebbe essere una storia degna di essere raccontata. 

6 commenti:

  1. Mi hai fatto ricordare che , ormai molti anni fa, avevo trascritto su un quaderno che mi portavo sempre appresso, le frasi che più mi avevano colpito dei colloqui tra madre e figlia in ' Sinfonia d'autunno'.
    Quel film io me lo sono visto e rivisto a più riprese, da sola, annotandomi ogni frase che mi colpiva .
    Stavo cercando di superare un momento complicato,era il periodo di messa in discussione totale della figura materna
    Quanto tempo è passato! Oggi il viso della Bergman mi ha ricordato quello di mia madre, c'è una somiglianza impressionante che mi ha commosso.
    Il mio rapporto con lei , ovviamente, poi è cambiato negli anni e gli ultimi insieme a lei sono stati segnati da momenti molto intensi di profondo scambio emotivo, senza parole, ma pieno di sguardi di intesa profonda.
    Anch'io penso spesso al non detto, al trattenuto dentro, in fondo , tanto in fondo da non poter trovare la strada per uscire.
    Mi ha fatto molto soffrire questo, ma così è stato,per me e per lei. Ora ripensarla è più dolce e so, per certo, che l'intesa tra noi , anche senza parole, è stata molto profonda.

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  2. Considerazioni profondamente intense e commoventi.
    Cristiana

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  3. solo un grazie di questa condivisione riesco a lasciare...e un abbraccio amico

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  4. Cara Adele, ho fatto anche io ls stessa cosa con "Sinfonia d'autunno.Un film bellissimo e molto intenso. Mi sono resa conto di quanto sia complesso il rapporto madre e figlia, mentre una volta ero più portata a vederne solo gli aspetti conflittuali. Ora sento l'esigenza di andare più a fondo perché si scoprono sempre più aspetti e sfumature. Grazie per aver condiviso con me i tuoi pensieri e sentimenti.
    Grazie a tutte voi per la vostra presenza.


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  5. ...E adesso invecchia, vorrei fermare il tempo per respirare ogni cosa di lei...però ci discuto e mi ribello perché sia tutto autentico!
    Ah le madri...e questi pensieri. Quanta commozione!

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